di redazione
I lavori sono stati cofinanziati dal Comune di Ragusa, secondo l’accordo stipulato nel dicembre 2014
Venerdì, 5 agosto, alle ore 19 si terrà la cerimonia di consegna dei lavori di restauro della Chiesa di Sant’Agata ai Giardini Iblei.
I lavori di recupero hanno riguardato il consolidamento e il restauro del tetto ligneo della chiesa annessa al convento dei cappuccini. Il tetto, del 1614, è una rara testimonianza pre terremoto. Il progetto ha previsto anche il recupero del pavimento, della cantoria, dell’organo del 1800.
Sarà il Maestro Marco D’Avola, organista apprezzato in tutto il mondo, a “inaugurare” il 5 agosto l’organo di Santa Agata dei cappuccini. Il restauro dell’organo è stato curato da Bovelacci padre e Bovelacci figlio, eccellenti professionisti.
Al momento inaugurale prenderanno parte il vescovo di Ragusa, Monsignor Carmelo Cuttitta, il sindaco di Ragusa Federico Piccitto, il sovrintendente ai Beni Culturali Calogero Rizzuto e il presidente della Fondazione San Giovanni Battista, proprietaria della Chiesa, Tonino Solarino.
La storia della Chiesa sarà ripercorsa da padre Giuseppe Antoci, Direttore Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Ragusa.
Relazioneranno il progettista Giovanni Consentino, la responsabile dell’impresa di restauro Tiziana Cilia e Giovanni Ravalli, responsabile dell’impresa che ha effettuato i lavori.
Al termine della presentazione, si terrà la cerimonia di consegna dei diplomi ai Cuochi professionisti e la consegna delle borse di studio della scuola di Alta cucina “Nosco”.
Un buffet verrà offerto ai presenti dai cuochi dell’Antico Convento.
“Siamo lieti – afferma Tonino Solarino, presidente della Fondazione – di potere restituire alla collettività un bene architettonico ed artistico di pregio. Finalmente anche il Trittico di Pietro Novelli, ospitato all’interno della Chiesa, tornerà ad essere ammirato”.
I lavori prevedevano un progetto esecutivo per la somma di euro 493.000, prima dei pareri della Soprintendenza e della Commissione Centri Storici.
Con l’accordo, il Comune di Ragusa concedeva il cofinanziamento di euro 246.390, pari al 50% della somma necessaria per i lavori di recupero e valorizzazione; la Fondazione si è fatta carico del restante 50% attraverso fondi della Conferenza Episcopale Italiana.
Nell’accordo stipulato, la Fondazione si è impegnata per una serie d’obbligazioni, quali l’organizzazione di visite guidate, la pulizia e la manutenzione ordinaria degli spazi antistanti la Chiesa, per quanto riguarda illuminazione, verde pubblico e arredi esterni; sarà altresì garantito un servizio di apertura e chiusura della villa comunale secondo orari concordati, oltre alla predisposizione di un servizio di telesorveglianza antistante la Chiesa, con l’eliminazione di accessi abusivi alla villa, per migliorarne la sicurezza.
Saranno altresì regolati la fruizione e l’utilizzo per attività culturali, da parte del Comune e della Fondazione.
Come sottolineò l’allora Vescovo, mons. Urso, si trattò di un gesto estremamente apprezzabile dell’Amministrazione Comunale che rispondeva ad un dovere nei confronti della città: un gesto alto che ha tutela un bene patrimoniale d’elevato valore, che appartiene al territorio, a tutti, e non solo alla Fondazione, in quanto proprietaria.
Il sindaco Piccitto volle segnare l’adesione allo spirito della Legge su Ibla, per un atto importante, un protocollo che ha contemperato esigenze diverse.
Al momento della stipula dell’accordo, si prevedeva l’inizio dei lavori a febbraio 2015, periodo di bassa stagione turistica, e si contava di ottenere la consegna nel giro di circa 5 mesi.
Di mesi ne sono passati 17, dall’inizio previsto dei lavori, l’opera è stata consegnata a stagione estiva già avviata. Sarebbe stato interessante conoscere motivi e responsabili del grave ritardo.
{gallery}trittico{/gallery}
