di redazione
La nota di Territorio sulla conferenza stampa di Giovanni Iacono successiva alla mancata approvazione della variante all’art 48, la replica del Direttivo di Partecipiamo, la controreplica di Territorio
Territorio Ragusa – 1 luglio 2016
Dizionario Partecipiamo-5Stelle-Partecipiamo: vi spieghiamo il ricatto di Giovanni Iacono a Federico Piccitto
Apprendendo da alcuni organi di informazione il contenuto della conferenza stampa odierna dell’ex alleato dei grillini Giovanni Iacono, abbiamo deciso di offrire alla città una traduzione differita del messaggio che il Movimento Partecipiamo ha rivolto al primo cittadino della nostra città che, giovedì, aveva incolpato alcuni consiglieri di opposizione, seppur più ambientalisti di altri (perfino 5 stelle), tra i quali proprio l’ex alleato Giovanni Iacono, per la brutta figura di livello nazionale nei confronti del M5S consumatasi in aula sull’art. 48 del Prg.
Ovviamente l’ex presidente del Consiglio comunale di Ragusa non poteva rimanere in silenzio e, in effetti, nessuno al posto suo lo avrebbe fatto dinnanzi a una tale smaccata dimostrazione di ingenuità e incapacità politica.
Senza entrare nel merito dei balbettamenti in notturna dell’assessore Corallo, dei quali Iacono si è giustamente preso gioco, vogliamo tradurre per i meno avvezzi alla politica l’invito di Partecipiamo al sindaco: prendere atto dell’assenza di una maggioranza consiliare, azzerare la giunta, ridiscutere il programma elettorale.
Prendiamo il dizionario Partecipiamo-5Stelle-Partecipiamo, sfogliamo un po’ ed ecco la traduzione: “il sindaco se vuole continuare a governare questa città deve calarsi le braghe davanti alle nostre richieste, perché vogliamo entrare in una giunta nuova di zecca, con ruoli di rilievo e concordando un nuovo programma amministrativo fino al temine della sindacatura Piccitto”.
Noi continuiamo a sostenere che un primo cittadino come si deve, integro sì nelle proprie convinzioni, ma abbastanza saggio da saper ammettere che il proprio tempo è ormai scaduto, dovrebbe “prende atto”, vero, della situazione ma dimmettendosi, senza se, senza ma, senza dare la colpa ad altri della propria inconsistenza e, soprattutto, senza offrire pubblicamente il fianco a ricatti di poltrone così biechi.
La città deve sapere cosa intende fare il sindaco: andare avanti senza una maggioranza, accettare il ricatto di Iacono o, semplicemente, con onestà e umiltà, rassegnare le proprie dimissioni?
Speriamo prenda presto una decisione, Ragusa per colpa loro sta morendo lentamente…
Associazione ‘Partecipiamo’ Il Direttivo – 2 luglio 2016
Vocabolario sulla mistificazione, vi spieghiamo che: “si scrive ‘Territorio’, agisce e detta Di pasquale”
In questi mesi avevamo deciso che non valeva la pena rispondere a Nello Di Pasquale, tipico personaggio Pirandelliano, un neo Vitangelo Moscarda che potremmo oggi ridurre ad ‘uno, nessuno e territorio’ nella spasmodica ricerca di una improbabile elezione che Ragusa gli negherà inesorabilmente.
L’ex sindaco è abituato a manifestarsi in diverse ‘forme’. Uno degli ‘aggeggini’ che usa per intorbidire, mistificandolo, il dibattito politico è quello di tentare di screditare e delegittimare chiunque gli fa da ostacolo utilizzando, una delle tante sigle: ’Territorio’. Una realtà rovesciata, un fumo negli occhi dato in pasto ai cittadini da chi il territorio lo ha devastato e cementificato.
Dopo avere perso per strada l’unico eletto, il consigliere Angelo La Porta che per coerenza non è stato ai giochetti ‘Pd-territorio’, la sigla ‘Territorio’ è stata riesumata per attaccare Giovanni Iacono all’atto delle dimissioni di protesta da presidente del Consiglio Comunale contro il tentativo di Nello Di Pasquale di scippare il Comune di Ragusa di buona parte delle royalties spettanti.
Sono seguiti poi altri attacchi, periodicamente, sempre a Partecipiamo e a Giovanni Iacono ai quali, per carità, non abbiamo risposto.
Nello Di Pasquale invece di preoccuparsi di Partecipiamo dovrebbe chiedersi perché è da giorni che la nostra posta elettronica, sito, WhatsApp e i cellulari risultano intasati da persone, alcune conosciute ed altre nemmeno conosciute, che ci fanno appelli affinché si scongiuri la sola idea che possa ritornare per Ragusa e su Ragusa l’’incubo’ del ritorno di ‘Di Pasquale’ e ‘contorni’.
La stragrande maggioranza dei Ragusani ha votato, al ballottaggio, i “grillini” solo per non votare chi sosteneva Di Pasquale. Abbiamo votato i ‘grillini’ che per certi versi sono stati ‘generati’ da Di Pasquale per tentare di togliere le ‘mani sulla città’ a Di Pasquale.
Il problema, purtroppo, è che abbiamo votato ‘Piccitto’ e per certi versi, in questi anni, ci siamo ritrovati sempre ‘DiPasquale’ che dal Comune di Ragusa sembra non essere mai ‘uscito’.
Uno degli esempi più emblematici è stata l’elezione a marzo del presidente del consiglio comunale, dove Di Pasquale ha dettato con telefonate, sms e richieste di “prova di voto” chi doveva essere votato e chi doveva essere ‘eliminato’, cioè Giovanni Iacono. Il tutto in piena alleanza con i ‘figli’ grilliini.
Come ‘eliminati’, guarda caso, in questi anni dai pentastellati sono stati, uno per uno, gli oppositori dello stesso ex sindaco.
Ma non si affanni Di Pasquale ad usare le diverse ‘sigle’ e ‘maschere’ per addossare i suoi ‘pregi’ politici quali il ‘ricatto’ o la sete di poltrone ad altri che le poltrone le hanno, ripetutamente, rifiutate e non si disperi chiedendo adesso le dimissioni di Piccitto perché il Sindaco Piccitto deve portare a termine il mandato degli elettori, riteniamo che non si dimetterà e le elezioni al Comune di Ragusa saranno nel 2018, esattamente un anno dopo le elezioni regionali che stanno portando, disperatamente, Di Pasquale a riesumare i vecchi ‘aggeggi’.
Stia sereno Di Pasquale e si affidi al neo nominato responsabile Enti Locali della sigla ‘Territorio’, il caro ed eterno Michele Tasca, su cui condividiamo le motivazioni ufficiali della nomina, bravo per la sua ‘capacità nell’analizzare le questioni e trovare le soluzioni più adatte’.
Territorio Ragusa – 2 luglio 2016
Se il sindaco di Ragusa si dimettesse, come farebbe Iacono a fargli le scarpe?
Eccoli lì, i membri del direttivo di Partecipiamo che reagiscono mettendo insieme argomenti a casaccio e confermando, quindi, che abbiamo ragione nel dire che Iacono vuole nuovamente un posto al governo della città.
Non sentiamo la necessità di difendere l’on. Dipasquale, che continua ad essere voluto bene dai ragusani perché sanno quanto lui vuole bene a loro e lo hanno sempre votato e stravotato, ma è utile in questa occasione marcare delle precise differenze tra i due movimenti.
Mentre Iacono partecipa e guida le riunioni del direttivo di Partecipiamo, cui detta le parole con le quali rispondere a chi ha svelato il suo gioco, l’on. Dipasquale non prende parte agli incontri di Territorio. Non abbiamo bisogno che nessuno ci indichi come intervenire quando crediamo che la città debba essere messa in guardia da chi è disposto a farla morire con le proprie mani pur di non ammettere di aver fatto parte e di volere continuare a far parte di un’amministrazione all’insegna del costante fallimento.
Mentre alle scorse amministrative la sola lista Territorio ha ottenuto oltre 3400 preferenze, Partecipiamo ne ha prese solo 2600. Anche volendo togliere da questo conto i voti del consigliere La Porta che, è vero, ha deciso di fare altre scelte, Territorio continua ad essere comunque più votata di Partecipiamo.
Partecipiamo è “l’aggeggio” di Iacono il quale aveva pensato di ottenere un qualche riscontro con la sua furbissima mossa delle dimissioni da presidente del Consiglio comunale per poter vendere quel sacrificio come carta utile per candidarsi, ANCORA? a sindaco di Ragusa. Operazione sconsigliatagli da tutti, perfino dagli avversari, ma, si sa, la sete di protagonismo non si placa mai.
Dice di aver rifiutato più volte di fare l’assessore… Omette di confessare che le deleghe offerte gli sembravano poca cosa per uno come lui.
Ora, toccato con mano che immolarsi non gli è servito a nulla, dissimula malamente il suo ricatto nei confronti di Piccitto per tornare organico e strumentale alla (ex) maggioranza grillina. A chi vuole darla a bere?
E’ questo il motivo per il quale insiste nel suggerire al primo cittadino di continuare a martirizzare la nostra Ragusa, però insieme a lui. Se Piccitto si dimettesse come potrebbe aspirare a fargli le scarpe, visto che ormai non lo ascolta più nessuno?
