di redazione
Solenne cerimonia che sarà presieduta da S.E. il Vescovo, mons. Carmelo Cuttitta
Sarà onorata la memoria liturgica della Beata Maria Schininà e sarà celebrato il 25° anniversario di sacerdozio del Direttore della Pastorale per la Salute, don Giorgio Occhipinti
Domenica 12 giugno la Diocesi di Ragusa celebra il giubileo dei malati, dei diversamente abili e degli operatori sanitari.
L’iniziativa religiosa, promossa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, si terrà in Cattedrale alla presenza del vescovo, mons. Carmelo Cuttitta.
Per l’occasione sarà celebrato anche il 25esimo anniversario di sacerdozio del direttore dell’Ufficio, don Giorgio Occhipinti, e la ricorrenza liturgica della beata Maria Schininà.
Il programma prevede alle 17 l’accoglienza dei malati, dei diversamente abili, delle associazioni di volontariato sanitario e parrocchiale e degli operatori sanitari in piazza San Francesco d’Assisi.
E’ previsto un momento di preghiera iniziale nella casa madre della beata Maria Schininà.
Alle 17,30, i partecipanti, in processione, procederanno verso la Cattedrale San Giovanni Battista.
Alle 18,30 è previsto il passaggio dalla Porta santa che si trova all’ingresso della Cattedrale.
Alle 19,30 ci sarà la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo.
Per l’occasione, don Occhipinti ricorda che “Papa Francesco ha pensato agli ammalati e agli anziani per dare la possibilità a ciascuno di loro di celebrare il giubileo e ricevere l’indulgenza a casa loro, nel proprio letto. Per ottenerla occorre: recitare il Padre nostro, il simbolo della fede e una preghiera per il Papa; vivere la malattia e la sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore, che nel mistero della sua passione, morte e risurrezione, indica la via maestra per dare senso al dolore e alla solitudine; ricevere la comunione o partecipare alla Santa Messa e alla preghiera comunitaria anche attraverso i vari mezzi di comunicazione; accostarsi alla confessione quando si riceve la visita del sacerdote”.
E’ possibile reperire il testo della preghiera per il Papa sui social o sui vari mezzi di comunicazione.
“Ho scelto di inserire e anticipare il mio 25esimo anniversario di sacerdozio (24 giugno 1991 – 24 giugno 2016) il 12 giugno – dice don Occhipinti – per condividere insieme ai malati, il ringraziamento al Signore per il dono del sacerdozio.
La mia vocazione sacerdotale è nata in mezzo a tanti malati mentre svolgevo attività di volontariato. E da 25 anni svolgo servizio di assistente religioso ospedaliero”
Intanto, venerdì 10 giugno, nel salone dell’istituto educatorio maschile in corso Italia, si è tenuta la conferenza promossa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute in collaborazione con la congregazione delle suore del Sacro Cuore sul tema: “Le opere assistenziali della beata Maria Schininà ieri e oggi per una rete territoriale a servizio delle fragilità”.
L’incontro, che ha visto don Occhipinti in qualità di moderatore, si è avvalso dei contributi qualificati della dottoressa Maria Concetta Noto, vice direttore della Pastorale della salute, e del dottor Antonio Lucenti, dirigente medico reparto Oncologia dell’Asp di Ragusa.
“E’ stata l’occasione, ha dichiarato don Giorgio Occhipinti, per sensibilizzare il popolo di Dio e coinvolgere in maniera particolare la diocesi, le comunità cristiane per favorire l’impegno sempre più prezioso del volontariato e far meglio comprendere l’importanza dell’assistenza religiosa agli infermi da parte dei sacerdoti, nonché di quanti vivono e operano accanto a chi soffre.
L’inserimento, in questo contesto, della ricorrenza liturgica della beata Maria Schininà, il 12 giugno con il giubileo dei malati, assume un significato profondo oltre ad essere un esempio attuale di servizio concreto.
I santi si fanno strada da soli, abbattono frontiere e steccati, per loro il criterio è sempre lo stesso: dove sono presenti povertà, fragilità e sofferenza, lì è presente Gesù da soccorrere e amare.
Difatti i santi continuano a vivere ed operare, spargendo fiori di carità, sia in quei gesti semplici di solidarietà del singolo, sia grazie a quanti scelgono di servire Cristo presente nel povero, nel malato, nel sofferente e nelle fragilità del nostro tempo. Nel corso della conferenza, dunque, approfondiremo anche questi aspetti”.
