di Cesare Pluchino
Vortice di comunicati dei vari esponenti delle opposizioni che denota assoluto smarrimento per una realtà nota da mesi
È cosa ormai evidente che molti giornali li fanno i comunicati stampa, molti dei quali semplicemente oggetto di un ‘copia e incolla’ incontestabile e facilmente verificabile dai contenuti dei vari articoli, quasi sempre identici.
La constatazione senza voler assolutamente entrare nelle scelte delle varie testate, anche il nostro giornale, per alcune tipologie di comunicato, ricorre, qualche volta, per comodità, a questo espediente che fa risparmiare tempo.
Ma non ci si può esimere dal rilevare come, spesso, i comunicati vengano inviati dopo un evento, dopo una conferenza stampa, dopo un consiglio comunale, quasi a voler imporre la trattazione e, possibilmente, influenzarla.
Ma che venga inviato il comunicato alle stesse persone che hanno assistito, per esempio, al consiglio comunale, o ad un concerto, è semplicemente paradossale, un palese tentativo di protagonismo dove si vorrebbero imporre le opinioni su quanto avvenuto.
Quasi sempre, ci sono considerazioni, per esempio su un consiglio comunale, del tutto personali, quando, addirittura, come vedremo appresso, non si vuole totalmente mistificare la realtà.
Per l’ultima seduta del civico consesso, che aveva per argomento la variane per le costruzioni in verde agricolo e le ricerche di idrocarburi sullo stesso, si è avuta una pioggia di comunicati, quasi che la stampa fosse in sciopero.
Preoccupazione dei consiglieri comunali di opposizione di comunicare alla gente quanto avvenuto, con il corredo di considerazioni e valutazioni di parte.
In prevalenza, comune è stata la riscoperta della perduta maggioranza da parte dei grillini: ma i tempi degli ostentati numeri bulgari del primo dei non eletti all’assemblea regionale siciliana, quel Fornaro che minacciava di approvare tutto con la sola forza dei numeri, sono, per ora, ricordi del passato.
Ma questo si sapeva già dall’anno scorso, c’era solo il tentativo dei pentastellati di continuare a mettere la polvere sotto il tappeto: da 18 consiglieri si era passati a sedici, maggioranza risicata che respirava grazie a Partecipiamo, poi la consapevolezza di una acquisita maturità che doveva permettere loro di camminare da soli, l’espulsione comunicata della Sigona, l’emersione dell’iceberg del dissenso interno, la cui punta è rappresentata dal consigliere Gulino, il tonfo acclarato dalle ultime due votazioni che hanno sancito che i grillini sono in minoranza al consiglio comunale.
In pratica, un Movimento 5 Stelle, a Ragusa, che non vale nemmeno la pena di revisionare, recuperabile, forse, con la sostituzione del motore.
Perché nulla di eclatante sarebbe emerso sulla maggioranza che non c’è se i grillini avessero acconsentito alla richiesta di rinvio di Massari e di Iacono per l’esigenza di perfezionare l’atto: invece, prima il capogruppo 5 stelle aveva la brillante idea di irretire la controparte politica dichiarando “andiamo avanti comunque”, poi, senza esplicitato motivo se non puro spirito di sterile contraddizione, un semplice consigliere, Spadola, riteneva i tempi del rinvio troppo lunghi e pretendeva, dimostrando la limitata visione politica del momento, di mettere ai voti la sua proposta, per andare a sbattere contro il muro di gomma degli oppositori.
Per un attimo, si è avuta l’impressine di assistere ad una commedia di Antonio Albanese !
Sullo sfondo di questo scenario, per molti versi deludente e inaspettato, di profonda incapacità politica, si muovono gli attori della compagnia delle opposizioni, teatranti politici di periferia, che continuano, dopo tre anni di sindacatura, la battaglia di minoranza dagli esiti inesistenti.
Perché ora si grida al successo, si festeggia perché la maggioranza non c’è più, ma si vuole mascherare l’inutilità dell’azione politica perché è stato chiaro che il rinvio dell’atto che, verosimilmente, sarà approvato, per il successo dei pentastellati, è dovuto alle strategie del gruppo di Partecipiamo, a Giorgio Massari e a Città, che hanno voluto e saputo imporre, con attenta strategia, un attento esame dell’emendamento per dare vita d un atto perfezionato e, possibilmente inattaccabile, considerata la materia.
Per molti consiglieri è il momento della resa, per il sindaco Piccitto e per la sua giunta, potrebbe essere invece il momento della riscossa se venissero considerate quelle componenti in consiglio che agirebbero, a sostegno, dei grillini, per un governo di evera responsabilità, non solo praèpagandata, tenuto conto che è venuto meno il mantra dell’impossibilità di fare accordi e alleanze con altre forze politiche.
Del resto, alla luce dei fatti, è l’unica possibile soluzione, per il sindaco, per uscire da una crisi che non promette nulla di buono per il futuro e non fa intravedere altre possibili soluzioni.
Gianluca Morando si accorge che non c’è più maggioranza e auspica che il primo cittadino ne prenda atto, comportandosi di conseguenza: ma non spiega né consiglia cosa dovrebbe fare.
Anche i consiglieri D’Asta e Chiavola si accorgono che non ci sono i numeri e aspettano che il sindaco tragga le dovute conseguenze, anche in questo caso senza spiegare quali, aggiungendo considerazioni del tutto opinabili sulla ricomposizione della nuova amministrazione, che si sarebbe voluta far passare come operazione di rilancio, mentre in realtà c’è stata la ricomposizione dei cocci di un vaso in frantumi, attuata con la tecnica della chirurgia plastica, prendendo lembi di pelle dalla gamba per inserirli per una nuova facciata.
E se di comunicati si parla, non poteva mancare quello di Sonia Migliore, che ribadisce la sconfitta, nelle due votazioni, dell’arroganza caratterizzante l’Amministrazione Piccitto, ma che rimane come virus congenito nelle vene di qualche irriducibile grillo parlante.
Una ennesima occasione per lanciare un appello di coesione alle opposizioni che resterà inascoltato perché è ampiamente assodato, da tempo, che chi fa appelli lo fa per avanzare la propria leadership, normalmente non condivisa dai compagni di minoranza. È così dall’inizio della sindacatura, quante cene sprecate!!!
Uno spazio a parte merita il comunicato di Maurizio Tumino, a firma degli esponenti del gruppo misto a lui fedelissimi, Lo Destro, Mirabella, Marino e La Porta.
Colui che poteva e doveva recitare, per prestigio personale e capacità politiche, il ruolo di leader del centro destra, (un po’ come Moscato a Vittoria prima della resa alle liste civiche ancorchè vincenti), continua a perseguire una strada che denota mancanza di convincimento serio, dipendenza da pseudo leader di provata inconsistenza politica e ricerca di un tetto dalle caratteristiche non perfettamente identificate.
Nello stato di evidente confusione, anche comunicativa, viene fuori una nota che esprime disappunto per l’arroganza del Movimento 5 Stelle, come fosse cosa nuova.
Si propina l’opinione di aver “rassegnato all’aula una serie di suggerimenti con l’intento di perfezionare un atto presentato dall’amministrazione che appariva lacunoso e per certi versi pasticciato”, equivocando senza chiarire la posizione, più volte esplicitata in aula, di una netta avversione alla limitazione di costruzioni in verde agricolo e di netto favore per le ricerche petrolifere in terraferma.
Si arriva a parlare di spirito costruttivo che, anche rivedendo la registrazione delle sedute, non si riesce a cogliere negli interventi dei componenti il gruppetto.
Se si possono accettare le considerazioni sulla “necessità di consegnare ai parlamentari nazionali e regionali l’ennesimo spot elettorale da spendere nelle prossime campagne elettorale” e le valutazioni sulle ostinate posizioni dei 5 stelle, del tutto legittime alla luce del successo elettorale del sindaco che amministra la città, non si possono smerciare per “interesse a regolamentare la materia delle edificazioni in verde agricolo e quella inerente la possibilità di procedere a nuove attività estrattive in verde agricolo” i numerosi tentativi di boicottaggio dell’atto e l’ostruzionismo elevato a livello di bagarre per evitare l’esame dello stesso in aula.
Il presunto desiderio della comunità di uno sviluppo ecosostenibile non passa, di certo, attraverso la liberalizzazione delle costruzioni in verde agricolo, ancorché regolamentate, e attraverso la concessione di trivellazioni per ricerche di idrocarburi.
Quanto alle considerazioni sul sindaco e sulla sua attività amministrativa, precisamente su una sua inconsistenza corredata da tracotanza e mancanza di rispetto, si prende atto delle dichiarazioni che rientrano nella comune dialettica politica fra opposte posizioni, pur esprimendo perplessità su quali dovrebbero essere le cose serie di cui occuparsi se non quelle, componenti del programma elettorale approvate dagli elettori, da troppo tempo attese.
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