Ancora una seduta del consiglio comunale che evidenzia la crisi di fondo del civico consesso, scaduto di livello, in questa consiliatura, come mai era accaduto in passato.
Delle minoranze presenti solo i consiglieri Chiavole del PD e Federico dei 5 Stelle, per le comunicazioni solo un intervento di Chiavola per alcune criticità all’ospedale Giovanni Paolo II, che il consigliere giudica episodi di malasanità.
Il Sindaco ha difeso l’operato della classe medica in assenza di responsi certi sugli episodi accaduti, si deve dire anche che di episodi di malasanità non si può proprio parlare ma di questioni di organizzazione, segnatamente del Pronto Soccorso, afflitto da un numero elevato di accessi e da una carenza cronica di personale, il tutto acuito dall’emergenza coronavirus.
Dei punti all’Ordine del Giorno esaminato solo quello riguardante alcune variazioni di bilancio, relativi ad alcune entrate statali per interventi urgenti sugli edifici scolastici per l’emergenza covid, e a fondi dedicati ai servizi sociali per l’area minori.
Altri debiti fuori bilancio per rimborsi oneri concessori e per interventi urgenti sugli impianti di fitodepurazione.
Poi il coup de theatre che, ormai non può mancare in questa assemblea cittadina, il Presidente Ilardo ha sospeso la seduta, per poi comunicare, dopo consultazione dei capigruppo, che la seduta era stata convocata per l’urgenza di approvare i debiti fuori bilancio entro il giorno 26, per gli altri due punti si è convenuto, con le minoranze, ieri impossibilitate a partecipare alla seduta, di rinviare l’esame degli altri argomenti all’ordine del giorno per martedì 29 settembre.
Qualcuno dei consiglieri di maggioranza ci è rimasto male, perché non era stato informato dell’accordo in conferenza dei capigruppo, nemmeno dal proprio capogruppo.
Evidente che la Presidenza, e l’amministrazione, temevano che, altrimenti, ci sarebbero state assenze anche nelle file della maggioranza e si correva il rischio di non rispettare la scadenza per le variazioni di bilancio.
Episodio sintomatico dell’aria che tira in maggioranza e dei rapporti che intercorrono fra il capogruppo, fedelissimo del Sindaco e dell’amministrazione, come il presidente del Consiglio, e i consiglieri di maggioranza che non hanno evitato di esprimere il proprio disappunto per l’accaduto e per questi accordi dei quali non sono informati.
