Una prima serie di interventi dell’amministrazione comunale, per venire incontro alle tante esigenze scaturite dall’emergenza in atto.
Un programma apparentemente corposo, partorito dopo un lungo iter progettuale, che mostra il rigore normativo e l’attenzione che Cassì e i suoi assessori migliori dedicano all’emergenza.
Ma fuori dalla retorica e dalla propaganda, è lo stesso Cassì che mette in guardia dalle reali possibilità di intervento che dipendono dalle scelte concrete del governo nazionale, per cui si attendono sviluppi in attesa di capire quali saranno le decisioni da Roma, in tema di tasse, tributi e aiuti in generale alle categorie in crisi.
Per dirla in parole povere, le reali possibilità economiche del Comune sono condizionate dalle normative, che non prevedono scelte autonome degli enti locali, per esempio in tema di tasse e tributi, oltre che dalla entità delle risorse occorrenti che travalicano, in ogni caso, le possibilità dell’ente locale.
Permangono forti dubbi sulle coperture del decreto liquidità, esternati, addirittura, dalla Banca d’Italia, per cui è difficile comprendere se le misure decise dallo Stato potranno soddisfare le speranze di tanti imprenditori e di tante famiglie, anche per i fondi regionali, fino a quando non ci saranno certezze, non si potranno fare scelte in ambito locale che non possano risultare parziali e inadeguate.
Per il momento, la Giunta Cassì ha preferito differire i termini di versamento dei tributi comunali, per il 2020, e ha adottato misure particolari per Contributo di Costruzione, per il rimborso delle rette pagate per scuole e asili, per le locazioni/concessioni di immobili comunali.
Di più sostanzioso, ma inevitabilmente non commisurato alle reali esigenze e alle aspettative della gente, l’istituzione sia di un fondo di importo pari ad € 30.000,00 per assicurare la necessaria dotazione strumentale ed informatica agli studenti fino alle scuole secondarie di secondo grado, per garantirne il diritto allo studio e la partecipazione alle lezioni anche da remoto, sia di un fondo di importo pari a complessivi € 200.000,00 da destinare a iniziative di sostegno alla economia cittadina (in favore, a titolo di esempio, a piccole realtà imprenditoriali, commerciali e artigianali, professionisti, associazioni culturali, sportive, ecc.).
A corredo delle misure, anche l’istituzione di uno Sportello Telefonico di Assistenza Psicologica per tutti i cittadini.
Una serie di misure e di provvedimenti che godono della credibilità del Sindaco e dell’assessore al Bilancio, Giovanni Iacono, decisioni oltre le quali è del tutto attendibile credere che non si poteva fare di meglio.
Le stesse considerazioni del Sindaco Cassì sono testimonianza di una intima comprensione delle problematiche che assillano buona parte della città, della reale partecipazione alle esigenze maturate: è il Sindaco ad ammettere che non si può richiedere il pagamento di un servizio ad una attività che è stata sospesa e non ne usufruisce.
Occorre una precisa normativa nazionale che permetta ai Comuni di continuare a erogare servizi essenziali, senza il dovuto contributo dei cittadini, e il Comune ha tutta l’intenzione di intervenire per quanto nelle sue competenze e nelle sue possibilità.
Seria anche la scelta di non indicare destinazioni per i fondi stanziati, per evitare sovrapposizioni con i provvedimenti Statali e Regionali già annunciati, ancor prima di aver esitato un confronto con le associazioni di categoria, con cui il dialogo è già avviato.
Su questo punto ci sarà da lavorare, le istanze sono tante e provenienti da più parti, bene farebbe l’amministrazione a non privilegiare nessuna categoria perché la crisi è comune e abbraccia tutti i settori.
Per esempio, c’è la sensazione che qualche categoria si fa avanti per richiedere interventi profondi a sostegno della riapertura delle attività, ce ne occupiamo anche in altra parte del giornale.
Si sa, per esempio che un comitato di operatori della ristorazione ha inoltrato al Sindaco una serie di richieste che, già ad una prima lettura, appaiono esorbitanti, peraltro considerando che provengono da una categoria che, con l’apertura, inizierà ad incassare, diversamente da quanto può avvenire per altri settori per i quali il ritorno alla normalità sarà più lento, in termini di vendite.
Occorrerà, quindi, una serie di scelte ponderate che dovranno tenere conto delle esigenze generali, comuni, e non di singole istanze.
Al riguardo, vanno rivalutate anche le conclusioni delle considerazioni finali del sindaco che, in prima battuta, avevamo giudicato poco condivisibili:
Cassì aveva espresso un suo parere su una linea di condotta che sarebbe opportuno tutti gli amministratori tenessero in maniera univoca, senza iniziative individualistiche assunte secondo le proprie idee e sensibilità.
Se, da un lato, poteva sembrare eccessivo pretendere che altri amministratori non assumano iniziative non univoche e centralizzate, risulta, alla luce delle evidenze, quanto mai opportuno che siano le organizzazioni di categoria ad evitare che istanze particolari possano essere ascoltate solo in parte del territorio e, possibilmente, a danno di altre categorie.
Bene, quindi, ha fatto il Sindaco di Ragusa ad esortare per evitare il rischio di creare confusione e disorientamento nei cittadini con regole diverse tra regione e regione o tra comuni e comuni, fattori che sarebbero deleteri e rischierebbero di vanificare gli sforzi comuni.
