Ci conforta leggere un approccio diverso alle criticità, enormi, che assillano il settore della ristorazione, constatare che, da più parti, la questione viene affrontata con serenità e professionalità, ci induce a pensare che le nostre non erano impressioni sbagliate.
Leggere che l’associazione ‘Le Soste di Ulisse’ incontra in videoconferenza il Presidente della Regione non per chiedere aiuti e sostegno, ma per fare proposte, induce all’ottimismo, dalle parole degli associati c’è la conferma che sarà una stagione tutta siciliana, del turismo di prossimità, per la quale serviranno adeguate strategie per reinventare il turismo dei prossimi mesi.
Sarà una bella e buona occasione per strutture e associazioni che si riconoscono nei valori dell’eccellenza, dell’accoglienza e dell’ospitalità, dell’offerta enogastronomica.
Come anche riportano qualificate testate di settore, la situazione della ristorazione italiana è difficile, ai limiti della scomparsa, in qualche caso, ma c’è la voglia di fare, perché gli italiani non vedono l’ora di tornare a vivere un aperitivo o di godersi una serata al ristorante.
I più qualificati addetti al settore analizzano con relativa serenità la situazione, rendendosi conto che per far ripartire una economia in coma non servono solo aspettative e volontà.
Serve, naturalmente, chiarezza su quello che si potrà fare e su come si dovrà fare, serve riaprire in massima sicurezza ma anche con le condizioni per farlo in maniera economicamente vantaggiosa, molti propendono per una riapertura tardiva ma nella totale normalità, invece di ricorrere ad una serie di accorgimenti che potrebbero stancare una clientela desiderosa di tornare alle vecchie abitudini ma legittimamente titubante.
Come per tutti i settori, servono interventi concreti del governo centrale, gli enti locali poco possono fare, si andrà incontro, di certo, ad un dimezzamento del fatturato con gli stessi costi di affitto, personale, tributi.
È sotto gli occhi di tutti l’esigenza di un deciso alleggerimento della pressione fiscale e un immediato accesso agevolato alla liquidità, premiando in particolare le società più virtuose o quelle che siano in grado di garantire la piena occupazione.
Adeguate strategie servono, da parte dell’esecutivo e da parte degli operatori, per il settore della ricettività, del quale si parla di meno ma che non è secondo per le criticità che deve affrontare.
Criticità che sono rinnovate negli ormai quasi giornalieri comunicati della locale associazione dei commercianti che si occupa solo del settore della ristorazione e della somministrazione, rivelando una guida non adeguata, forse, all’attuale momento di emergenza, con appelli all’amministrazione comunale per interventi improbabili se non addirittura impossibili, a livello normativo e, soprattutto, economico.
Le richieste di sostegno e di garanzie dei ristoratori locali sono totalizzanti, sgravio totale per tutto il 2020 di Tari, canone idrico, Imu, Tosap, adeguate misure per Siae, contributi dipendenti, assegni fornitori insoluti, acquisto di materie prime, mutui non sospesi, spese di sanificazione e investimento per l’acquisto di nuovi sistemi di sicurezza, canone di affitto insoluto dei mesi passati, utenze luce e gas da dover saldare alla riapertura, estensione della superficie dei dehors.
Per i dehors si è riscontrata la disponibilità, fornita dall’assessore Barone per una revisione del regolamento, sul quale il Comune può intervenire agevolmente, per il resto si attendono precise indicazioni del governo centrale per le misure e i dispositivi di sicurezza, dietro l’attesa delle quali indicazioni il governo cittadino esita prima di pronunciarsi sulle possibilità di sostegno alle diverse richieste di aiuto.
Attesa anche per le decisioni del governo regionale, per poter programmare una serie di interventi, che debbono andare incontro, soprattutto, al sensibile calo dei livelli occupazionali e retributivi, di tanti settori, non solo di quello della ristorazione, perché non si possono dimenticare i settori del turismo, dello spettacolo, della cultura, del teatro, dello sport e della scuola, dietro i quali c’è un indotto smisurato che è accomunato nella profonda crisi economica e sociale ma viene, spesso, dimenticato.
