Si era capito dai proclami iniziali, che proclami non erano: l’avvio di un nuovo ciclo, triennale, come dire ‘ricominciamo tutto daccapo’, una sorta di rassegnazione dopo essere arrivati, qualche volta, ad un passo dallo scudetto.
Si deve riconoscere, in ogni caso, al Presidente Passalacqua e all’allenatore Recupido, la capacità di aver allestito, ogni anno, squadre altamente competitive, ai limiti delle possibilità, di mercato ed economiche, della società, squadre che hanno dato risultati spesso anche insperati, con individualità di livello.
Da questo punto di vista, nulla si può eccepire alla società, oltre al fatto di aver visto passare da Ragusa il meglio della pallacanestro femminile, straniera e italiana.
L’unica recriminazione è quella di aver visto partire per altri lidi di serie A elementi che sono stati subito richiamati da squadre di vertice, segnale che da noi non sono stati adeguatamente valorizzati.
Il comunicato odierno della società dice tutto, e anche di più, di quello che poteva servire per commentare la partita con Schio: ammettiamo che avremmo attutito le nostre considerazioni sulla debacle veneta, adducendo, come motivazioni, la difficile ripresa, la breve preparazione, la squadra incompleta e anche nuova per buona parte, ma siamo stati esonerati dalla cura omeopatica.
Recita il comunicato: “Ragusa esce dalla Supercoppa e lo fa in un match interamente dominato dalle padrone di casa di Schio che partono subito forte contro le ragusane che nulla possono praticamente in tutto l’arco dei 40 minuti.
Gara a senso unico nella quale la formazione di coach Recupido ha anche tentato dei timidi approcci di ripresa ma è stata sempre ben tenuta a bada dalle scledensi contro le quali non c’è stata praticamente storia. Punteggio finale di 82-60 ma è ancor più il 110-44 di valutazione di squadra a mettere in evidenza tutta la differenza vista in campo.
Per le iblee, formazione giovane che deve trovare intesa e fiducia e a cui mancano ancora due giocatrici fondamentali come Harrison e Kacerik, nessun dramma: ma la consapevolezza di dovere lavorare e guardare avanti con fiducia.”
Anche l’allenatore non usa mezzi termini: “In tutta onestà nei confronti di Schio ci sono ben più dei 20 punti di scarto – commenta coach Gianni Recupido – Abbiamo avuto un impatto iniziale traumatico, la loro fisicità ci ha messo in grande difficoltà: non riuscivamo ad iniziare i giochi, non riuscivamo mai a mettere la palla dentro l’area ed abbiamo fatto tantissime palle perse, soprattutto nel primo quarto innescando i loro contropiedi, addirittura contro zero.
Non dico che è stata una mancanza di concentrazione ma sicuramente una mancanza di abitudine alla fisicità di Schio, che ci ha aggradito azzannando alla giugulare e noi siamo rimasti frastornati.
Diciamo che le nostre lacune sono state tutte messe in evidenza da Schio, e noi ne abbiamo diverse.”
La partita è stata un’agonia per Ragusa, sin dai primi minuti: già vedere in quintetto gente come Cinili e Harmon impone delle serie riflessioni.
Lo sprazzo iniziale di Nicolodi con 4 punti lascia ben sperare, ma guardando il parziale del primo quarto, 27-8, ci si rende conto della resa di Ragusa.
Subire un primo parziale pesante di 19-0 dice tutto, anche quando Schio rallenta la Passalacqua non riesce a imporre il suo gioco, subisce anche il -24, si chiude all’intervallo sul 42-21.
La partita viaggia sui venti punti di scaro fra le due squadre, solo Santucci sembra voler ribellarsi alla realtà, tutto il resto è in ombra, salvo qualche sprazzo isolato di Romeo e i tentativi di Kujer di farsi valere contro la diretta rivale Grouda.
Alla penultima sirena, 57-37 per Schio.
La quarta frazione vede sempre una supremazia netta delle scledensi che, a quattro minuti dalla fine, arrivano anche a +30, sul 76-46, con un parziale di 13-2 che viene solo a stento compensato da quello ibleo di 12 -0 che giunge solo a giochi ormai fatti. Si chiude sull 82-60
Famila Schio – Passalacqua Ragusa 82-60 (27-8, 42-21, 57-37)
Schio: Sottana* 15, Cinili* 4, De Pretto* 14, Harmon* 10, Gruda* 15, Keys 2, Trimboli 7, Crippa 11, André 6, Viviani NE, Battilotti NE
Ragusa: Romeo* 12, Marshall* 2, Nicolodi* 6, Consolini* 3, Awak* 14+9, Santucci 19, Tagliamento 4, Trucco, Bucchieri, Tumeo NE, Olodo NE
Il tabellino è lo specchio del rendimento delle ragusane, non si può comunque affrontare Schio quando leggi Marshall , Consolini 3, Trucco , e ti mancano due elementi della rosa.
Come commento, che può essere ritenuto del tutto personale e di persona non estremamente competente in tema di basket, vediamo sempre la cronica carenza di regia in questa squadra, carenza vista anche negli anni passati.
Sarà una strategia dell’allenatore che vede, forse, la regia più in panchina che sul campo, ma ci manca il play di carattere che riesce a imporre e delineare il gioco di squadra, come è stato sempre nella pallacanestro, un play che non deve passare a fare la guardia o, peggio, è una guardia utilizzata come play.
Il campionato che si aprirà a breve ci consegnerà il reale valore della Passalacqua 20/21, sapremo se il divario, che, al momento, sembra incolmabile, sarà solo con Schio e Venezia, oppure dovremo abbandonare anche i sogni da terza realtà del campionato.
