Sarà opportuna la presenza in Consiglio Comunale dei Vigili del Fuoco, non solo per i colombi

di Marco Ramius
Rovente conferenza stampa al II Circolo PD di Ragusa: emersa la richiesta di dimissioni del capogruppo al Consiglio Comunale D’Asta, ricordato il più grande errore politico della storia della città, acclarate le pratiche inciuciste fra 5 Stelle e frange dell’opposizione, portatrici di interessi particolaristici

C’era attesa per l’annunciata conferenza stampa del secondo Circolo PD di Ragusa che voleva fare il punto sulla situazione politica al Comune di Ragusa.
Attesa e curiosità sui contenuti dell’incontro, comuni ad ogni appuntamento con quella parte del Partito Democratico cittadino che, per lo spessore politico e culturale, suscita grande attenzione per qualsivoglia questione affrontata, ancorché le posizioni possano non essere condivise.
Le aspettative, anche in questa occasione, non sono state tradite e lo stesso parterre dei giornalisti lasciava intuire che ci sarebbe stato lavoro per le redazioni.
Gli spunti, offerti dai vertici del Secondo Circolo che hanno accolto gli ospiti, hanno costituito grandi opportunità di riflessione in relazione ai recenti avvenimenti che hanno riguardato il Consiglio Comunale di Ragusa.
Sono stati l’avv. Mimmo Barone e il prof. Giorgio Massari, rispettivamente segretario del Circolo e consigliere comunale aderente allo stesso, a introdurre la conferenza stampa e a intrattenere i giornalisti.
In qualità di invitato, ancorché fondatore e componente del II Circolo, il senatore Gianni Battaglia, nella sua qualità di segretario dell’unione Cittadina del Partito Democratico, che non ha tralasciato di delineare una attenta e puntuale analisi politica sull’attuale fase della consiliatura a Palazzo dell’Aquila.
Gli interventi, nell’ordine, dell’avv. Barone, del prof. Massari e le conclusioni tratteggiate dal senatore Battaglia, sono state di grande rilevanza, tanto da meritare appositi spazi sul nostro giornale, con un resoconto quasi integrale degli stessi.
Non sono emerse verità sconosciute, piuttosto sono state acclarate e confermate quelle che, da più parti, erano state evidenziate come elementi di grande novità nel panorama politico locale, ancorché smentite dagli stessi protagonisti che negavano o minimizzavano accordi, alleanze e sostegno alla componente grillina.
Come sempre avvenuto al secondo Circolo, si è avuta l’occasione di assistere ad una discussione di politica scevra da condizionamenti di parte e da posizioni propagandistiche.
L’autorevolezza e l’affidabilità politica dei protagonisti della conferenza stampa ha fornito, per l’opinione pubblica e per gli iscritti e i simpatizzanti del Partito Democratico, un prontuario dell’attuale situazione politica.
Elemento centrale è stato il sostegno, indiscutibile, del gruppo di consiglieri comunali che fanno capo a Maurizio Tumino e dei due consiglieri del PD, D’Asta e Chiavola, alla componente consiliare del Movimento 5 Stelle non più maggioranza in Consiglio Comunale. Componente ridotta a sole 15 unità, dopo l’espulsione della consigliera Sigona, in grado, fra l’altro, di non essere garantita nemmeno da questi 15 consiglieri, dal momento che sono note le fibrillazioni interne al gruppo che fanno intravedere altri possibili mancati sostegni, nell’ordine di almeno 3 elementi che non vogliono desistere di opporsi alle scelte dell’amministrazione Piccitto e, segnatamente, di qualche suo assessore.
Un appoggio che si è palesato per l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio, nella cui votazione sono emersi, per le stesse dichiarazioni dei votanti, le posizioni a sostegno di Tringali da parte di quattro dei cinque consiglieri del gruppo Tumino e dei due consiglieri PD.
Un accordo malcelato, di componenti ben identificate, che pare abbia avuto la regia dell’on. le Dipasquale che, da più parti, e anche dagli stessi consiglieri democratici, è stato indicato come il nume tutelare dell’accordo con il gruppo di ex forzisti di Maurizio Tumino a sostegno di Tringali.
I vertici del secondo circolo hanno considerato le scelte di sostegno all’amministrazione come evidenti situazioni di inciucio che, secondo il senatore Battaglia, non possono che nascere da scambi all’insegna di interessi particolaristici.
Situazioni che, secondo Battaglia e Barone, vedono, per esempio, personaggi legati a Federalberghi, come Occhipinti, considerato anche leader del gruppo di Tumino, con interessi, del tutto legittimi, come più volte è stato evidenziato, nel settore del turismo, delle costruzioni alberghiere e, più diffusamente, nel settore dell’urbanistica, con contorni di interessi specifici nell’ambito degli uffici tecnici del Comune.
Non si è omesso di citare nessun particolare a proposito degli avvenimenti consiliari degli ultimi mesi, come pure non si sono risparmiati riferimenti precisi a persone ed affini coinvolti nella commistione di interessi, sempre legittimi, che caratterizzano e hanno caratterizzato questa vicenda legata al venir meno della maggioranza del Movimento 5 Stelle.
Un elemento di novità quello evidenziato da Giorgio Massari, a proposito dell’emendamento n. 2 relativo all’atto per il piano di riparto della Tassa di soggiorno, che era stato redatto da Maurizio Tumino, ispirato al documento inoltrato all’Osservatorio per la Tassa da FederAlberghi. Massari ha fatto notare come l’atto ritirato da Tumino sia stato ripreso, integralmente come contenuto, per l’emendamento n. 8 che ha visto, come primo firmatario, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Brugaletta, e come cofirmatari lo stesso Tumino e D’Asta, a suggello della tesi avanzata in conferenza stampa circa gli accordi precisi tra le diverse componenti politiche indicate.
La conferenza stampa è servita per ribadire che anche a Ragusa esistono alleanze strane come quella che, al Parlamento nazionale, vede il governo di Renzi godere del sostegno dei verdiniani, che a Ragusa esiste anche un PD diverso, che affonda le sue radici nella storia della sinistra locale e che non vuole sottostare a queste manifestazioni di politica creativa e innovativa, all’insegna della rottamazione di vecchi principi e di vecchi esponenti del partito.
Sottolineata l’opportunità, fatta svanire, di infliggere, alla componente 5 Stelle del Consiglio Comunale e all’amministrazione, quella battuta d’arresto che avrebbe potuto sancire una crisi politica e amministrativa per la quale ogni opposizione efficiente dovrebbe lavorare in un contesto di corretta politica, scevra da accordi per interessi utilitaristici, ancorché legittimi.
Come vedremo a proposito del resoconto dei singoli interventi, scaturiti alcuni elementi significativi, con la richiesta dell’avv. Barone per le dimissioni del capogruppo D’Asta, che oltre a rivestire la carica in netto contrasto con le indicazioni del partito, avrebbe procurato annacquamento dell’immagine del partito, rivelandosi del tutto inadatto al ruolo, come recentemente dimostrato, con intempestivi interventi pubblici, a proposito del riconoscimento della Bandiera Blu.
Ancora l’intervento a 360° del senatore Battaglia ha riguardato la crisi generale del Movimento 5 Stelle che ha disatteso, in più parti, gli impegni, a suo tempo, presi con l’elettorato, aggravando una situazione difficile con tentennamenti su decisioni importanti, segnati da manifesta incoerenza e incapacità di adottare provvedimenti univoci che ha sollevato non poche critiche da parte degli stessi iscritti e simpatizzanti del Movimento, questo a livello locale e nazionale.
Destinati a lasciare il segno i riferimenti ad una maggioranza svanita e ora sostenuta dagli stessi elementi che contribuirono a generarla, nel contesto di quelle scelte indigeribili che furono alla base della vittoria pentastellata a Ragusa, l’errore politico più grande che la storia locale ricordi, segnato da scelte deliranti che ora si cercano di sfruttare a proprio esclusivo beneficio, all’insegna di una politica che buona parte del PD non condivide, primi fra tutti gli aderenti al secondo circolo.

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