di Cesare Pluchino
Dalle reciproche minacce di querela emerge la dichiarazione di Gianna Sigona di aderire fermamente agli ideali del Movimento 5 Stelle, al quale si sente di appartenere al di là dei tentativi di espulsione delle dichiarazioni dei colleghi consiglieri
Hanno fatto rumore le reciproche minacce di querela, fra i consiglieri Gianna Sigona e Sonia Migliore, ma quello che di importante è emerso dagli interventi in aula è la dichiarata appartenenza della Sigona al Movimento 5 Stelle e, in subordine, l’esistenza di forze politiche che, trasversalmente, appoggerebbero l’amministrazione Piccitto.
Nonostante l’appello del Presidente Tringali, nella scorsa seduta di consiglio comunale, di non coinvolgere il dibattito politico all’interno del Consiglio Comunale con interventi sul caso Sigona, che andava risolto nelle sedi opportune ove si fossero rivelati estremi di reato, è stata la consigliera Sonia Migliore ad introdurre, con soverchia platealità, la questione delle illazioni che avrebbero riguardato, come protagoniste della vicenda, consiglieri donne.
A questo punto, la Migliore, anche in difesa della collega Nicita, ha voluto prendere una posizione netta al fine di non tollerare ogni minima ingerenza per l’azione politica svolta, forse di peso a quelle forze politiche che trasversalmente appoggiano, in maniera malcelata, il governo della città.
La Migliore mette tutto insieme: espressioni gravi della Sigona, per le quali auspica l’intervento dell’autorità giudiziaria, illazioni su consiglieri di sesso femminile che avrebbero messo in atto il tentativo di corruzione, tentativi di certa parte politica di colpire la sua azione, attualmente alquanto isolata in un panorama di opposizione che fa risaltare altri protagonisti.
Niente di più nell’intervento del capogruppo UDC che tendeva ad una autoeliminazione dal parterre dei possibili colpevoli del grave atto di corruzione politica ai danni della Sigona, così come avevano fatto Tumino e D’Asta invitando a fare chiarezza per non fomentare facili illazioni.
Poteva finire lì, e, forse, non se ne sarebbe più parlato, grazie all’arte consolidata dei consiglieri comunali che riescono a far ‘evaporare’ questioni importanti che meriterebbero attenzione ma sono, invece, ‘’stranamente’’ dimenticate, dai fondi della legge su Ibla agli abusivi al palazzo della Cancelleria.
Ma Gianna Sigona sembra non voglia archiviare la faccenda, anche se continua questa stucchevole strategia del dico e non dico, del telefonino brandito ma accuratamente conservato in borsa, della ostentata disponibilità a farsi sentire dal magistrato.
Ecco allora intervenire, con un messaggio criptico in aula che aveva diffuso, in serata, la notizia di accuse dirette alla Migliore come autrice del tentativo di accoglimento nel partito con relativo posto di lavoro, in cambio del suo allontanamento dai cinque stelle.
In effetti La Sigona non ha rivolto accuse precise contro la Migliore: ha citato passi dei messaggi su messanger, su whatsapp, tramite SMS, “chiamami”, “vediamoci”, “quanti anni hai?”, “hai figli?”, che, in verità deporrebbero per l’azione di un corteggiatore più che di uno stratega politico o di un agente interinale per il lavoro.
Ha parlato della convocazione di una conferenza stampa, poi disdetta all’ultimo momento, della quale peraltro non avevamo avuto notizia, alla quale si era sottratta perché non intenzionata a lasciare il Movimento 5 stelle.
Solo a questo punto ha fatto riferimenti precisi alla Migliore, ma senza accuse circostanziate: ha gridato che la Migliore non può usare, ancorché sentendosi ‘toccata’ dalle sue esternazioni, toni irriguardosi, ha detto che la Migliore si dovrebbe lavare la faccia e la bocca con la candeggina, prima di parlare di lei, ricorrerà alle vie legali per quanto dichiarato dalla Migliore in conferenza dei capigruppo
La Sigona si sente di appartenere al Movimento 5 Stelle, è lieta di farne parte, crede nei valori del Movimento, non è stata buttata fuori, nessuno lo potrebbe fare, qualcuno ci aveva tentato, nessuno, nemmeno Grillo, le può vietare di restare nel Movimento.
Di certo, e questo vale per il prossimo bilancio, una appartenenza incondizionata al gruppo consiliare pentastellato, con buona pace dei colleghi Brugaletta e Spadola ai quali converrebbe, forse, non sparare a salve dimostrando scarse capacità intuitive anche sui fatti di bottega della piccola politica, come pure elementi come D’Asta dovrebbero spiegare l’impegno non mantenuto ad uscire dall’aula ogni qualvolta fosse intervenuta la Sigona.
In chiusura di seduta, per fatto personal,e è intervenuta la consigliera Migliore che ha voluto anticipare la querela che sporgerà nei confronti della collega per quanto detto, che rivela oltre a fondamentale falsità, (forse anche per le cose non dette, ndr), la violenza verbale già emersa in altri interventi contro il sindaco o l’assessore Martorana.
E’ stato Giorgio Massari a invitare ad una riflessione seria sulla qualità dell’attuale consiglio e sul suo livello complessivo.
Nonostante la bagarre e i toni accesi, si resta al punto di prima: nessuna esplicita accusa della Sigona per uno dei ‘tentatori’, anche se si ostentano prove di cui dovrà essere verificata la reale efficacia in caso di controversia legale.
Dell’altro tentatore nulla si dice, forse perché non ci sono nemmeno i messaggini.
Andrà a finire come una comune storia a tre, il cosiddetto triangolo, fra marito, moglie e amante della moglie.
Tutti sanno chi è il mandrillo, tutti sanno che la donna ama i piaceri della vita e risveglia i sensi dei sognatori, tutti sanno chi è il cornutone, ma tutto rimane avvolto solo nella leggenda metropolitana.
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