I dubbi sulle grandi opere

di Marco Ramius
La metropolitana di superficie risolverà i problemi di mobilità a Ragusa?

Autorevole la testata, altrettanto il giornalista, per non prendere in seria considerazione l’articolo di livesicilia.it, a firma di Accursio Sabella, che fa un bilancio dell’’esperimento’ tram a Palermo.
Un mezzo fallimento, un’opera faraonica che non sta in piedi da sola e mostra dei conti non certo esaltanti.
Un’opera che ha comportato gli inevitabili cantieri che provocano disastri nella vivibilità e nell’economia commerciale delle città, un’opera che esula dalla mentalità media del cittadino palermitano, culturalmente e fisiologicamente impreparato all’uso del mezzo pubblico.
L’autore dell’articolo si chiede se ai siciliani interessano le grandi opere per lo spostamento e se sia il caso di spendere somme elevate per progetti che, in ogni caso, si completano dopo anni e hanno costi di gestione elevati.
Si solleva il legittimo dubbio se servano alla Sicilia opere che rischiano di apparire obsolete già al primo vagito, previsto per chissà quando.
Spesso si parla di finanziamenti europei da non perdere, ma si disse così, anche a Ragusa, quando si decise di costruire il parcheggio in piazza del Popolo: erano soldi che, se non utilizzati, si sarebbero persi, dirottati altrove, ma approfittarne ha significato il declino del quartiere, che fu bloccato commercialmente per anni, con il risultato di una struttura utilizzabile solo per metà per esaurimento delle somme necessarie, non completata esternamente, quasi del tutto inutilizzata, ancora di più quando sarà trasferito il vicino ospedale.
Ancora nel 2016, a Ragusa, risulta inutilizzato il mezzo pubblico, del tutto inadeguato per una mobilità decente all’interno della cinta urbana, ma non si deve pensare che la gente lascerebbe l’auto a casa in presenza di un servizio efficiente e diffuso.
Anche da noi si tratta di una mentalità che rifiuta l’uso del mezzo pubblico, come si rifiutano le linee blu e i parcheggi a pagamento.
A Ragusa abbiamo tre parcheggi fondamentalmente sempre vuoti, a Marina il Comune ha chiesto ospitalità al porto turistico per 100 posti. Si parla di mobilità ma non si completa l’allargamento della strada per Marina di Ragusa che, in estate, è coperta, quasi in tutti gli orari, da un doppio serpentone di auto che vanno a passo d’uomo, intorno ai 30 Km/h di media.
Si parla di metropolitana di superficie, per sfruttare un percorso che da Ibla possa portare a Donnafugata in tempi brevi, ma non si può spacciare per mobilità interna cittadina: con il binario unico sarà impossibile godere di più passaggi in tempi ragionevolmente accettabili.
Oggi è un problema raggiungere la zona industriale o l’ospedale di Ibla, primariamente perché è un’impresa conoscere gli orari, non pubblicizzati dall’azienda che si occupa del trasporto ma nemmeno dall’assessorato competente, ma non ci sono collegamenti efficaci nemmeno per gli studenti delle scuole primarie e secondarie.
Legittimo, quindi, riflettere sull’opportunità di investimenti notevoli che potrebbero non avere ritorni significativi, più promettente la costituzione di una municipalizzata per il trasporto urbano che, con opportune disincentivazioni per l’uso della vettura privata, possa contribuire a rendere più vivibile il centro abitato, esageratamente popolato da troppe autovetture, e possa contribuire a creare collegamenti funzionali ed efficaci con Marina, Punta Braccetto, Donnafugata e San Giacomo.
Le grandi opera sono tali quando servono e sono adeguatamente utilizzate.

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