“Inutile aprire la scatoletta di tonno se poi si è vegani”

di redazione
Serpeggia delusione e voglia di lasciar perdere in molti attivisti del Movimento 5 Stelle: è la volta di Dario Gulino, consigliere comunale, che medita di dimettersi e di lasciare il Movimento

L’aria che tira al Comune di Ragusa e segnatamente all’interno del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, in relazione ai difficili rapporti con gli amministratori pentastellati, favorisce le riflessioni più diverse.
Deluso nelle aspettative di cambiamento e di rinnovamento, deluso per gli impegni del primo cittadino, spesso disattesi, Dario Gulino medita le dimissioni e cerca una pausa di riflessione per verificare se qualcosa non va, nel Movimento, solo in sede locale oppure è un male comune ai livelli regionale e nazionale.

Questo il testo di un comunicato diffuso alla stampa dal consigliere Dario Gulino:

“Non è solo questione di un assessore che non si vuole o non si può mandare via, protetto, forse, da qualche potere forte che governa nell’ombra la nostra città.
Se per il primo anno la lentezza amministrativa poteva essere giustificata per l’inesperienza, se per il secondo anno si faceva appello alla disastrosa situazione economica lasciata in eredità dal passato, non si vedono motivazioni perché l’attività amministrativa sia bloccata.
Un carico fiscale e tributario ai limiti della sopportazione, introiti sempre crescenti delle royalties, anche la tassa di soggiorno costituisce un reddito non indifferente per la nostra città, abbiamo votato in appoggio all’amministrazione perché convinti delle strategie che ci venivano proposte. Abbiamo sbagliato.
Comincia ad emergere una incapacità di fondo che denota come certi amministratori si sono divertiti nell’abbondanza senza riuscire a imporre una corretta programmazione.
Parole, parole e nulla più. Ci dicevano che correvamo verso il risanamento, sembra invece il passo del gambero se è vero che del bilancio non c’è ombra. Non è stato rispettato il termine del 30 aprile, non si fa nulla per mettere le cose a posto, incuranti del possibile commissariamento, si decide autonomamente per presentare il bilancio a luglio, sperando, forse, nella solita proroga che rimandi tutto a settembre quando i giochi saranno fatti e tutte le somme impegnate.
Un modo per escludere il civico consesso dalle decisioni importanti, per tenere alla larga gli ‘imbecilli’ da possibili appetiti.
Tanti servizi in sospeso, per l’impossibilità di utilizzare fondi di bilancio, si vive sugli impegni del sindaco che, purtroppo, tante volte, abbiamo avuto modo di verificare non essere stati rispettati.
Impossibile garantire servizi essenziali, addirittura il rischio, svenato solo dallo spirito di collaborazione dei componenti il nucleo di protezione civile, di interrompere il servizio di salvataggio a mare, con la chiusura del presidio e la possibile assenza dei bagnini sulle spiagge.
Ma il Comune è la casa di dirigenti strapagati, di posizioni organizzative e di premi di produzione da grande azienda.
Forse manca un ufficio ‘COMPLICAZIONI AFFARI SEMPLICI’ dove qualche dirigente potrebbe sbizzarrirsi, ufficialmente, a rallentare l’attività amministrativa.
Non serve più ostinarsi a chiedere la testa di quell’assessore o di quel dirigente, anche in qualità della componente che una volta era maggioranza a sostegno dell’amministrazione, consiglierei al Sindaco di non cercare più persone competenti al suo fianco, ma di limitarsi all’ordinaria amministrazione, anche con persone inadatte al ruolo, per non arrecare ulteriori danni alla città e ai cittadini, badando alla sopravvivenza per gli ultimi due anni di sindacatura.
Tra il non saper fare e il fare male, meglio non far nulla.
Inutile aprire la scatoletta di tonno se si è vegani.”

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