Ragusa: il Sindaco deve dare risposte

Dopo due anni abbondanti di mandato, è tempo ormai che la città abbia risposte e in tempo reale. La nostra non è una critica, lo scriviamo da convinti sostenitori del Sindaco Cassì che vorremmo vedere nella sua pienezza di Sindaco del cambiamento.
Troppi progetti attendono esiti da troppo tempo, troppa la burocrazia che attanaglia diverse opere he interessano la città e conto le quali non si leva, alta ma civile, la voce degli amministratori contro l’incapacità conclamata dei politici a livello regionale e nazionale.
Ci sono anche risposte di altro tipo attese dalla collettività, in ordine a vertenze o a questioni sollevate da dipendenti comunali o paracomunali che rivestono implicazioni di carattere sociale.

C’è in atto una protesta dei lavoratori cimiteriali arbitrariamente e indebitamente messi in cassa integrazione, anche secondo quanto dichiarato, in un comunicato ufficiale dall’assessore al ramo.
Se, come sostengono molti, non ci sono gli estremi per mettere in cassa integrazione i lavoratori, si deve intervenire subito, del resto non è la prima volta che ci siano delle problematiche con la cooperativa che gestisce questo e altri servizi per il Comune.
Ma non è solo questa la problematica sul tavolo, qualcuno ha sollevato anche quella dei lavoratori dell’idrico, vittime delle lungaggini burocratiche connesse al rinnovo dell’appalto, più di venti dipendenti, alcuni dei quali alle prese con la cassa integrazione che non arriva e dei quali nessuno si preoccupa.
Non manca l’attesa di risposte anche per quello riguarda gli uffici del Comune: non si sa ancora nulla di quel filone di indagini su dirigenti e funzionari di determinati uffici, per i quali arrivarono avvisi di garanzia che ebbero grande risalto sulla stampa e per i quali sarebbero state opportune idonee indagini interne.
Anche per la questione Comando Polizia Locale sono molti gli interrogativi rimasti sul tavolo, senza risposte.
Attualmente c’è sul tavolo del Sindaco un’altra gatta da pelare, sulla quale, dopo una nota dei sindacati, la città attende risposte dovute.
Una nota che, ad onta dell’autorevolezza delle firme, CISL, UIL , CGIL, UGL, CSA, Diccap, Diccap Silpul, è abbastanza deludente nei contenuti, soprattutto se rapportata alle dichiarazioni circolanti di diversi impiegati comunali che riferiscono di episodi gravi, avvenuti con testimoni e, secondo le voci circolanti, a conoscenza anche del primo cittadino, in qualche caso chiamato a intervenire.
Una nota, ripetiamo, deludente di fronte alle anticipazioni sul caso, che parla di comportamenti non idonei che si riscontrano da circa 17 anni: ma perché non si è sollevata prima una così grave questione?
Diffusa com’è la nota appare più una questione interna agli uffici, di mobbing, per il quale ci sono mezzi e modi adeguati per intervenire, si legge che i dipendenti si sentono frustrati e coglieranno la prima occasione per abbandonare il settore, ma circola anche la voce che trasferimenti, proposti, forse, per ritorsione, sarebbero stati bloccati dal primo cittadino, segnale che non tutti sono disposti a scappare dal settore.
Le negatività comportamentali peculiari, verso i dipendenti, che vengono passate in rassegna, si possono ascrivere, più facilmente, a episodi di mobbing, se ci sono altri e più gravi motivi di disagio devono venir fuori e subito, prima che la cosa decanti, come, per quanto scritto, è decantata da 17 anni a questa parte.
Non sappiamo se il Sindaco può intervenire con provvedimenti risolutivi, se ne ha le possibilità amministrative, quelle giuridiche sono di competenza delle autorità preposte, di certo dovrebbe dare risposte anche per spegnere il chiacchiericcio forte che domina in tutto il Comune e non si addice all’Istituzione.
Quello che fa rabbrividire è il silenzio assordante dei consiglieri comunali.

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