Ancora una volta seduta di consiglio comunale senza diretta televisiva e senza streaming, per motivi tecnici da addebitare al Comune.
Quando c’è di mezzo l’apparato tecnico del Comune c’è da mettersi le mani ai capelli, basta guardare il groviglio di fili delle apparecchiature per lo streaming in sala commissioni, per rendersi conto della poca professionalità degli addetti.
Per lo streaming delle sedute del consiglio comunale la situazione è stata sempre appesa ad un filo: una volta manca l’audio, una volta le telecamere difettano, una volta il segnale viene a mancare, apparecchiature obsolete, oggi con un qualsiasi telefonino si fanno dei video di qualità, le immagini del consiglio comunale sembrano di cinquant’anni fa.
Ora anche l’apparato tecnico del Comune si è arreso, dopo recenti varie vicissitudini, ieri niente streaming, niente diretta TV. Ma non c’è nemmeno l’ombra di un pronto intervento, perché il dirigente ha pensato bene di organizzare, per la bisogna, una delle complicate manifestazioni di interesse con il conseguente allungamento dei tempi
Stranezze del Comune di Ragusa, per i servizi promopubblicitari, per il Museo del Costume, si danno 25.000 euro ad affidamento diretto, si vede che gli amministratori non ritengono prioritaria la trasparenza e l’informazione dei cittadini, dandosi tempi lunghi per riparare i guasti.
Forse, a qualcuno conviene così o come pensano molti, di questi tempi, amministratori, e lo dicono loro stessi, ostaggio dell’apparato dirigenziale del Comune, Dirigenti che hanno capito con chi hanno a che fare, con quale caratura politica si devono confrontare e fanno quello che vogliono, naturalmente in piena legittimità e secondo leggi e normative, nelle quali molti, in particolare, sono assai preparati.
Del resto, amministratori e consiglieri comunali, se ne sbattono della trasparenza, anche i consiglieri di minoranza non ci badano, gli stessi Presidenti di Commissione non si interessano minimamene dello streaming delle sedute che, ormai, mancano da molto tempo.
Delle commissioni non si conoscono, ormai, nemmeno le convocazioni, tutto nel contesto di un livello di questi consiglieri comunali che, dal punto di vista politico, sono da non considerare.
Per andare alla seduta di ieri, martedì 6 ottobre, solito festival di comunicazioni, inutili ed inefficaci, senza particolare incidenza, una opposizione blanda, discussioni e interventi da bar, nulla di consistente e nulla che potrebbe essere di pungolo per l’amministrazione.
Per esempio, ieri c’era in aula l’assessore Licitra, che si occupa di sviluppo economico, che dovrebbe avere ancora in mano questioni come i locali di Carmine Putie i di via del Mercato, che ha curato il bando per i contributi alle nuove aperture di attività in via Roma, ma nessuno pensa di rivolgere apposite comunicazioni in materia.
Mario Chiavola riprende la questione della chiusura della Villa di via Archimede e l’assessore Iacono ammette le responsabilità del Comune, ma non veniamo a sapere di chi sono, qual è l’assessorato, il servizio che si occupa della villa, dei sevizi igienici della stessa. E’ sempre la solita storia, non apre il cimitero di Marina, non aprono i servizi igienici di piazza Torre a Marina, non si provvede per le perdite idriche, non si provvede per i lavori alla villa di Ibla, ma tutto scorre normalmente, non è il caso di farne una tragedia, come per il tombino del lungomare o come per tanti altri disservizi che continuamente si presentano in città.
Addirittura, Mario Chiavola si complimenta perché è stata pulita la rotatoria di contrada Mugno, ma non chiede quando sarà curata come da contratto stipulato e annunciato dall’amministrazione.
Peraltro, ci siamo passati stamattina e non c’è nulla da esaltare, hanno solo tagliato l’erba alta, lasciando alla vista il terreno incolto, non si sa qual è lo spettacolo peggiore.
Ma ormai siamo abituati alle meraviglie del servizio verde pubblico e all’atteggiamento buonista dell’assessore Iacono che, da tempo, avrebbe dovuto mandare altrove personale inadeguato.
Il capogruppo grillino Firrincieli ha sollevato la questione, destinata a gonfiarsi, dell’affidamento diretto, per 25.000 euro dei servizi promopubblicitari per il Museo del Costume.
Mario D’Asta è ritornato sulla vecchia passione delle linee blu e ha perorato la causa del nuovo comitato di residenti di Ibla, che, proprio oggi, 7 ottobre, hanno appuntamento con il Sindaco per portare oltre 400 firme a sostegno delle istanze dei residenti che non si riconoscono in tutte le altre formazioni in campo nel quartiere barocco.
Giorgio Mirabella ha detto la sua in tema di Museo del Costume, Maria Malfa ha sollecitato attenzione per la segnaletica orizzontale e, in particolare per le strisce pedonali, svanite in molte parti della città.
Alla fine, l’intervento più interessante della serata, quello dell’assessore Barone, sulle problematiche di Ibla, di rilievo il sassolino che si è tolto dalla scarpa con la precisazione che sulle strategie di viabilità per Ibla hanno lavorato, inizialmente, di concerto con quelli del CNN, la collega Licitra e il consigliere Cilia, con i quali vanno divise eventuali responsabilità per discrasie varie che scontentano ora i commercianti, ora i residenti.
Barone si è detto fiducioso che il nuovo censimento dei pass e la revisione delle relative nuove concessioni metterà ordine a Ibla, dove si muovono troppi interessi, di troppe associazioni e comitati, di residenti, di commercianti, di operatori turistici, dove, forse, si celano anche interessi di natura politica, come è noto a tutti.
