I 5 Stelle definiscono ‘seduta farsa’ quella del consiglio Comunale di ieri, martedì 17 marzo

Era inevitabile che l’assenza, peraltro annunciata, in blocco, delle minoranze in consiglio comunale, fosse destinata a lasciare il segno. Lo sapevano in molti, già ai tempi dell’amministrazione Piccitto, quando, davanti ad evidenti forzature, fu proposto, fra i primi dalle pagine di questo giornale, di lasciare sola in aula la maggioranza, per dare un segnale forte alla città.
Le opposizioni di allora non fecero sintesi per una azione unitaria, ci sono riuscite quelle attuali che hanno lasciato soli i colleghi di maggioranza per una seduta che, alla luce dei provvedimenti entrati in vigore con l’ultimo DPCM, poteva essere, tranquillamente rinviata.
Al gruppo consiliare 5 Stelle non basta l’ “effetto assenza totale”, in una nota diffusa alla stampa definiscono la seduta una “farsa”, termine assai grave perché non riferito agli aspetti politici del Consiglio Comunale ma alle procedure istituzionali validate da un rappresentante e garante dello stato, quale è il segretario generale del comune.
Nella nota, i 5 Stelle del gruppo consiliare evidenziano come, già nella mattinata della seduta, le scadenze erano rinviate, dimenticando di citare, peraltro, gli articoli del DPCM ultimo con i quali si fissano i paletti e le possibilità per la convocazione degli organi collegiali.

Poi, ci vanno giù duro, mettendo in evidenza il “patetico tentativo” di strumentalizzare esigenze della collettività di fronte a termini improrogabili inesistenti.
Ancora, sostengono che invece di essere di esempio per la collettività, irrispettosi del loro ruolo, i consiglieri si sono presentati in aula, la metà di loro almeno, con mascherine e guanti, dando evidenza al fatto che l’emergenza incombe e che non si può trascurare nulla.
“Che sia stata una seduta farsa, e considerate le condizioni storiche non poteva essere altrimenti, lo testimonia la durata di 25 minuti e la circostanza che a nessuno tra i consiglieri presenti sia stata concessa la parola, oltre al fatto che il presidente del Consiglio, Fabrizio Ilardo, ha intimato all’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Giuffrida, di essere quanto più rapido possibile nell’esposizione della relazione del punto di competenza. Relazione letta, addirittura, dal cellulare e neppure dalle carte, tanto l’improvvisazione l’ha fatta da padrona”.
Giudizi tranchant sulla gestione della seduta da parte dei 5 Stelle.
“Una vera e propria vergogna. Tra gli aspetti da mettere in luce, anche la presenza di un collega di maggioranza al di là della balaustra per evitare che cosa: la contaminazione? Oppure pronto a fuggire se fosse scappato uno starnuto? Insomma, ieri abbiamo preso atto, nell’aula consiliare, di una serie di scene paradossali, inaccettabili.”
Così continua la nota dei 5 Stelle:
“A fronte di un presidente che, sinceramente, in questa circostanza è sembrato poco adatto al ruolo, abbiamo appurato la presenza di una sorta di dittatura politica, quella del sindaco Cassì, che ha costretto i suoi ad essere presenti come soldatini, nonostante gli stessi fossero, giustamente, preoccupati e impauriti dalla possibilità di un potenziale contagio.
Non è un caso che l’assessore Ciccio Barone si sia presentato bardato di tutto punto come se, piuttosto che in Consiglio comunale, si trovasse all’interno di un laboratorio sanitario.
Invece la decana del civico consesso, Maria Malfa, ha contravvenuto a tutte le indicazioni che gli esperti in questi giorni fanno passare insistentemente in tv. Abbiamo, altresì, dovuto prendere atto della sconcertante sicumera di un primo cittadino che, sprezzante delle indicazioni sanitarie tuttora in atto, ha cercato di ostentare serenità animando atteggiamenti che, suo malgrado, saranno di cattivo esempio.“
In definitiva, per i componenti del gruppo consiliare 5 Stelle, una seduta del Consiglio che si sarebbe potuta evitare. Resta solo l’interrogativo, assai delicato, che circola da qualche giorno: “quali i motivi di tanta decisa insistenza in piena emergenza sanitaria?”.

Ultimi Articoli