La mostra di abiti d’epoca resterà aperta fino al 3 luglio

di redazione
“Ottocento – moda: estetica vanità e mutamento” continua a riscuotere un notevole riscontro di pubblico

Il considerevole interesse attorno alla Mostra di abiti d’epoca, curata in modo eccellente dall’esperto museologo architetto Nuccio Iacono, fa sì che il flusso di visitatori non accenni a diminuire, a cinque mesi dall’apertura.
Come abbiamo avuto modo di evidenziare in occasione dell’inaugurazione della prima esposizione al pubblico di alcuni pezzi della collezione di abiti d’epoca, appartenuti al marchese Gabriele Arezzo di Trifiletti, il Castello di Donnafugata è stato vivificato dalla rassegna, curata con professionalità e grande e passione, in grado di attirare un pubblico numeroso e assai più qualificato del visitatore comune dell’antico maniero.
Un plauso va riconosciuto al Sindaco Federico Piccitto per le scelte e per la continuazione dei programmi che erano stati avviati dall’ex assessore alla Cultura, Stefania Campo, che tanto tempo, competenza e dedizione aveva dedicato per rendere ‘produttivo’ l’acquisto della collezione che, se non adeguatamente gestita, poteva rivelarsi anche un investimento poco opportuno per le casse comunali.
“L’Amministrazione Comunale –  ha dichiarato il sindaco Federico Piccitto, sensibilmente soddisfatto – ha deciso di mantenere aperta un altro mese la mostra che si sarebbe dovuta chiudere il 31 maggio prossimo, alla luce del considerevole interesse che l’iniziativa ha suscitato facendo crescere in questi mesi il numero di visitatori del Castello di Donnafugata”. 
L’enorme successo della mostra, ideata come anteprima della preziosa collezione, non può e non deve allontanare i riflettori dalle problematiche centrali riguardanti la Galleria del Costume, l’esposizione museale che dovrebbe consentire la pubblica fruizione dei vari pezzi della collezione Arezzo di Trifiletti.
Erano stati programmati eventi collaterali ad una apertura dell’esposizione permanente degli abiti d’epoca e dei tanti accessori che compongono il patrimonio dei 2789 pezzi acquisiti.
A tutt’oggi, poco si sa sul numero effettivo degli abiti, sul loro stato di conservazione, sull’allestimento dei locali del Castello che saranno adibiti a sede della mostra permanente, sulla sistemazione degli arredi e delle strutture museali, sulla programmazione degli eventi e sulle necessarie campagne promozionali e informative che non potranno essere oggetto di iniziative affrettate ed estemporanee.
Per questi motivi si rende indispensabile una adeguata informazione in merito, segnatamente per i programmi a breve termine che non potranno non tenere conto dell’ormai avviata stagione turistica.

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