La biblioteca comunale dovrebbe costituire il centro logistico della cultura

di Cesare Pluchino
L’approvazione di un Ordine del Giorno dei consiglieri PD, D’Asta e Chiavola, ripreso anche dai giovani di Youpolis, suscita entusiasmo ma i tempi per fare della biblioteca la casa della cultura sono ancora lunghi

L’intenzione di dare un’anima alla Biblioteca Comunale, sfruttando le potenzialità della struttura ampia e moderna, è di quelle encomiabili.
Legittimamente, i firmatari di un apposito Ordine del Giorno, i consiglieri PD D’Asta e Chiavola, rivendicano il merito di aver acquisito l’unanimità dei consensi del civico consesso.
Linea apprezzata anche dai giovani di Youpolis Ragusa che avevano condiviso un documento sul miglioramento dell’utilizzo della biblioteca. Identiche le aspirazioni, per fasce di apertura più ampie e numerose, con la possibilità di sfruttare gli spazi per eventi culturali e riunioni.
Ma l’approvazione dell’Ordine del Giorno, con relativi comunicati di plauso e soddisfazione, è solo politica, propaganda, fumo negli occhi.
Sempre all’unanimità, i consiglieri comunali dovrebbero, fra poco, appostare le somme necessarie in bilancio, utili per sostenere i costi di personale per le ore di apertura in più, nonché per adeguare i locali necessari per una diversa fruizione della biblioteca.
C’è poi da sperare che le somme appostate non siano lasciate in letargo dall’amministrazione, come avvenuto per tanti emendamenti al bilancio che non hanno avuto seguito da parte degli assessorati, ma nemmeno sono stati sollecitati nella definizione dagli stessi proponenti delle misure approvate con lo strumento finanziario.
Ancora si dovrebbe evidenziare che al piano basso della struttura, con ingresso separato dall’esterno, c’è un’ampia sala che potrebbe essere utilizzata, con opportuna sistemazione, per convegni e riunioni, ma pare che manchino i requisiti di sicurezza che, ancora dopo anni dall’apertura, inspiegabilmente, non sono stati approntati.
Bene farebbero i politici a guardare anche queste situazioni, non limitandosi agli aspetti che sensibilizzano di più l’opinione pubblica.
Ci sono da risolvere, poi, oltre alle problematiche di ordine economico, riguardanti il reperimento delle somme necessarie e da dove, eventualmente, dirottarle, anche problemi di organizzazione e formazione del personale, perché non si può lasciare l’enorme patrimonio librario nelle mani di personale poco esperiente.
Occorre anche che la questione biblioteca venga inquadrata nel più ampio contesto della cultura che, come si sa, abbraccia aspetti diversi e apparentemente distanti.
Perché cultura vuol dire eventi, manifestazioni, riunioni, convegni, conferenze, mostre, visite guidate, rapporti con la scuola e l’università, ma anche teatro, street art, musica, arti grafiche e visive, pittura, scultura e quant’altro rivela attinenze con ogni forma culturale.
Per cui non servirà limitarsi all’apertura pomeridiana giornaliera, ma si dovrà pianificare e programmare la cultura, anche in fase di bilancio, a medio e lungo termine, a meno che non si voglia farne, come sempre avvenuto, il collettore di contributi, a vario titolo erogati, che di culturale hanno ben poco.
Durante l’epoca Campo l’assessorato alla cultura ha mostrato segni di vitalità, ma le somme utilizzate, anche considerevoli, se da un lato hanno reso produttivo il settore, non hanno mostrato quel progetto generale di cultura, lasciando solo una immagine di grandi eventi, tutti di successo, con ritorni di pubblico e di critica, ma senza l’idea di un bacino culturale in perenne centrifuga.
Da quando è il Sindaco a detenere la delega alla cultura, si avverte l’inevitabile mole di impegni che impedisce di seguire con attenzione il comparto; non è di aiuto nemmeno la Commissione consiliare di competenza che si è riunita pochissime volte e non mostra grande progettualità.
L’ultima convocazione aveva all’Ordine del Giorno le problematiche del mondo teatrale cittadino, scarsa la partecipazione dei consiglieri, in audizione operatori del settore, di certo esponenti di spicco del mondo teatrale locale ma che non hanno portato all’attenzione esclusivamente le istanze del settore in ambito locale, preoccupandosi, piuttosto di esternare le difficoltà delle rispettive strutture, arrivando addirittura a contestare scelte dell’amministrazione in ambito teatrale.
Tempo che una commissione cultura dovrebbe utilizzare più proficuamente, accogliendo istanze di carattere generale e costruttive, piuttosto che ospitare nomi già all’attenzione per essere stati segnalati, da consiglieri comunali vicini all’amministrazione, per l’affidamento della gestione del nuovo Teatro Quasimodo.
Nella stessa riunione di Commissione è stata evidenziata l’opportunità data dalla candidatura della Città a Capitale Europea della Cultura, per l’anno 2020, un progetto a medio termine che esige, però, immediata attenzione, anche attraverso un concreto impegno finanziario del Comune che deve costituire una inversione di rotta rispetto agli esigui fondi destinati alla cultura, limitati a meno dell’1 % del bilancio, irrilevanti rispetto alla media nazionale del 2,5%. Basti pensare che Pistoia, prossima Capitale della Cultura, ha appostato, negli ultimi tre anni, somme pari al 5 % del bilancio comunale.
Da noi, invece, due struttura completamente rinnovate, di recente, sono inagibili come teatro: la Sala Falcone Borsellino perché alcuni camerini non sarebbero a norma, il nuovo Teatro Quasimodo perché mancano gli estrattori di aria, inspiegabilmente necessari secondo le norme ma non previsti nel progetto di riqualificazione del teatro.

 

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