di Cesare Pluchino
Tipica seduta ispettiva, interlocutoria, di attesa per lo strumento finanziario e gli atti propedeutici, che ha sfornato, però, temi assai delicati che, in altri tempi, si sarebbero definiti ‘esplosivi’.
Peppe Lo Destro esorta a esternalizzare la giunta!
Un’atmosfera surreale avvolgeva la seduta ispettiva del Consiglio Comunale di Ragusa, di martedì 7 giugno.
Tutti con il naso all’insù per carpire le diversità luminose del relamping, in realtà per mascherare l’imbarazzo per una sosta del civico consesso risultata troppo lunga per cambiare 30 lampade e una centralina audio.
I risultati elettorali, e l’incertezza che ne è derivata per i maggiori competitor, democratici massacrati e grillini delusi del mancato colpaccio in quel di Vittoria, sembravano rendere sospeso il respiro, anche le varie forme delle opposizioni non gioivano per le diffuse sensazioni di una rottamazione incipiente che, più tempo passa, si renderà inevitabile per gli epigoni della vecchia politica che albergano ancora a Palazzo dell’Aquila.
In questo clima da dayafter, i pochi consiglieri presenti apparivano come superstiti, quelli armati hanno fatto male, rendendosi protagonisti di interventi assai pesanti.
C’erano da esitare 7 interrogazioni, la parte del leone è stata ricoperta dal consigliere Giovanni Iacono, protagonista della prima parte della seduta con 4 interpellanze, tutte su materie assai delicate.
Iacono, sia pure in uno stile soft, è sembrato voler presentare il conto all’amministrazione, su tanti argomenti che soffrono della cronica lentezza di questa giunta.
Trasferimenti di personale non legittimi, particolari su alcuni punti del regolamento sulla tassa di soggiorno, i ritardi sulle iniziative per il Parco degli Iblei e sulle modifiche al regolamento edilizio per il contenimento dei consumi di acqua, sono stati tutti materie sulle quali l’ex Presidente del Consiglio ha sollevato eccezioni di una certa importanza, dichiarandosi, peraltro, mediamente insoddisfatto per le risposte, ancorché provenienti da assessori del calibro di Iannucci e di Corallo che non hanno mostrato difficoltà rintuzzare i rilievi proposti.
Anche l’assessore Zanotto, che ha risposto sul tema del contenimento dei consumi di acqua, in fondo non ha deluso nella risposta, per quanto Iacono ha evidenziato la necessità di un passo diverso e più vivace su molte tematiche.
Sul tema della tassa di soggiorno, e, segnatamente, su quello delle incentivazioni alle strutture alberghiere, l’assessore Disca ha evidenziato di poter solo riferire, trattandosi di atti esperiti prima del suo insediamento, mostrando la volontà di arrivare, presto, a capire, anche lei, molte delle cose che suonano strane sul regolamento, sulla sua regolare adozione e sulle diverse ombre che girano attorno all’osservatorio permanente.
Delle altre interrogazioni, due di D’Asta su temi classici di opposizione, più volte sollevati in aula e tramite comunicati, per pulizia e rifacimento del manto stradale, alla quale ha risposto l’assessore Corallo, mentre per l’argomento orari della biblioteca l’assenza del sindaco ha fatto rimandare l’interrogazione.
Per il rispetto dell’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Comunale per il recupero e la riqualificazione di siti risalenti alla seconda guerra mondiale, trincee e casematte in particolare, è stato il consigliere Angelo La Porta a sollecitare interventi concreti da parte dell’amministrazione.
Di rilevante, nel suo intervento, l’affermazione, che richiede un chiarimento da parte dell’amministrazione, sul fatto che il consigliere Spadola, del Movimento 5 Stelle, parteciperebbe a riunioni con associazioni in qualità di delegato, ancorché non ufficiale, del Sindaco per le materie culturali, questo, ripetiamo, secondo quanto detto da La Porta nel suo intervento che rispolvera alcune illazioni sulla delega alla cultura che il primo cittadino avrebbe trattenuto, secondo alcuni, con il chiaro intento di riservarla, in parte, alla collaborazione del consigliere che doveva diventare assessore ma non fu preferito, nelle scelte dei suoi colleghi di gruppo, a vantaggio del poi designato Gianluca Leggio.
Molte ‘stranezze’, degne di maggiori approfondimenti, sono venute fuori dalle comunicazioni dei consiglieri.
Sonia Migliore, rivolta al vicesegretario dott. Lumiera, che non ha replicato, ha eccepito particolari di una certa rilevanza per i servizi di pulizia al tribunale, dove avrebbe riscontrato gli estremi di una truffa ai danni dell’ente, con i dipendenti che non verrebbero pagati dalla ditta costretta al risarcimento del danno erariale.
Ci sarebbero anche debiti dell’amministrazione contratti con fornitori di energia elettrica, particolare che Sonia Migliore ha voluto evidenziare in contrasto ai debiti simili della passata amministrazione, portati come esempio negativo dall’assessore al bilancio Martorana.
Più di un consigliere ha messo in rilievo le criticità dell’ufficio idrico, della mancata lettura dei contatori, del clima irrespirabile degli uffici tributi nei quali molti dipendenti avrebbero chiesto trasferimento ad altre mansioni.
Tema dominate, quello del bilancio che non arriva in consiglio, per il quale c’è stata la forte protesta del consigliere Lo Destro che ha preannunciato l’occupazione dell’aula consiliare da parte del suo gruppo se, entro 15 giorni, cioè a dire entro il 22 giugno, non arriverà lo strumento finanziario oppure il sindaco in persona non venga in aula a spiegare i motivi della mancata presentazione al Consiglio nei termini previsti dalla legge.
Minaccia di occupazione che, di certo, renderà incandescente il clima a palazzo, anche se quanti sostengono l’esistenza di accordi sottotraccia del gruppo di Maurizio Tumino a sostegno della perduta maggioranza, vogliono considerare le altisonanti dichiarazioni di Lo Destro come un diversivo per distrarre da successive strategie d’aula finalizzate, poi, all’approvazione dello strumento finanziario ‘’per il bene comune e della collettività’’, per il bene della città, più volgarmente per non andare tutti a casa.
Di particolare effetto, secondo lo stile inconfondibile di Lo Destro, l’esortazione finale ad esternalizzare la giunta considerata l’inefficienza di quella attuale.
Assai rilevante l’intervento della consigliera Gianna Sigona, l’eletta che dovrebbe essere la terza fuoriuscita dal gruppo consiliare dei 5 Stelle.
Ancora in attesa della sentenza definitiva di Grillo per la sua sorte, dopo l’espulsione decretata dai vertici regionali del Movimento, per il cui ritardo ha sbeffeggiato il leader, la Sigona ha portato a conoscenza del fatto che non solo non è stato attivato il servizio di apertura delle chiese, secondo il classico protocollo che dovrebbe essere sostenuto economicamente dai fondi della tassa di soggiorno appositamente stanziati, ma ha anche evidenziato che, tuttora, non sono stati pagati i giovani che hanno effettuato il servizio nell’anno appena passato.
Una questione che, secondo la Sigona, va chiarita in nome del rispetto che si deve, se non altro alla città.
Ancora ha lamentato le criticità delle ville comunali e, in particolare, degli arredi ludici in pessimo stato di manutenzione, quando, addirittura, non sono eliminati per le loro condizioni non recuperabili.
Aspetti plateali ha assunto il suo intervento quando si è rivolta ai colleghi del Movimento 5 Stelle sbeffeggiandoli per non aver saputo aprire il Comune come una scatoletta di tonno, forse per aver usato una chiave di scarsa qualità, forse di fattura cinese, attaccando gli ex compagni di movimento che ha ritenuto nemmeno in grado di aprire una scatoletta di mais che si apre tirando la linguetta.
Intervento concluso con forti critiche per le somme eccessive destinate alla riqualificazione del lungomare di Marina, per lo stato pietoso della rete idrica, per le mancate risposte che erano state promesse alla città, mentre ha ribadito la sua forte opposizione che già manifestava all’interno del gruppo consiliare.
Da rimarcare le molte assenze nelle file del gruppo consiliare pentastellato, alcuni consiglieri addirittura hanno fatto atto di presenza solo per pochi minuti.
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