Senza esiti particolari l’incontro al City organizzato dal gruppo social Ragusa Planning, dai resoconti giornalistici, il gruppo social e riservato agli iscritti, non si è potuta avere contezza delle proposte che volevano essere erogate alla città.
L’incontro ha offerto, di certo, spunti interessanti, ma l’impressione generalizzata è quella di una delusione di fondo degli organizzatori che, nel lanciare la generica e nota esigenza del Piano particolareggiato, non solo non hanno trovato riscontro nell’amministrazione ma hanno, addirittura ricevuto la sorpresa di un inedito piano di dettaglio del tessuto abitativo del centro storico, una novità assoluta, tirata fuori per l’occasione, che dovrebbe consentire l’applicazione dell’apposita Legge del 2015.
Secondo il parere del Sindaco, che ha fissato in un post la posizione dell’amministrazione, con lo studio sarebbero state identificate circa 3.000 abitazioni che potrebbero subire interventi di rigenerazione.
Ci vorranno tempi lunghi, servirà una conferenza di servizio con Genio Civile e Soprintendenza, poi l’atto, del quale non si occupa tanto l’assessore ai centri storici ma quello ai lavori pubblici, per le commistioni fra assessorati che sono tipiche di questa amministrazione, deve passare in giunta, in commissione, in consiglio comunale.
Gelido sarebbe il commento di Ragusa Plannig, secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia, perplessità di fondo sul piano, pur non volendo fare polemiche o politica.
L’architetto Manganello pensa che non si può prescindere da un piano particolareggiato progettuale che deve essere lo strumento principale per rivitalizzare il centro storico con interventi che dovrebbero nascere da una visione unitaria che non potrebbe essere garantita, in ordine a tutti gli aspetti dell’abitare, dal piano di dettaglio.
Nel constatare che l’amministrazione non condivide le vedute e le proposte di Ragusa Planning, si nota che non c’è l’idea di una città che deve avere connotati di carattere europeo in tema di urbanistica, ci devono essere, secondo l’architetto, azioni virtuose, scelte sostenibili, senza le quali, altrimenti si corre il rischio di scivolare, di corsa, verso il degrado.
In generale, fatta eccezione per il tecnico, ing. Giuffrida, si ha l’impressione che l’approccio alla questione riqualificazione e rinascita del centro storico manchi delle necessarie competenze di carattere urbanistico per affrontare in una visione globale una problematica non certo di facile soluzione.
Sulle questioni di carattere prettamente urbanistico, si inseriscono attese per le quali ci sono dichiarazioni degli assessori competenti che destano non poche perplessità in ordine all’approccio delle tematiche.
Intervistata dalla emittente Teleiblea, l’assessore allo sviluppo economico Licitra se ne è uscita, quasi con l’uovo di Colombo, confermando l’assoluta assenza di idee, di programmi e di progetti per la rinascita economica del centro storico.
Per la Licitra, il progetto di riqualificazione economica del centro storico va di pari passo con quello di sviluppo urbanistico, che deve portare la gente a riabitare il centro, la popolazione deve diventare attrattore di nuove attività economiche, i progetti sono comuni, si attende il piano particolareggiato, mentre l’assessore non fa alcun cenno a questa nuova idea del piano di dettaglio.
Non resta, quindi, che attendere, che la gente torni ad abitare in centro, per parlare di una rinascita economica che, a questo punto, come ha anche precisato nell’intervista, prescinde dalle incentivazioni che pure saranno offerte per nuovi insediamenti commerciali.
In pratica, per due anni si è parlato di come sviluppare l’economia in centro storico, si poteva dire prima che la condizione unica era il ritorno dell’abitare in centro.
Nel contesto del suo intervento, l’assessore Licitra ha aperto alla possibilità di aprire la via Roma al traffico veicolare, una forma particolare di ZTL allargata al quadrilatero classico del centro storico, una idea che, certamente, farà discutere e che, alla luce dell’esistente, si rivelerebbe inutile, senza risultati, solo una illusione per i commercianti, tenuto conto anche conto che sarebbero escluse soste anche brevi, in un contesto di arredo urbano da rivedere e in controtendenza ai progetti di mobilità sostenibile in città.
Nelle stesse ore, le dichiarazioni del tutto in controtendenza dell’assessore Barone aprono la porta a preoccupanti dubbi sulla condivisione di idee e progetti per il centro storico, in contesto di una compagine di giunta che, ancora una volta, non mostra nessuna unità di intenti e visione comune delle tematiche da affrontare.
Intervistato dal quotidiano la Sicilia, l’assessore Barone ha invece detto, dopo aver replicato i temi ormai consueti dell’illuminazione della via Roma e della Cattedrale, con gli altrettanto consueti cenni alla vallata Santa Domenica e alla congiunzione con Largo San Paolo, che si sta pensando ad un nuovo tipo di arredo urbano su via Roma, annunciando che, per il momento è messa da parte l’ipotesi di riapertura della via.
Che si mettessero almeno d’accordo, prima di parlare, verrebbe da dire : “Signore, perdonali, non sanno quello che dicono”
