Neppure 12 ore prima, una riunione a Palazzo dell’Aquila, convocata dal sindaco Cassì, per coinvolgere le minoranze nel momento di emergenza, per la condivisione di misure e provvedimenti, invero tutti già adottati senza consultazione delle minoranze, all’insegna di una azione che veda tutti uniti in questo momento difficile.
In mattinata, il miraggio di un cammino unitario nelle difficoltà del momento che si dissolve nell’aria: l’opposizione politica c’è, distingue, casomai, fra emergenza e politica, fa sentire la sua voce e la sua presenza vigile sulla gestione della cosa pubblica.
Invero, anche nella riunione del ‘vogliamoci bene’, che molti dei partecipanti, fuori dal tavolo, hanno letto come estremo tentativo di normalizzare la strana convocazione del consiglio comunale per non farla apparire come forzatura a tutti i costi, avremmo preferito minoranze rispettose del momento ma agguerrite per esigere maggiore coinvolgimento nelle decisioni e per rivolgere istanze con decisone e non subire solo passivamente le scelte.
Una opposizione forte, agguerrita, vigile, implacabile, non solo è il sale di ogni democrazia ma fa bene, anzi benissimo a chi governa. Questa è una delle cose che Cassì, che politico non è, non ha ancora compreso appieno e che gli sta facendo tanto danno.
La situazione galleggia perché, purtroppo, al netto di singole sparute espressioni di capace opposizione, non ci sono elementi che vogliono veramente impensierire l’amministrazione al di là di scontate esibizioni verbali e mediatiche che restano impantanate nella mediocrità generale di tutto il civico consesso, fra i più scadenti, a livello politico, di tutta la storia di Palazzo dell’Aquila.
Cosa trova, oggi, l’opposizione per dimostrare di essere in vita? Sono i 5 Stelle che vanno a rileggere una determinazione sindacale del giorno 11 marzo, riguardante l’aggiornamento della determinazione della maggiorazione dell’indennità di posizione del segretario generale.
Argomento che si presta a mille interpretazioni, alla base di tutto l’assoluta certezza delle legittimità dell’atto, misura possibile sulla base delle normative vigenti, si potrebbe parlare di normale prassi, come in tutte le cose, preventive spiegazioni sulla misura eviterebbero inevitabili montature mediatiche.
Ma il provvedimento cade nel mezzo di una emergenza che fa emergere anche il livello deficitario delle casse pubbliche e allora, consapevoli che non può essere un soggetto singolo ad addossarsi la responsabilità di far risparmiare le casse pubbliche (ma chi lo farebbe ? ne trovereste uno ? NdR), si fa appello all’opportunità del momento per adottare determinate misure.
Non è questa, certo, la sede per disquisire di stipendi ed emolumenti di stato, regolati, in ogni caso da norme precise, godiamoci il comunicato dei 5 Stelle del Comune di Ragusa e ognuno tragga le personali considerazioni sull’argomento.
Questa la nota diramata:
AUMENTATA IN MANIERA SOSTANZIOSA L’INDENNITA’ DI POSIZIONE AL SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI RAGUSA, IL GRUPPO CONSILIARE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE: “MA NON C’ERA UN ALTRO MOMENTO DA SCEGLIERE PER ADOTTARE QUESTO PROVVEDIMENTO A FRONTE DI UNA CITTA’ IN GRAVE SOFFERENZA?”
“Ci siamo soffermati, in questi giorni di emergenza sanitaria, ad evidenziare una serie di proposte a supporto dell’attività svolta dall’amministrazione comunale nella gestione, sul livello cittadino, di questa complicatissima situazione.
Ed è una disponibilità che torniamo a ribadire, consapevoli che soltanto attraverso una unione di intenti si potrà rafforzare l’attenzione che diventa doverosa nei confronti della nostra collettività.
Proprio perché, però, siamo tutti orientati a fare del nostro meglio, nel rispetto dei vari ruoli, per cercare di fronteggiare questa emergenza, non riusciamo a comprendere la ratio di determinati provvedimenti che, in questo momento storico, hanno il sapore di un vero e proprio schiaffo nei confronti di quella comunità che, invece, prima di ogni altra cosa, dovremmo salvaguardare da tutti i punti di vista”.
A dirlo sono i consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle Ragusa i quali fanno riferimento alla determinazione sindacale dell’11 marzo scorso, la numero 20, avente ad oggetto “Aggiornamento determinazione della” dell’ente di palazzo dell’Aquila. Nel documento, si precisa che sarà aggiornata la maggiorazione della retribuzione di posizione da corrispondere al segretario generale nella misura del cinquanta per cento, cioè un sostanziale incremento rispetto alla retribuzione attuale.
“Ora – chiariscono i consiglieri pentastellati – fermo restando che nessuno mette in dubbio la professionalità e la capacità dell’attuale segretario generale e che ci saranno stati magari degli adempimenti normativi da espletare, con riferimento, tra l’altro, allo scioglimento della convenzione tra il Comune e il Libero consorzio, che consentiva di ripartire l’erogazione della retribuzione sino ad arrivare al cento per cento, ci chiediamo che senso abbia questo provvedimento assunto in un periodo così drammatico per la nostra città.
Ci troviamo di fronte a una realtà urbana che, per effetto dei decreti nazionali, si è vista costretta, di fatto, a sospendere la propria vita di tutti i giorni, con famiglie che non sanno come andare avanti per sopravvivere, con aziende che, dall’oggi al domani, si sono viste costrette a cessare la propria attività, con numerose situazioni difficili che ci vengono segnalate giorno dopo giorno, e l’amministrazione cosa fa?
Incrementa in maniera sostanziosa lo stipendio al segretario generale. E’, sinceramente, qualcosa che stride troppo, che fa male, che dà il senso, davvero, di una politica che non vuole considerare completamente quali sono gli sforzi che tutti insieme stiamo compiendo.
Lo ribadiamo: al di là del fatto che si sia trattato di un adeguamento normativo o che si facesse riferimento a una necessità impellente, questo non era assolutamente il momento di predisporre un atto del genere che, così come sta accadendo in tutta Italia per situazioni molto ben più gravi, si sarebbe potuto rinviare in un altro momento.
Ci dispiace, davvero, che si lanci questo messaggio ai cittadini ragusani: voi fate i sacrifici, noi, al contrario, facciamo quello che vogliamo.
Riteniamo che non sia giusto e che, soprattutto, non sia rispettoso.
Abbiamo voluto fare sentire la nostra voce su questo aspetto perché si tratta di una situazione che non si poteva fare passare sotto silenzio.
Tutti dobbiamo sacrificarci, in questo periodo, tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa. Ma sembra che in alcune zone di palazzo dell’Aquila questo messaggio non sia passato. E di tutto ciò ci rammarichiamo”.
Gruppo consiliare
Movimento Cinque Stelle
Ragusa – 17 marzo 2020
