Clima decadente e situazione, ormai, fuori controllo

di Cesare Pluchino
Le nostre sensazioni di un civico consesso senza gli elementi sufficienti per rendere dignitosa l’attività consiliare trovano riscontro nel clima di smobilitazione e di totale sfiducia nell’azione della Giunta

Come ha sottolineato Giovanni Iacono, le modifiche al regolamento, volute dai 5 Stelle, hanno svalutato le sedute ispettive, privando della necessaria importanza gli spazi dedicati all’attività di controllo che i singoli consiglieri comunali devono esercitare nell’esercizio del mandato loro affidato dagli elettori.
Ma la situazione è aggravata da un clima di totale decadenza, con le presenze ridotte al minimo per le assenze ormai ordinarie dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, che snobbano le sedute ispettive, non considerando utile nemmeno valutare le istanze e i rilievi dei colleghi delle opposizioni.
Consiglieri comunali arrivati per caso a Palazzo dell’Aquila, con pochi voti e per le scelte scellerate degli avversari politici, si permettono di decidere quando e come partecipare all’attività che sono stati chiamati a esercitare. Un comportamento che il Movimento 5 Stelle, di sani principi, dovrebbe sanzionare, obbligando alle dimissioni i consiglieri che non intendono rispettare le regole, comportamento del quale, si spera, si terrà conto nella composizione delle liste alle prossime elezioni amministrative.
Al clima di smobilitazione, non soltanto per il periodo di ferie al quale si va incontro, contribuisce l’amministrazione: il sindaco e molti assessori non intervengono in consiglio comunale, nemmeno quando sono chiamati come relatori di interrogazioni, l’attività amministrativa è ferma, non si vogliono dare notizie sul bilancio preventivo 2016 che fonti autorevoli, all’interno del Palazzo, considerano, ormai, rimandato, di fatto, al prossimo autunno, con l’assessore competente che non vuole dare anticipazioni sui tempi previsti né considerazioni sulla condizione che espone il Comune al Commissariamento, essendo scaduti, dal 30 aprile scorso, i termini l’approvazione da parte del Consiglio Comunale.
Una spiegazione per il clima di assoluto indifferente immobilismo è fornita dagli interventi dei consiglieri di opposizione che, per tutto il tempo della seduta ispettiva, martellano amministratori e colleghi 5 Stelle, con una sequela di critiche, rilievi, contestazioni e giudizi del tutto negativi, corredati anche, in qualche caso, da considerazioni al limite dell’offesa personale sulle capacità degli amministratori di gestire la cosa pubblica.
Quasi tutti i consiglieri delle opposizioni hanno detto la loro: morosità di questa amministrazione per bollette di luce, chiese chiuse, bilancio che non arriva, manutenzione delle strade, degrado di aree a verde, servizio di trasporto pubblico per Ibla, criticità della differenziata, caos per le bollette dell’idrico, pulizia delle strade ex provinciali, assoluto silenzio sui fondi residui scomparsi della Legge su Ibla, silenzio sul PRG e su tutti i temi riguardanti l’urbanistica.
Una pioggia di considerazioni negative che hanno trovato solo la spavalderia dell’assessore Disca che ha fatto sentire la sua voce, replicando come mai non era avvenuto dai banchi dell’amministrazione.
Con assoluta moderazione, ma con altrettanta decisione, l’assessore al turismo e allo sviluppo economico ha subito significato che le responsabilità della situazione sono ascrivibili alla mancanza del bilancio, per il quale, però, non ha saputo dare nessuna notizia o spiegazione per il gravissimo ritardo.
Molte cose che le opposizioni rilevano non si possono realizzare per la mancanza dello strumento finanziario, ma non tutti sono problemi ascrivibili all’amministrazione 5 Stelle perché esistono da tempo immemorabile.
Secondo la Disca ci vuole onestà intellettuale nel separare le responsabilità dirette dei 5 Stelle da situazioni indipendenti dalla loro volontà o dalla mancanza obbligata di interventi.
Piuttosto si vada a guardare la rassegna delle realizzazioni, delle cose fatte, dei progetti in itinere, delle tante riqualificazioni, degli interventi di manutenzione straordinaria che stanno cambiando il volto della città: strade asfaltate, progetti di ripristino della rete idrica, lavori per i teatri, Ideal, Quasimodo, Vescovado e progetti per il Marino, interventi nelle scuole e negli asili, videosorveglianza, sono cose fatte per cui è scorretto raccontare tante falsità. I problemi ci sono, sono innegabili e sciocco sarebbe minimizzarli, ma questa amministrazione ci sta mettendo la faccia per risolvere anche quelli che risalgono a prima dell’insediamento dei 5 Stelle a Palazzo.
Un intervento, insolito per i silenziosi assessori della giunta Piccitto, che da solo vale la poltrona occupata e conferma che quando il Sindaco Piccitto cambia, cambia bene, forse per questo la gente, le opposizioni e molti dei 5 Stelle aspettano altre sostituzioni.
Per completare la cronaca di un pomeriggio che non ha offerto spunti esaltanti di cronaca, non resta che soffermarsi su tre interventi, significativi per aspetti diversi.
Il consigliere Massari ha lanciato una stoccata alla corrente renziana del suo partito, ai colleghi consiglieri Massari e D’Asta e alle componenti del partito vicine all’on.le Dipsaquale, compreso Territorio, citando le affermazioni del viceministro Faraone, riferimento politico dei renziani ragusani, in merito alla questione rifiuti e discariche, che ha bollato come arcaiche le vecchie strategie sui rifiuti che, però, localmente, vengono ancora prese in grande considerazione dai suoi avversari interni.
Importante l’intervento di Giovanni Iacono che ha ripreso il tema della sua interrogazione, non discusso per l’assenza dell’assessore competente, Martorana.
Iacono chiedeva di prorogare al 31 luglio il termine per il pagamento della prima bolletta idrica, stante il ritardo nell’invio delle stesse, le numerose criticità rilevate nella bollettazione e le difficolta di interloquire con gli uffici, sommersi da una marea di richieste per rivedere le bollette, considerate, per la gran parte, errate.
Iacono sottolinea nell’interrogazione presentata che, forse, è stata applicata, erroneamente, l’IVA nell’acconto e nel saldo, senza detrazione del versato, tutte criticità che consiglierebbero, almeno per le utenze stagionali, di prevedere modalità di pagamento solo a saldo e per consumi reali.
Il consigliere Lo Destro ha rinnovato la minaccia di occupare l’aula consiliare se il sindaco non interverrà, in una delle prossime sedute, per spiegare il ritardo per la presentazione del bilancio.
Nel suo intervento ha specificato che mancherebbero 6 giorni al termine dato, per cui il primo cittadino, se lo vorrà, dovrebbe intervenire nella seduta prossima di giovedì 16 giugno o, al massimo, in quella di lunedì 20 giugno. In caso contrario il consigliere del gruppo misto, pare appoggiato dai compagni del gruppo di Tumino, procederà al gesto plateale e simbolico di occupazione dell’aula consiliare per protestare contro l’amministrazione.
C’è solo da rilevare che Lo Destro, quando annunciò la protesta e minaccio l’occupazione, parlò di quindici giorni come termine ultimo, che sarebbero scaduti il giorno 22 giugno.
Gli appassionati di dietrologia, alla luce delle illazioni sugli accordi sottotraccia fra il gruppo di Maurizio Tumino e l’amministrazione, vedono nell’anticipazione al giorno 20, il tentativo di bloccare i lavori della stessa seduta, nella quale, pare, dovrebbe essere discusso il famoso art. 48, sulle norme tecniche di attuazione del PRG, in tema di edificabilità su terreno agricolo.
Un accordo sotterraneo per tentare di bloccare l’esame di una norma controversa, che i grillini, mancanti della maggioranza necessaria, potrebbero vedere bocciata, ma anche una strategia per rimandare una decisione voluta dai 5 Stelle ortodossi ma, in realtà, mal digerita da ampi strati dei pentastellati ragusani che, di certo, ortodossi a 5 stelle non sono.
Ma questa è storia da aggiungere al gossip, al chiacchiericcio, alla cronaca disinvolta, ora anche la dietrologia.  

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