Non c’è solo chi va a caccia di farfalle con la retina, fra i 5 Stelle, giornata piena di interventi sulle questioni politiche emergenti.
È la consigliera comunale di Ragusa, Zaara Federico, a sollevare il problema della CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA, anche a Ragusa i lavoratori non hanno percepito un euro e sarebbe opportuno, secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, che il Sindaco Cassì chiedesse, a Palermo, i motivi del grave ritardo.
“Non basta confrontarsi con le associazioni di categoria, dalle quali, pure, possono arrivare spunti interessanti, ma serve battere i pugni sul tavolo a Palermo” sottolinea la Federico che ha ricevuto numerose sollecitazioni da parte di tanti lavoratori in attesa dello sblocco della situazione.
“Sarebbe il caso che Cassì verificasse come mai questo blocco nelle procedure e se è vero, come sembra, che la Sicilia è l’unica regione che fino a qualche ora fa non aveva trasmesso ancora i dati all’Inps per la cassa integrazione in deroga. Invito, dunque, il primo cittadino ad alzare la voce a tutela dei lavoratori ragusani che stanno facendo i conti con una situazione di grandissima difficoltà e che non sanno come tirarsene fuori se non arriveranno i provvedimenti che, predisposti dal Governo nazionale, si sono impantanati a Palermo”.
“Nella più rosea delle previsioni, secondo quanto affermano gli esperti – conclude Federico – questi soldi non arriveranno prima del 15 maggio, cioè con quasi un mese di ritardo rispetto ad altre regioni. Il sindaco potrebbe chiedere conto e ragione all’assessore Scavone ma sarebbe soprattutto opportuno cercare di rassicurare i lavoratori di Ragusa che attendono aiuti a cui hanno diritto.”
Alla Federico fanno eco i deputati regionali Antonio De Luca e Giovanni Di Caro che rilevano ritardi colossali,
un operato del governo Musumeci che “si sta rivelando un vero e proprio disastro, e per vari motivi”.
In altre regioni d’Italia i lavoratori hanno ottenuto i primi pagamenti, in Sicilia il presidente Musumeci e l’assessore Scavone stanno facendo attendere ancora i lavoratori e le loro famiglie
A tutto si aggiunge l’assoluta violazione della privacy, con i decreti già emessi visionabili con tanto di dati delle aziende e dei beneficiari.
Su un altro versante, i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, Luigi Sunseri e Ketty Damante rilevano come, ad oltre un mese dalla delibera, nulla è arrivato dei tanto attesi 100 milioni promessi da Musumeci.
Per la prima tranche di 30 milioni, nessuno dei Comuni che ha fatto richiesta ha erogato soldi ai cittadini, perché non si capisce come dovranno essere spesi e rendicontati, trattandosi di fondi europei del Po Fse.
“Non parliamo poi dei restanti 70 mln €, che dovrebbero riferirsi ai fondi Poc e della cui programmazione, finora, non si ha alcuna notizia”, dichiarano Sunseri e Damante.
I 100 milioni, quindi, un bel colpo mediatico che si sta rivelando un bluff. La rimodulazione dei primi 30 mln è stata possibile, in quanto coerente con la destinazione originaria dei fondi del Fse. Gli altri 70 mln, invece, sono fondi Poc già impegnati e che dovranno essere stornati e rimodulati interventi totalmente diversi. Procedure complesse che richiederanno mesi e mesi. Il presidente della Regione faccia chiarezza e si prenda le sue responsabilità”.
La deputata alla Camera Maria Lucia Lorefice, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, dà notizia di un importante provvedimento del governo centrale, in tema di attuazione del Piano nazionale per l’edilizia scolastica, per garantire la sicurezza degli studenti, degli insegnanti e del personale scolastico, in vista della ripresa delle attività didattiche in aula.
“Ritengo molto importante che, nonostante l’attuale fase di emergenza, il Governo stia portando avanti importanti progetti, proprio ieri, la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, ha annunciato l’arrivo di 320 milioni di euro in favore degli enti locali per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
Alla Regione Siciliana saranno assegnati oltre 29 milioni di euro e avrà tempo fino al 29 maggio per indicare al Miur gli interventi da finanziare.
Queste risorse – spiega la Lorefice – fanno parte della ‘Programmazione unica nazionale 2018-2020’ e si riferiscono al Piano 2019, in relazione al quale lo scorso 10 marzo sono stati già assegnati agli enti locali 510 milioni di euro.
La tranche di marzo ha destinato alla Sicilia quasi 47 milioni di euro; in provincia di Ragusa sono stati finanziati: il Progetto di adeguamento sismico della Scuola Media ‘Lipparini – Miccichè’ di Scicli per 3 milioni e 200 mila euro e il Progetto di adeguamento sismico per la Scuola primaria di Donnalucata, frazione di Scicli, facente parte dell’ ‘Istituto Elio Vittorini’ per oltre 1 milione di euro.
Le risorse stanziate dal Governo – precisa la parlamentare iblea – vanno in erogazione diretta agli enti locali, sulla base delle priorità individuate dalle Regioni.
Penso che – conclude Lorefice – questo sia davvero un aiuto prezioso per consentire ai Comuni di realizzare interventi tempestivi per la messa in sicurezza delle scuole, così da accogliere al meglio i nostri studenti in vista delle future riaperture.”
L’on.le Lorefice, inoltre, con il senatore Pisani, prende posizione sulla polemica scaturita tra sette Sindaci della provincia, unitamente al Commissario prefettizio di Vittoria, e il primo cittadino di Modica relativamente alla riapertura dei cimiteri.
“Auspichiamo che tutti i sindaci iblei tornino a confrontarsi, valorizzando l’importanza della concertazione territoriale in ogni ambito che coinvolga l’interesse della collettività”.
“Ci sentiamo di condividere – sottolineano la presidente della Commissione Affari Sociali Lorefice e il Segretario d’Aula Pisani – la posizione dei sindaci iblei anch’essi sotto pressione relativamente alla riapertura dei cimiteri fortemente richiesta da molti cittadini.
Non possiamo che condividere le preoccupazioni per i riflessi negativi che potrebbe avere questa scelta sulla salute pubblica.
Non è il momento di trasmettere messaggi che possano indurre i cittadini in confusione sulle regole da rispettare in questa difficile battaglia.
Le Istituzioni hanno dovuto adottare provvedimenti molto restrittivi per contenere il contagio, tra cui anche quello di vietare i funerali pubblici, persino ai parenti più stretti dei defunti. Si tratta di scelte difficili che hanno, purtroppo, provocato molta sofferenza, ma sono state decisioni necessarie.
Siamo tutti chiamati a rispettare gli altri che soffrono osservando però le regole ed evitando pericolose fughe in avanti che possano favorire polemiche.
L’apertura anticipata del cimitero di Modica, oltre ad essere inopportuna in un momento delicato come quello che stiamo attraversando, è un segnale contraddittorio rispetto all’atteggiamento di precauzione richiesto”, concludono i due parlamentari Iblei.
