L’ASP di Ragusa sotto accusa per l’eccessivo numero di consulenze

di redazione
Il rilievo della Corte dei Conti ripreso dalla senatrice Padua, che scrive su carta intestata del Partito Democratico

La piccola Asp di Ragusa ha avuto bisogno in un anno di 337 consulenti. I policlinici e l’Istituto Bonino Pulejo addirittura di 540 “esperti”. La Sanità è sempre un bacino di clientele e amicizie. Un mare esteso dal quale pescare a piene mani, per incarichi e convenzioni milionarie.
Ma ci sono anche realtà virtuose, solo 4 i consulenti dell’Asp di Agrigento, 5 a Palermo, lo rileva il Procuratore Diana Calaciura che ha messo in guardia il governo regionale, esortando alla cautela e alla ponderazione nella fase di rideterminazione delle dotazioni organiche delle aziende ospedaliere, prodromiche rispetto all’eventuale reclutamento di nuovo personale.
Nel rendiconto generale, la Corte ribadisce il monito per nuove assunzioni che devono tenere conto della futura sostenibilità economica.
Nonostante si avesse l’impressione, per la nostra Azienda Sanitaria, di una struttura messa bene dal punto di vista finanziario, emerge che l’ASP di Ragusa aveva già ricevuto un invito, “in ragione del ‘disequilibrio di carattere strutturale tra i costi sostenuti ed il valore della produzione sanitaria, per cui sarebbe stata richiesta, a decorrere dal 2015, la predisposizione di specifici Piani di rientro”.
Altro che assunzioni, insomma. C’è prima da pensare a mettere “a posto” alcune aziende in maggiore difficoltà.
Purtroppo questi inviti non sono materia di diffusione per gli uffici stampa, sempre pronti a diffondere ogni tipo di informazione sull’azienda.
Sui rilievi della Corte dei Conti pone l’attenzione la senatrice Padua, chiedendosi perché l’Azienda non ha ottemperato alle indicazioni della magistratura contabile
La senatrice intende chiedere chiarimento all’assessore regionale alla Sanità, esponente del suo partito, considerando che, come abbiamo fatto noi stessi, si riteneva l’azienda iblea fra le più virtuose dell’isola.
La Padua si sofferma sul dato di 337 consulenti, per l’anno 2015, che stride con i dati riguardanti Catania, solo 172 consulenti, per non parlare del confronto con realtà come quelle di Agrigento o Palermo che hanno usufruito della collaborazione di soli 4 o 5 consulenti, rispettivamente.
Le risposte che la senatrice attende dall’assessore regionale Gucciardi sono quelle che, a questo punto, attende l’opinione pubblica, con risposte precise e puntuali, “per un territorio che attende ancora delle indicazioni fondamentali sul fronte dell’erogazione dei servizi all’utenza e che, dunque, non può apprendere notizie come quella concernente i consulenti che fanno a pugni con le reali necessità e i reali bisogni della collettività”.
In definitiva occorrerebbe capire a nome di quale PD parla la senatrice Padua, dal momento che lo stesso assessore alla sanità e altri esponenti del partito sembrano di avviso diverso.
Sarebbe poi opportuno capire quali sarebbero i 337 consulenti, chi sono, di quali materie sono esperti e che ruolo hanno comunque svolto per l’azienda e con quali risultati.
Altrimenti la schermaglia a mezzo stampa si risolve nell’ennesima polemica strumentale, senza esiti e ssenza risultati per l’opinione pubblica.

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