La situazione è chiara, anche se molti non ne hanno una percezione completa: il Sindaco e la Giunta sono al timone di una barca che non trova mare mosso né, guardando indietro, vede avversari degni di questo nome.
Non solo non c’è opposizione all’interno del Consiglio Comunale, in grado non di impensierire ma almeno di dare fastidio al pari di una mosca, ma si è quasi arrivati al giro di boa senza che serviranno manovre particolari. In più, cadranno dal cielo, tutta una serie di somme per opere pubbliche che, vuoi o non vuoi, potranno modificare il volto della città, la nuova pista ciclabile, il nuovo lungomare, il parcheggio a Marina, il campo di rugby le opere al Castello di Donnafugata che assieme ai grandi progetti del Sindaco potranno costituire un corposo dossier di credenziali assai utili per un rinnovo del mandato.
Certo, parcheggio di Ibla, scalo merci, metroferrovia, teatro Marino, scuola dello sport, vallate e latomie, difficilmente vedranno la luce in fondo al tunnel prima dei 5 anni, ma solo l’avvio di qualcuna di queste opere servirà da traino per l’immagine generale.
I problemi di Cassì, e dei suoi assessori degni di questo nome, saranno solo interni, occorrerà trovare nuova linfa per un vero progetto culturale e per un efficace programma di sviluppo economico, servirà un urbanista per una visione moderna futuribile della città, occorrerà ottimizzare una maggioranza dove molti elementi sono buoni solo per premere il tasto del Si’ o del NO in consiglio, servirà mescolare le carte fra le diverse formazioni politiche della città per ottimizzare il consenso.
Cassì mostra di saperci fare, anche se non tutte le sue strategie sono condivisibili, il ruolo dei consiglieri occulti è fondamentale, ancorché sottovalutato e ignorato dalla massa e all’interno della stessa giunta, una buona dose di egocentrismo lo mette in condizione di governare agevolmente la barca.
Il fisiologico calo di consenso, dopo quello aumentato del post elezione, non preoccupa, come nel caso del suo predecessore Piccitto, potranno essere solo fattori esterni a decretarne il declino.
In questo scenario, il consiglio comunale assume la rappresentazione plastica di questo stato di cose, dove Cassì gestisce tutto a suo piacimento, senza essere infastidito nemmeno da spruzzi occasionali.
La seduta di ieri, martedì 27 ottobre ha rilasciato il solito quadro desolante di un civico consesso che, se non ci fosse, non risalterebbe nemmeno all’occhio dell’opinione pubblica.
Una seduta che, nelle attuali condizioni di emergenza, doveva e poteva essere convocata in videoconferenza, a tutela della salute di consiglieri, amministratori, addetti ai lavori e pubblico intervenuto, una seduta avviata con enorme ritardo, per i motivi che andremo a toccare appresso, con il servizio dello streaming e della diretta televisiva, peraltro follemente collegati, in totale debacle, con questioni importanti sul tavolo, cimiteriali, apertura dei cimiteri, crisi e fallimento del sistema sanitario cittadino, effetti del nuovo DPCM, ritardi della regione, e argomenti all’ordine del giorno che potevano essere gli ingredienti di una seduta da ricordare per i suoi contenuti.
Invece, il nulla più assoluto.
A iniziare dalla trattazione del punto più importante all’ordine del giorno, l’approvazione dello Schema di Massima della Revisione del Piano Regolatore Generale (PRG) e del Regolamento edilizio Comunale (REC), per il quale la maggioranza era stata catechizzata per una presenza indispensabile ma con il risultato che, in chiusura di seduta, il numero legale è stato garantito solo dalla presenza delle minoranze.
Nulla di compromesso, in ogni caso, dal momento che in terzo appello, con il nuovo regolamento, bastano dieci della maggioranza per approvare gli atti che interessano, ma il segnale politico, ancora una volta, è stato inviato, inequivocabile delle tensioni e delle fibrillazioni interne di una maggioranza che tiene ‘avec la salive’.
Maggioranza che non c’è neanche all’orario di convocazione, tutti hanno impegni sempre in occasione delle pochissime sedute di consiglio. Ma, allora, perché si sono candidati?
Mancanza dei consiglieri il motivo del ritardo della seduta, anche la presenza dei lavoratori del servizio cimiteriale ha contribuito a dilatare i tempi, ma soprattutto una strana convocazione dei capigruppo nella stanza del segretario generale.
Non ci permetteremmo di entrare nel merito dei contenuti dell’incontro se gli stessi non fossero stati tempestivamente comunicati, in tempo reale, dagli stessi convocati e se, fino a stamattina, anche i lavoratori del servizio cimiteriale presenti a palazzo dell’Aquila, hanno parlato e hanno commentato sui contenuti di questo incontro.
Una riunione che poteva e doveva restare riservata, anche per la delicatezza dell’argomento trattato, diventata pasto per la cronaca e il ‘curtugghiu’, argomento del quale non ci occupiamo, non solo per le possibili implicazioni di carattere giudiziario, dei quali, in generale, questo giornale non si occupa per libera scelta, in nessun caso, ma anche perché trattasi di una vertenza per mobbing fra personale del comune e un dirigente che, in assenza di altri elementi provati, dovrebbe restare questione interna agli uffici.
Non sappiamo cosa abbia detto il segretario generale ai capigruppo, possiamo anche condividere, secondo quanto trapelato dagli stessi partecipanti, il consiglio di evitare processi di piazza e trattazione della lettera dei sindacati sul caso specifico, ma non è certo un belvedere il tentativo, riuscitissimo, di limitare la libertà di espressione di consiglieri comunali, qualcuno dei quali, peraltro, aveva anticipato l’intenzione di intervenire.
Alla luce di quanto accaduto, a molti è sembrato strano che anche lo streaming e la diretta abbiano cominciato a funzionare dopo lo spazio riservato alle comunicazioni di inizio seduta, sbloccandosi addirittura non per la trattazione degli ordini del giorno ma, addirittura, prima, in coincidenza con l’intervento del Sindaco. Strane coincidenze !
Comunicazioni dei consiglieri comunali incentrate sul caso dei lavoratori cimiteriali indebitamente messi in cassa integrazione, Mario D’Asta e Mario Chiavola per il PD, Sergio Firrincieli per il Movimento 5 Stelle e Giorgio Mirabella, delle minoranze, hanno preso atto delle prime dichiarazioni dell’assessore Iacono e del sopravvenuto parere dell’avvocatura, esortando l’amministrazione ad agire consequenzialmente, significativa anche la ferma presa di posizione a favore dei lavoratori da parte del consigliere di maggioranza Giovanni Mezzasalma.
Accanto ai lavoratori, era presente il segretario di categoria CISL, Salvatore Scannavino, che ha interloquito, positivamente, con l’assessore Iacono, durante una pausa dei lavori consiliari, convenendo che la vertenza deve seguire, a questo punto, l’iter burocratico ed eventualmente giudiziario di merito.
Il caso è seguito anche dalla politica locale, erano presenti anche, come esponenti di Territorio, gli ex consiglieri comunali Elisa Marino e Angelo La Porta.
In replica, e in risposta alle comunicazioni, sono intervenuti il Sindaco, che si è soffermato sulla questione degli accessi ai cimiteri per la ricorrenza dei morti, sottolineando come si è cercato di operare al meglio, tenendo conto delle esigenze di carattere sanitario e della inevitabile presenza dei cittadini che, in ogni caso, non vogliono rinunciare alla visita di rito ai cari defunti, visita, peraltro, che non può essere impedita da ordinanze, se non in casi eccezionali.
L’assessore Iacono ha ribadito la posizione del Comune in favore dei lavoratori cimiteriali per la vertenza in corso, preannunciando che, dopo i pareri dell’avvocatura, saranno perseguite tutte le strade utili a far rispettare il contratto relativo con la ditta interessata.
Il più atteso, l’intervento dell’assessore Rabito che ha riferito della delicata situazione negli ospedali di Ragusa, in piena emergenza, confermando che è in allestimento un reparto covid al Giovanni Paolo II, esigenza determinata dalla carenza di personale di rianimazione da destinare al Maria Paternò Arezzo e dal crescente numero di ricoveri, in atto e prevedibili.
Il dott. Rabito si è limitato ad esporre la situazione, astenendosi, come è suo stile, da ogni valutazione e ogni commento, ma di fatto, è stato decretato il totale fallimento della strategia per il covid hospital al Maria Paternò Arezzo, voluta dall’assessore Razza e tentata dai vertici locali dell’Asp, materia sulla quale i consiglieri comunali avrebbero potuto e dovuto intervenire con decisione.
Esitati, appresso, con l’approvazione, i punti all’Ordine del Giorno riguardanti l’adeguamento oneri concessori per l’anno 2021 e l’affidamento in concessione del servizio di gestione, accertamento e riscossione ordinaria e coattiva dell’Imposta comunale sulla pubblicità (ICP), dei diritti sulle pubbliche affissioni (DPA), dell’imposta di soggiorno e, con decorrenza 1° gennaio 2021, dell’istituendo canone unico patrimoniale.
Quindi, il rinvio della seduta.
In definitiva, e in sintesi ella seduta, latitanza assoluta della politica sui temi emergenti della città: l’emergenza sanitaria viene vissuta come episodio che non ci riguarda, le chiusure obbligate e le misure di ristoro derivanti dal DPCM non sono argomento da trattare, addirittura si assiste indifferenti all’intervento dell’assessore Licitra che parla di possibile erogazione degli aiuti della prima fase per metà novembre, questione dei cimiteriali affrontata più per vicinanza ai lavoratori che non per le questioni attinenti le criticità delle stesura di contratti e appalti che, puntualmente, fanno emergere difficoltà di gestione dei servizi, questioni recenti del comando di polizia municipale e di rapporti con il personale sembrano dimenticate o si ubbidisce all’invito di non parlarne, le sedute di commissione sono scomparse, di quelle poche che si convocano non c’è lo streaming, ignorato dai presidenti, anche per la seduta del giorno streaming e diretta nel pallone, ma nessuno si preoccupa di chiedere in che mani siamo, dal dirigente che se occupa, passando per il padrone di casa, il Presidente del Consiglio, e arrivando ai funzionari e ai tecnici che dovrebbero garantire il servizio.
Ieri, nemmeno 9 lavoratori dei servizi cimiteriali hanno potuto assistere alla seduta, per questioni di distanziamento, si sono dovuti distribuire fra aula e anticamera dell’aula, ma nessuno ha ritenuto opportuno rilevare la grave limitazione per il pubblico.
Dimenticate del tutto la Ragusa Catania, l’autostrada, la quarta vasca della discarica, la società di scopo, dimenticate del tutto le interrogazioni lasciate lungo il cammino, utilizzo della tassa di soggiorno, resoconto della partecipazione alle fiere del turismo, nessuno si preoccupa di convocare l’Osservatorio della Tassa di Soggiorno, il cui compito è quello di verificare come si sono spesi i soldi, nessuno pensa a chiedere cosa si sta facendo per sfruttare l’opportunità della continuità territoriale aerea di recente istituzione.
Tante iniziative encomiabili tralasciate anche dalla stessa maggioranza, cimitero dei bambini mai nati, cimitero per i cani, iniziative per il randagismo, problemi della didattica a distanza, trasporto locale, per parlare di problemi attualissimi.
Si comincia a riflettere sull’inutilità del civico consesso, per l’uso che se ne fa.
