L’anomala accoppiata Maurizio Tumino – renziani del PD ritorna sulla scena

di Cesare Pluchino
Dopo il sostegno al Movimento 5 Stelle per la elezione del Presidente del Consiglio, i soggetti in questione si ritrovano nell’ attacco all’amministrazione Piccitto

La tempistica, i comunicati precipitosi, inviati e annunciati che facevano trasparire un’unica regia, se non la stessa mano, malcelavano un piano prestabilito per riportare al livello di guardia le tensioni nei rapporti fra amministrazione e gruppo consiliare pentastellato.
Si era, forse, capito che la desistenza per l’approvazione del bilancio aveva apportato pochi vantaggi ai consiglieri andati in soccorso e, di contro, aveva rafforzato le file dei pentastellati, innegabilmente rinvigoriti dagli esiti per l’approvazione dello strumento finanziario.
Tanto rinvigoriti che lo stesso assessore Martorana, avrà avuto i suoi buoni motivi, ha pensato di disattendere le indicazioni del consiglio comunale, e segnatamente di due esponenti del Movimento 5 Stelle, senza darne preventivo conto, almeno a quelli del suo movimento che, ancora dopo qualche giorno, attendono spiegazioni in merito dal primo cittadino, come ha avuto modo di precisare il consigliere Agosta.
La città non è in buone mani: il sindaco Piccitto sembra incurante delle continue polemiche che vengono ordite nei suoi confronti e rimane affidato solo alle decisioni del suo fidato assessore Martorana che sembra le studi tutte per alimentare le fibrillazioni interne.

Il Presidente del Consiglio Comunale e i consiglieri più rappresentativi del Movimento 5 Stelle sono in vacanza, gli esponenti delle minoranze si trastullano con i soliti comunicati di sterile opposizione per l’incarico, per l’esperto e per i pali della luce o la rotatoria incolta, troviamo Il consigliere Gulino nelle grinfie di Maurizio Tumino che innesca il fuoco della tensione anche tramite i comunicati dei sodali D’Asta e Chiavola.
Sembra fantapolitica, ma lo scenario è reale ancorché da commedia americana.
Abbiamo sempre avuto una certa considerazione, come politico, di Maurizio Tumino, ma troviamo conferma ai dubbi che ci hanno fatto ricredere sulle sue capacità politiche, negli ultimi tempi.
La dissennata scelta di abbandonare Forza Italia per confluire in un anonimo piccolo e indecifrabile gruppetto politico produce i suoi effetti nefasti su colui che si riteneva potenziale candidato sindaco nella prossima tornata amministrativa.
La vicenda, legata al ridimensionamento dei fondi per il servizio di salvataggio a mare, è stata sollevata dai consiglieri PD D’Asta e Chiavola e da un inatteso comunicato del consigliere 5 Stelle Dario Gulino che si scaglia contro il sindaco e l’amministrazione per il mancato rispetto dell’Ordine del Giorno che impegnava l’amministrazione a destinare la somma di 100.000 euro per il servizio in questione: tutto appare come una montatura grossolana di artigiani della politica.
Scelte inopportune e fuori tempo dell’amministrazione, reazioni scomposte degli operatori della protezione civile, eccessive per un servizio di volontariato che offre solo un rimborso spese, atteggiamento troppo plateale del consigliere Gulino, in un momento di pausa dell’attività politica, inadatto per qualsiasi mossa di questo genere, pur considerando la sua inesperienza politica ma valutando che lo stesso, da settimane, è assente da Ragusa, impegnato come comandante di una imbarcazione a spasso per i mari italiani.

Dopo aver sollevato il caso, D’Asta e Chiavola tornano sulla questione con una considerazione politica sulla vicenda, mettendo in risalto la posizione di netto dissenso del consigliere Gulino.
Le pesanti dichiarazioni rilasciate dall’esponente pentastellato non depongono bene per il prosieguo dei rapporti fra amministrazione e gruppo consiliare 5 Stelle che, sulla carta, dovrebbe sostenere la giunta.
La situazione è definita confusionaria, come lo è il comunicato che si preoccupa come il sindaco, senza maggioranza certa, non possa concretizzare i suoi progetti: ma se il primo cittadino è giudicato incapace e inadeguato al ruolo, assieme ai suoi assessori, che cosa ce ne facciamo dei suoi progetti? Non è meglio che restino sulla carta?
A rigor di logica, se si sono contestati gli indirizzi sul cinema Marino, sulla piazza Libertà, e su altri progetti, è un bene che il primo cittadino non possa attuare i suoi programmi, tanto contestati.
Misteri della politica, che alimentano solo le considerazioni di fantapolitica che vogliono Piccitto e l’ex sindaco Dipasquale alleati sottotraccia.

Su questo scenario complicato, si inserisce il comunicato del gruppo di Maurizio Tumino, un capolavoro di avventata politica per la sua scarsa scelta di tempo e per l’enorme fuga in avanti che lo caratterizza, vanificandone le intenzioni.
La nota del gruppo di Tumino trae lo spunto dal disappunto del consigliere Gulino nei confronti del sindaco e delle scelte dell’amministrazione, per censurare l’operato della giunta a proposito del servizio di salvataggio a mare.
Decisioni che farebbero emergere un agire nebuloso e contraddittorio, messo in atto, secondo Gulino, forse, per favorire amici del cerchio magico pentastellato.
Scelte che decreterebbero il totale fallimento della stagione estiva e che inducono, addirittura, il gruppo di Tumino a considerare opportuno pensare al dopo Piccitto.
Dopo la recente autocandidatura dello stesso gruppo al governo della città, nel corso di una conferenza stampa, Tumino non resiste alla tentazione di dare inizio alla competizione elettorale, lasciando inebetiti per la leggerezza con la quale espone, sia pure non dichiaratamente, una sua possibile candidatura al rischio considerevole di essere bruciata per aver anticipato, e di molto, i tempi canonici della battaglia elettorale.
Un regalo alle altre opposizioni, ai diversi aspiranti al governo della città, ai quali non sembra vera tanta superficialità nell’agire politico.
E, per rinforzare la dose, appunto per pensare al dopo Piccitto, ecco l’invito per il consigliere Gulino a far prevalere, nella sua azione politica, l’interesse della città.
Si fa pesare a Gulino il fatto di essere stato tradito da colui che è stato aiutato per il successo elettorale, lo stesso che non ha mantenuto impegni e promesse.
Apprezzandone l’indipendenza di pensiero si auspica un suo abbandono del Movimento 5 Stelle, un gesto che viene considerato di dignità politica non più procrastinabile per chi ha a cuore le sorti della città e per chi ritiene che la politica debba essere innanzitutto servizio, uno spirito di libertà che verrebbe apprezzato dal gruppo di Tumino nell’ottica di fare buona politica.
Concordiamo con Tumino e il suo gruppo come la scommessa del futuro sia quella di coinvolgere gente svincolata da condizionamenti di parte, che metta al centro dell’agire politico e del suo interesse solo un alto senso civico, ma riteniamo del tutto esagerata la mossa tendente a cooptare il consigliere Gulino, considerando il suo peso politico non eccessivo e determinante nella prossima competizione amministrativa, specie se svincolato dal movimento di appartenenza.
La precipitosa e intempestiva mossa del gruppo di Tumino lascia perplessi perché si condivide poco la genesi e ancora meno il fine.

Da parte sua, il consigliere Gulino resta nelle posizioni di netto dissenso nei confronti del sindaco Piccitto; era stato preparato e annunciato un articolato comunicato stampa nel quale, alla retorica commovente sugli ideali traditi del Movimento 5 Stelle e al mea culpa per non essere riusciti ad imporre le logiche del Movimento, si procedeva alla decorazione della torta con un annuncio del passaggio nel gruppo misto del consiglio comunale.
Una torta magari gustosa e ben preparata ma che, al momento, pare, sia stata messa in frigo per consolidarsi.
D’altra parte è ancora estate, le torte sono preferibili fredde.

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