Ancora una volta, Musumeci vittima della vecchia politica, lui uomo di destra che aveva fatto ben superare i veri uomini di destra.
Formalmente ineccepibile la nomina del Presidente del Consorzio Universitario di Ragusa, che tocca alla Regione. Il vertice lo sceglie il Presidente della Regione, gli altri due componenti del CdA, secondo il nuovo statuto, saranno indicati dall’Università e dal Comune di Ragusa.
In città, enorme sconcerto per una nomina che sa di beffa, frutto delle strategie imperanti della Lega che cerca di piazzare i suoi uomini dappertutto e, nel nostro contesto, naturalmente modicani per ossequio colui che sarebbe il leader della Lega in provincia di Ragusa.
Ma se può essere accettata la nomina di uno come Mommo Carpentieri a capo dell’Istituto Case Popolari, per la sua storia, le sue qualità di politico e di uomo, la sua esperienza amministrativa e politica, inconcepibile appare la nomina di un modicano, esponente della vecchissima politica, personaggio secondario dell’UDC di Peppe Drago, passato sotto la protezione di Orazio Ragusa.
Persona senza macchia, per bene, primario di un reparto di analisi cliniche, ma senza lampi nella politica se non quelli di essere stato posato a capo della segreteria UDC nel momento di profondo decadimento del partito. Per il resto, nella politica, senza storia.
Considerato che il Comune di Ragusa è l’unico ente che mantiene il Consorzio Universitario, la Regione poteva, quantomeno, consultare il nostro Sindaco che invece, a detta sua, non ha saputo nulla delle scelte di Musumeci, particolare che avvalorerebbe la tesi che si è trattato, a tutti gli effetti, di un colpo di mano, consapevoli che la decisione non sarebbe stata affatto gradita a Ragusa.
Ora, passata la delusione, tutti si affretteranno a messaggi di congratulazioni, già da martedì, quando ci sarà l’incontro, al Distretto Militare, per parlare di potenziamento dell’offerta formativa universitaria a Ragusa.
L’iniziativa fa seguito all’incontro che il primo cittadino di Ragusa e l’assessore alla cultura Arezzo hanno avuto la scorsa settimana con i vertici dell’Ateneo di Catania in cui si è discusso di incremento dell’offerta formativa su Ragusa che, tra l’altro, già oggi mette a disposizione dei corsi di studio ampie strutture di pregio. Ad essere stati invitati all’assemblea pubblica del 23 giugno sono i componenti del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa, la Giunta Municipale, il Consiglio Comunale, i deputati nazionali e regionali della provincia di Ragusa, i rappresentanti degli Ordini e dei Collegi professionali, delle associazioni di categoria, dei sindacati, dell’Ufficio Scolastico Provinciale, i dirigenti scolastici delle scuole superiori di secondo grado della città, il presidente della Banca Agricola Popolare di Ragusa, il presidente della Camera di Commercio, il direttore generale dell’ASP, il presidente del Centro Studi Feliciano Rossitto.
A questo punto, sarebbe opportuno, intanto, annullare tutto, non concedere questa passerella al nuovo arrivato, e pensare di rivedere l’impegno del Comune per il Consorzio Universitario, nei limiti degli obblighi già fissati, impegno che dovrebbe essere mantenuto solo in presenza di chiare posizioni della Regione e dell’Università per una permanenza dell’ateneo a Ragusa che deve essere solo produttiva per la città capoluogo, tenuto conto anche che altri Comuni, in passato, hanno goduto dell’istituzione universitaria senza onorare gli impegni economici.
Per quanto riguarda il Comune di Ragusa, esordio non certo felice per l’assessore all’Università, d’altra parte quando si affidano settori così importanti e delicati a giovani senza esperienza, non ci si può aspettare altro.
Il Comune, certo sapeva di questo rinnovo del CdA ma non si è preoccupato di darne notizia al fine di allertare l’attenzione dell’opinione pubblica, un altro flop della comunicazione di Palazzo, del tutto inadeguata.
Il precedente vertice del CdA era stato scelto su indicazione di Giovanni Iacono, una scelta eccellente nella persona dell’avv. Cesare Borrrometi, oggi un notevole passo indietro sulla scia della più becera vecchia politica, l’inadeguata e inesistente presenza sul territorio di Forza Italia, partito che sostiene Musumeci, ha contribuito a che il Presidente potesse operare nella più assoluta autonomia politica.
I modicani perdono il tribunale, perdono l’ospedale COVID, ma battono sempre la coda pur non concedendo il dovuto riconoscimento elettorale all’unico personaggio che domina la scema politica locale. Ora tocca ai ragusani rendersi conto di come dover ‘premiare’ la Lega, in segno di riconoscimento.
