Torna la solita opposizione, “ma di cosa stiamo parlando?”

di Cesare Pluchino
Ancora prima del rientro, si ‘mette cappello’ sulla comunicazione per condurre la solita opposizione sterile che, finora, non ha portato risultati

Il periodo di astinenza da comunicati delle opposizioni è durato pochissimo, appena i giorni attorno a ferragosto. Ancora prima del rientro definitivo, che da noi si concretizzerà dopo la Festa del Santo Patrono, piovono comunicati caratterizzati dal comune denominatore di un tentativo di contrasto all’amministrazione Piccitto.
Per molti, l’esito dell’approvazione del bilancio preventivo 2016, che si è risolto una debaclè per le opposizioni, comprese quelle che si sono caratterizzate per una malcelata desistenza, non ha insegnato nulla.
E’ ripresa, con lo stesso stile di prima, l’opposizione che spara, almeno fino ad ora, pallottole a salve.

Inizia il laboratorio Politico 2.0, identificabile nelle posizioni delle consigliere Sonia Migliore e Manuela Nicita, che solleva l’ennesimo ‘scandalo’ della giunta Piccitto.
Una determina dirigenziale, non di giunta, ha affidato un incarico di coordinatore per la sicurezza ascrivendolo alla voce ‘’imprevisti’’ di un progetto, in fase di esecuzione con lavori, con gara espletata e in corso. Si tratta della “Costruzione, manutenzione sistemazione di vie e piazze dell’importo complessivo di € 1.090.000,00 euro”, progetto per il quale il dirigente ha scelto di conferire incarico per la sicurezza, fuori dal capitolato d’appalto e senza rivolgersi a competenze interne alla macchina comunale.
Lo stesso Laboratorio Politico 2.0 ammette che la problematica non riceverà attenzione, ma si spinge a fornire spiegazioni sul provvedimento, riconoscendo che, forse, si agisce sul filo della legalità, “con uno “zuccherino” al cerchio magico pentastellato, molto al di là dell’opportunità e del pudore politico”.
Si aggiunge, vanificando, al tempo stesso i contenuti del comunicato, che “sono state “riesumate” delle leggi per rendere giuridicamente possibile cose che, altrimenti, sarebbero state vietate”
Alla fine si ammette che “sarebbe stato sufficiente conferire l’incarico allo stesso tecnico che ha redatto il progetto. Il committente può e non deve affidarsi a un esterno, si tratta di una precisa scelta politica, nella fattispecie inopportuna”.
Diceva il grande Bersani, protagonista del teatrino politico degli ultimi anni: “Ma allora, di cosa stiamo parlando?”

Anche un altro movimento locale, peraltro non più rappresentato in Consiglio Comunale, solleva una questione sul servizio docce a Marina di Ragusa che, per stessa ammissione degli estensori del comunicato, affidato ad una cooperativa, “è stato garantito alla comunità, pur fra qualche lamentela e qualche elogio”.
Territorio contesta l’affidamento ad altra ditta della manutenzione delle nuove docce installate, in numero di sei, per il costo di 5.000 euro, appena prima dell’inizio della stagione.
Smontaggio e rimontaggio delle sei docce, lucidatura dell’acciaio, ripristino e messa a punto della rubinetteria, riparazione delle pedane rotte o usurate, rifacimento stampe adesive e quant’altro necessario per renderle funzionanti, lavori che, secondo Territorio potevano essere affidati senza incarico diretto ma con trattativa privata, senza alimentare la politica clientelare che i grillini aborrono.
E via con la strategia del sospetto, su possibili legami della ditta con l’amministrazione, ma senza precise denunce, in puro stile della macchina del fango.
Solito ritornello finale sui principianti senza talento ai quali i ragusani hanno voluto affidare Ragusa, confidando in una nuova amministrazione competente e capace, a differenza di quella targata Piccitto.
Anche in questo caso considerazioni politiche, denunce verbali di cattiva amministrazione, ma nulla di più.

In questo festival delle opposizioni non manca la duplice esibizione dei democratici, direttamente con D’Asta e Chiavola e con i giovani democratici che a D’Asta fanno riferimento:i consiglieri, sollecitano interessamento dell’amministrazione per le misure del ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) che, nell’ambito del Pon “Cultura e Sviluppo” – Fesr 2014-2020, ha stanziato 107 milioni di euro per incentivi allo sviluppo del sistema imprenditoriale della filiera culturale nelle regioni Calabria, Basilicata, Campania, Sicilia e Puglia.
L’obiettivo è quello di creare un nuovo sistema di incentivi destinato a sostenere la creazione e lo sviluppo di piccole e medie imprese nel settore dell’industria culturale-turistica e in grado di migliorare la fruizione dell’offerta culturale esistente. Le agevolazioni hanno anche l’obiettivo di supportare le imprese no profit che vogliono valorizzare le risorse culturali dei territori interessati.Iniziativa questa dei consiglieri PD valida ed encomiabile che sembra però ignorare la realtà di una amministrazione che con i fondi europei ha avuto dimestichezza pari a zero.
Senza dubbio una opportunità da sfruttare, ma si ritiene che oltre alla mancanza di volontà a perseguire queste strategie, non ci siano le strutture e il personale adeguato per occuparsi, con professionalità della questione, carenze strutturali del Comune che sono addebitabili a questa e ad altre amministrazioni del passato che non hanno costituito un apparato negli uffici pari a quello esistente, per esempio, negli uffici tecnici o in quelli per i servizi sociali.

I Giovani Democratici segnalano la situazione di via Scrofani, a Marina di Ragusa, via adiacente ad una struttura ricettiva all’aperto, un campeggio per tende e camper, intasata dal posteggio, forse abusivo, di camper che avrebbe limitato la pubblica fruizione da parte dei residenti.
Anche questa una segnalazione giusta ma occorre considerare che, forse, non era il solo disagio nelle vie di Marina di Ragusa, dove, comunque, le strade, sono totalmente intasata dalle auto dei residenti, spesso parcheggiate, su ambo i lati delle vie, per tutta la stagione estiva.
Indiscutibile la necessità di opportuni controlli da parte delle autorità preposte, ma si deve considerare il gran lavorio della Polizia Municipale e un certo dovere di ospitalità che non può imporre lo sgombro se non in presenza di situazioni di vera emergenza.
Quello dei parcheggi a Marina di Ragusa è un problema difficilmente risolvibile, se non con la chiusura del traffico ai non residenti, considerando anche che, ormai, ogni piccolo spazio, ogni posto macchina e ogni garage è trasformato in abitazione con una moltiplicazione esponenziale di persone residenti e di auto al seguito.
A questo punto, valida la segnalazione, ma servirebbe anche proporre correttivi coraggiosi e che riescano anche a non tenere conto di eventuali lamentele inevitabili, come appunto la chiusura del traffico all’interno dell’abitato di Marina, anche per i residenti che potrebbero solo raggiungere l’abitazione.
Solo così Marina tornerebbe vivibile.

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