Divampa la contestazione nei confronti del Sindaco per gli atteggiamenti e le scelte di opportunità

I pareri di un ex assessore del Comune di Ragusa, dei due consiglieri PD e di Antonio Tringali

Il Sindaco e la sua Giunta proseguono l’attività amministrativa, nonostante l’emergenza in atto, la macchina comunale va avanti, senza eccessive difficoltà in un momento difficile, anche dal punto di vista psicologico.
L’assessore Gianni Giuffrida, in proposito, ha voluto sottolineare che, al netto degli impegni prioritari per l’emergenza, si lavora per l’ordinario e per quei progetti in itinere per i quali è dedicato un impegno costante, anche con le inevitabili e necessarie missioni palermitane.
“Ci sono tanti progetti – ha detto l’ing. Giuffrida – che non possono subire soluzioni di continuità, fino a dove è possibile”.
In questo contesto, si giustificherebbero le scelte del Sindaco che vuole far funzionare la macchina amministrativa anche nel momento di emergenza e che in un video dice di sorridere di fronte ai tentativi di strumentalizzazioni e di polemiche.

Ma non la pensano così amministratori del passato ed esponenti politici del presente che esprimono opinioni diverse e assai severe nei confronti del primo cittadino, contestato, apertamente, per gli atteggiamenti e le scelte di opportunità.

Un ex assessore di Palazzo dell’Aquila va giù duro, con un post sui social:

“Per favore, qualcuno avverta chi di dovere che, nel tempo eccezionale che stiamo vivendo, insistere e ottenere lo svolgimento di inutili pubblici consessi e adottare legittimi, ma rinviabilissimi, atti di adeguamento di indennità è esattamente il contrario del rigore e della sobrietà che si richiede ai cittadini.
Per favore, qualcuno avverta chi di dovere che tutto ciò nuoce non alla personale credibilità (di cui ciascuno dispone come vuole, come può o come sa), ma alla credibilità delle istituzioni.
Che è un bene indisponibile, da tutelare nell’ interesse di tutti.”

 

I componenti del gruppo consiliare del Partito Democratico dicono basta agli aumenti di indennità e alle nomine di nuovi dirigenti, in un momento in cui serve concentrare tutte le forze sull’emergenza.
Restano basiti Mario D’Asta e Mario Chiavola per un sindaco che trova lo spazio, in un momento delicato come quello attuale, di aumentare le indennità al segretario generale e di pubblicare l’avviso per la copertura di un posto di dirigente amministrativo.
Non sono queste le cose delle quali vuol leggere o sentir parlare la gente, si devono fare, secondo D’Asta e Chiavola, scelte economiche diverse, “mettendo in discussione anche la previsione di assumere nuovi dirigenti e utilizzare i fondi in questione per le categorie produttive e per le imprese che saranno dilaniate da questa crisi.”
“Oltre a quello che sta facendo lo Stato e che deve fare la Regione, ci sia qualcosa che possa fare anche il Comune come la concessione di prestiti in conto interesse, giusto per fare un esempio.” aggiungono i due consiglieri PD e concludono: “I ragusani si accorgono di quello che sta accadendo al Comune. E rimangono molto perplessi. Il sindaco si dovrebbe occupare di confrontarsi con gli altri colleghi, di attivare percorsi il più possibile unitari per aiutare la collettività in questo periodo così complesso invece di giocare a fare le nomine. Restiamo basiti”.

 

Ed è ora di dire basta anche per Antonio Tringali del Movimento 5 Stelle che ci ha affidato alcune sue riflessioni che sta fissando in una nota che sta per diramare.
Per l’avversario al ballottaggio del Sindaco Cassì non si comprende il perché di procedure che si vogliono far passare per urgenti e improcrastinabili.
Tringali nota una insolita solerzia per atti che potrebbero essere rinviati di qualche settimana.
Se confortata dalle normative può essere la scelta di adeguare l’indennità del segretario comunale non si intravede l’urgenza, in questo particolare momento, di procedere all’assunzione di un nuovo dirigente amministrativo.
Se poi, come avvenuto in passato per alcune scelte di questo sindaco, iniziano a circolare nomi dei papabili, allora è veramente il caso di dire basta, secondo il consigliere del Movimento 5 Stelle che aggiunge: “Basta, al di là dell’emergenza”
Gli elettori hanno puntato sul nuovo di zecca, invece di rivolgersi ad un Km zero o ad una vettura aziendale, ma vediamo allungarsi la lista dei dirigenti che provengono da quel passato che si voleva a tutti i costi sconfessare, se è vero che potrebbe arrivare un dirigente che è stato già in forze al Comune di Ragusa per lo stesso incarico.
Senza dire che circolano voci su altre scelte che provocano in Tringali una serie di domande: “Si tratta di una passione per l’antiquariato del sindaco Cassì oppure ci sono pressioni esterne, dei soliti noti, dei grandi vecchi della politica locale, per riportare, nei posti che contano, persone e personaggi della politica di sempre?”
“A che serve allora votare nomi nuovi? Tanto varrebbe rivolgersi agli stessi nomi del passato, anche alla luce della considerazione di molti, secondo la quale “si stava meglio quando si stava peggio”.
Tringali ci tiene anche a fare un esame di coscienza sull’opportunità di rilievi di natura politica in questo particolare momento, ma nessuno può pensare che si debba abdicare al ruolo di controllo se gli amministratori ritengono di continuare l’attività politico-amministrativa.
“Né il primo cittadino si può permettere – aggiunge – di bacchettare pubblicamente, nelle sue apparizioni in video, chi farebbe solo polemica strumentale: se è emergenza, deve essere emergenza per tutti”

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