Sonia Migliore e Manuela Nicita rinunciano al gettone di presenza: un errore grossolano

di Cesare Pluchino
Così facendo possono dare l’impressione di aver abdicato alla fondamentale funzione di controllo

Le consigliere del gruppo UDC Sonia Migliore e Manuela Nicita hanno notificato al Dirigente del 1° settore, dott. Lumiera e al Segretario Generale di rinunciare al gettone di presenza per la seduta del Consiglio Comunale del 2 agosto.
Come abbiamo avuto modo di riferire, in altra parte del giornale, la Migliore  ha ufficialmente abbandonato i lavori del civico
consesso, durante la discussione sul bilancio 2016, già nella prima seduta del 1° agosto, ritenendo che i tempi a disposizione per una attenta valutazione dell’atto, l’impossibilità di avere a disposizione adeguata documentazione, le mancate risposte di amministratori e dirigenti in ordine alle procedure,  in nome delle nuove normative che impongono sistemi diversi dal passato, avessero inficiato il suo fondamentale ruolo di verifica e controllo sugli atti amministrativi, in maniera tale da rendere superflua la sua permanenza in aula e vanificare il mandato ricevuto dagli elettori.
Nella stessa seduta, dopo aver abbandonato l’aula consiliare, la Migliore ha seguiti i lavori nello spazio riservato al pubblico, nella seduta del giorno successivo ha formalizzato la sua presenza in aula, per non favorire possibili fraintendimenti sui motivi dell’assenza, per poi ascoltare, ancora dalla zona riservata al pubblico, il dibattito della seduta per la quale ha ritenuto opportuno, assieme alla collega Nicita che l’ha seguita nella protesta, rinunciare al gettone di presenza.
Non ci aspettavamo che un politico del calibro e dell’esperienza di Sonia Migliore si sottoponesse alla rinuncia, la cui giustezza può albergare solo nella mente di sprovveduti ignoranti in materia di politica.
Comprensibili i gesti delle due consigliere, non disposte a favorire becere considerazioni sulla questione gettone di presenza, ma del tutto criticabili.
Nel merito, perché il consigliere può esercitare il suo mandato, oseremmo dire, anche assistendo alla diretta streaming. Il consigliere comunale non è un impiegatuccio che deve rendere conto all’orologio marcatempo, ma è il latore di una funzione affidata democraticamente dagli elettori. Il consigliere deve rispondere ai suoi elettori, che non sono quelli attenti al gettone di presenza. Non deve rispondere ai cittadini di altra parte politica, né agli avversari che possono utilizzare strumentalmente l’accaduto.
Questo premesso, il gesto, comunque encomiabile di Sonia Migliore e di Manuela Nicita, assume contorni del tutto risibili in un contesto dove la faccenda ‘gettoni di presenza’ e ‘giustificazioni per esenzioni lavorative’ costituisce, da sempre, uno degli aspetti più scandalosi della vita di Palazzo dell’Aquila, pur se legittimo per i permissivi regolamenti voluti e mantenuti, trasversalmente, dalla vecchia politica.
L’aspetto più scandaloso, non legittimato da regolamenti, piuttosto, è l’atteggiamento tollerante, talora connivente, complice, degli esponenti del Movimento 5 Stelle che, a parole, si sono sempre dichiarati alfieri della moralizzazione della politica, ma nulla hanno fatto per cambiare radicalmente i regolamenti e mettere ordine nella questione.
Nulla si può eccepire ai consiglieri comunali che arrivano alla fine dei lavori di commissione (solo da poco viene marcato il tempo di presenza per la giustificazione oraria al datore di lavoro, ma scatta il gettone di presenza anche con una brevissima permanenza durante i lavor).
In Consiglio Comunale le discrasie del regolamento sono più evidenti: di recente abbiamo assistito all’ingresso in aula di un consigliere comunale che si è avvicinato al tavolo della presidenza, ha ritirato la giustificazione e, dopo pochi muniti, ha lasciato l’aula.
SI viene in Consiglio, si recita l’intervento e si va via subito: tutto legittimo ma in spregio alla morale e all’etica politica che i grillini volevano innalzare a credo del rinnovamento.
E’ stato modificato il regolamento, ma in maniera superficiale, sottostando alle pressioni trasversali delle altre parti politiche interessate a mantenere uno scandaloso status quo, che deve valere anche per le convocazioni di commissioni e sedute del Consiglio, non sempre dai contenuti concreti tali da giustificare sedute che costano alla collettività.
Risibile, quindi, il gesto della Migliore e della Nicita, che, in ogni caso, anche dalla zona riservata al pubblico, hanno seguito, più attentamente di tanti altri, i lavori dell’assemblea cittadina
Piuttosto sono mancati attestati di solidarietà dai colleghi delle opposizioni che hanno mostrato di non capire la valenza di una protesta che rimane eclatante, finora mai messa in atto all’interno di un consiglio che ha attraversato anche fasi difficili e complicate, indifferenza che ha pervaso, colpevolmente, anche i componenti dell’amministrazione che, per primi, avrebbero dovuto esprimere rammarico per l’accaduto e auspicare il ritorno dell’avversario politico sul ‘campo di battaglia’, piuttosto che mostrare disinteresse per un direttamente a loro diretto e lesivo, fortemente, della loro stessa dignità politica.

A margine della protesta, le consigliere hanno incamerato la solidarietà del Direttivo Lab 2.0

Questo il comunicato diramato:

Il Direttivo del Laboratorio politico ha espresso solidarietà nei confronti delle proprie Consigliere comunali di Ragusa, Sonia Migliore e Manuela Nicita, impegnate in questi giorni nella vigilanza dei lavori d’aula consiliare sul Bilancio di Previsione 2016.
Le due consigliere, d’accordo con il Direttivo, hanno deciso di non partecipare ai lavori a Palazzo dell’Aquila perché riteniamo che sta andando in scena l’ennesima farsa dell’Amministrazione Piccitto.
La città deve sapere che il principio di Bilancio Partecipato di cui tanto i pentastellati hanno parlato in realtà non esiste, se non nella misura in cui si svela che hanno deciso di “far partecipare” alla stesura del bilancio una parte di sedicente opposizione che oggi, invece, si ritrova ad essere stampella neanche tanto occulta di questa disastrosa esperienza politica.
Non è una questione di responsabilità, ma di interesse.
A noi interessa che il M5S di Ragusa dia seguito alle promesse che hanno consentito loro di vincere le elezioni e agli impegni che ha assunto in Consiglio comunale, per esempio sulla pressione fiscale imposta ai ragusani.
A noi interessa comprendere come sono stati e come saranno spesi i 64milioni di euro ottenuti dalle estrazioni petrolifere che i grillini fanno finta di fermare con una mano, mentre con l’altra incassano le royalties.
Vogliamo sapere qual è il progetto di città che hanno questi amministratori improvvisati e che, dallo strumento finanziario deputato ad illustrarlo, non si capisce.
Il Direttivo, inoltre, esprime solidarietà al resto delle opposizioni genuine del Consiglio comunale di Ragusa e invitano tutte le forze libere a ingaggiare battaglia, anche con forme eclatanti, purché si evidenzino presso tutte le autorità competenti i limiti, le incongruenze e le illegittimità che questa amministrazione continua a perpetrare contro i nostri concittadini.

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