di Marco Ramius
Il relamping a Palazzo dell’Aquila frena l’attività consiliare e delle commissioni, ma sbocciano le fibrillazioni interne del gruppo pentastellato
La manutenzione strategica anti urbanistica degli impianti luminosi al palazzo comunale poteva servire come pausa per far raffreddare gli animi, per tentare di trovare soluzioni idonee alla perduta maggioranza.
Al contrario, pare che la pausa di riflessione abbia lasciato spazio al risveglio di contrasti e tensioni interne che, come al solito, in primis dal sindaco, vengono minimizzate e sottovalutate.
C’è il capogruppo Brugaletta che, tutto preso dal ruolo, pretende di dire la sua contro quelle che ritiene falsità, mezze verità e illazioni, decidendo quale sia la soglia di maggioranza, quale il ruolo delle opposizioni, quale la verità sulla elezione del Presidente del Consiglio. Brugaletta sa tutto di tutto, ha da ribattere a politici e giornalisti, salvo ammutolirsi quando la consigliera Sigona, in una pausa della commissione trasparenza, gli chiede dove siano andate a finire correttezza e trasparenza nel Movimento 5 Stelle, mancata risposta che denota il calibro politico del capogruppo che si fa mettere in forte imbarazzo dalla tanto vituperata “fascista” del Movimento.
A proposito della quale c’è da registrare lo strano silenzio dei vertici che, dopo l’espulsione, avevano chiesto elementi che la Sigona avesse voluto produrre a sua difesa.
Quarto, Parma, Ragusa facce delle mille sfaccettature dei grillini, fra le quali si fanno strada le tattiche strategiche e attendiste classiche della vecchia politica. Per la rivoluzione c’è sempre tempo.
Alta tensione fra i consiglieri Salvatore Dipasquale e Maurizio Porsenna, con comunicati al vetriolo che riportiamo e commentiamo in altra parte del giornale, sullo sfondo di una Presidenza della sesta commissione non in grado di adempiere al ruolo con serenità e controllo istituzionale, tali da consigliare opportune dimissioni.
Tensioni e rivalità fanno capo alla madre di tutte le beghe interne, la mancata esautorazione richiesta da un’ampia maggioranza del gruppo consiliare dell’assessore Stefano Martorana, una pretesa dei consiglieri che il Sindaco ritiene di aver arginato con alcune mosse strategiche a beneficio di un gruppetto di fedelissimi, ma che, nei fatti, resta viva e si riproduce come la coda di una lucertola.
Sullo sfondo la mancata presentazione del bilancio preventivo al Consiglio Comunale che diventa pretesto di ogni recriminazione contro l’assessore che resta sempre nel mirino dei contestatori.
Molti non si rendono conto che i soldi sono veramente pochi, del resto allungare i tempi del bilancio favorisce le politiche dell’amministrazione, in termini di scelte decisionali, mettendole al riparo da colpi di mano come quelli del piano di utilizzo della tassa di soggiorno.
Qualcuno si preoccupa che ci sia già un fondo congruo, destinato a identificate porzioni di opposizione, per ottenere il lasciapassare finanziario anche per il 2016.
I problemi sono sempre gli stessi per i contestatori, la fattura dell’amico non pagata, il tentativo di non rispettare il dettato di qualche atto di indirizzo o di qualche Ordine del Giorno, l’impossibilità di ottemperare a qualche necessità di servizio.
Sarebbero normali fibrillazioni politiche se non fosse per i numeri in aula che minacciano di sovvertire gli equilibri che già non ci sono.
Nei giorni scorsi sia affacciava il problema di qualche guida turistica secondo indiscrezioni non confermate di qualche consigliere ‘in agitazione’, oggi esplode la questione del salvataggio a mare, finora affidato al gruppo della protezione civile.
Questione assai delicata per l’importanza del servizio, forse obbligatorio ma indispensabile in funzione ‘Bandera Blu’, che ha fatto emergere anche, indirettamente, ipotesi di bilancio al prossimo settembre o addirittura ottobre.
Ipotesi scaturite dai colloqui di qualcuno della protezione civile addirittura con il primo cittadino.
Sembra che il responsabile della Protezione Civile, l’architetto Marcello DiMartino, abbia evidenziato la mancanza di fondi per sostenere il servizio.
Addirittura non sarebbero garantiti i 100.000 euro previsti da un Ordine del Giorno dei consiglieri Agosta e Gulino, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, ci sarebbe la possibilità di una chiusura del presidio e dell’assenza di bagnini in spiaggia, durante il periodo estivo.
Si propongono rimescolamenti delle fasce orarie che assumono i connotati della coperta corta, tirata di qua e di là.
Per la valenza del servizio, si vuole sfruttare il clamore di un eventuale blocco del progetto per il salvataggio a mare, al fine di attirare l’attenzione sulla perdurante incapacità di presentare i bilanci nei tempi previsti e come richiesto da autorevoli esponenti del Consiglio Comunale.
Questo l’approccio alla stagione estiva, ma ci sono sul tappeto anche le questioni irrisolte della stagione invernale, la privatizzazione dei servizi al Castello di Donnafugata, il responsabile del Teatro Quasimodo, la distribuzione di fondi per la cultura, gli spettacoli e il turismo che costituiscono, da sempre torte da dividere e da far gustare anche ai diabetici che non gusteranno ma offriranno all’amico di turno..
