di Marco Ramius
Nessuno ammette errori e scelte inadeguate, da Roma a Modica
Sarà la forte pressione mediatica che consiglia di non ammettere mai i propri errori, di certo la situazione al riguardo è trascesa perché non solo non si ammettono errori, ma si trovano sempre le giustificazioni adatte.
Avevamo avuto percezioni di questo nuovo approccio della politica con i grillini di Ragusa che anche di fronte alle evidenze più sfacciate non ammettono rilievi e critiche fondate, ma trovano sempre argomentazioni non solo per giustificare il proprio operato ma, soprattutto, per acclararne la validità.
È capitato, per esempio, nei giorni scorsi, che un assessore della Giunta Piccitto, nel corso di una informale discussione, non accettasse il rilievo che nella classifica del Sole24ore sulla vivibilità dei capoluoghi italiani, Ragusa era sì la prima delle città siciliane, ma perdeva, comunque, tre posizioni in classifica, dopo averne perso, lo ha ricordato lo stesso assessore, altre tre nel 2014.
Si badi bene che il rilievo non voleva essere esclusivamente critico ma eccepiva solo la inadeguatezza della comunicazione che si rilevava inesistente sulle materie in oggetto, come anche per le inchieste di giornali nazionali, anche vicini ai 5 Stelle.
Era così che a rilievi costruttivi su determinati argomenti, che auspicavano interventi decisi, non solo di comunicazione ma di conseguenti azioni concrete, la risposta era che era massimo l’impegno sulla mobilità, sui rifiuti, sull’urbanistica, sul turismo, tale da non voler accogliere ulteriori suggerimenti o critiche costruttive, perché se si voleva di più occorreva eleggere altri !!!
I fatti recenti di Roma ci convincono che trattasi di strategia studiata a tavolino: non si deve dare mai ragione all’interlocutore, caschi il mondo.
Il capo della segreteria del sindaco di Roma Virginia Raggi, intervistato dal Corriere della Sera e dal Messaggero, come riporta l’HuffingtonPost, http://www.huffingtonpost.it/2016/09/03/virginia-raggi-salvatore-romeo_n_11844414.html , minimizza il caos sulle delibere per lo staff del Sindaco.
Dice, candidamente, che si tratta di un motore che deve andare a regime, arriva ad affermare: “Ci sono stati degli errori formali dovuti magari alla necessità di fare in fretta, che era agosto, fa caldo…”.
Forse un malcelato invito a chiudere i Comuni nella stagione estiva, per l’afa e la canicola, roba che, se confermata, dovrebbe indurre i cinque stelle a dare il benservito al capo della segreteria per l’assurdità delle affermazioni.
Ma i cinque stelle pare che i soggetti particolari se li vadano a cercare, vuoi per i carichi pendenti, arrivati o in arrivo, vuoi per le precedenti frequentazioni con i politici e i faccendieri romani.
L’ultima grana, per il sindaco di Roma, la fornisce il nuovo assessore al bilancio del Comune di Roma, Raffaele de Dominicis, che la Raggi definisce “una persona di primo rilievo, una persona che ha dimostrato di essere un vero servitore dello stato”
Un magistrato della Corte dei Conti che dovrebbe avere come credo la riservatezza ma che, invece, non ancora insediato, cede alle lusinghe della ribalta mediatica e rilascia interviste come un divo di Hollywood.
Raffaele De Dominicis racconta, al Corriere della Sera, come è arrivata la sua nomina: “Un amico, l’avvocato Sammarco, mi ha chiesto la disponibilità e io ho ritenuto di dovermi mettere a disposizione”.
Il contatto tra il sindaco di Roma e l’assessore è dunque Pieremilio Sammarco, titolare di uno studio di Diritto amministrativo, che era presente anche all’insediamento di Virginia Raggi in Campidoglio. Il fratello Alessandro, penalista, ha difeso in importanti processi Cesare Previti, presso il cui studio Virginia Raggi ha svolto il praticantato da avvocato.
Intuibili le polemiche sollevate dagli oppositori politici, mentre ancora, inspiegabilmente, la base pentastellata assiste impotente a questo carosello di gente che tutto può essere fuorché grillina a 5 Stelle.
Ma non occorre passare lo stretto per trovare politici che difendono errori e strafalcioni delle amministrazioni, non occorre nemmeno trovare l’inesperienza e l’inadeguatezza dei cinque stelle, anche sul nostro territorio troviamo materia per sorridere
Nella vicina Modica si è scoperto, che, forse da tempo, una marca apposta sulle carte di identità della città della Contea, riporta la dicitura ‘carta di idendità’.
Strafalcione evidenziato da qualche personaggio politico in vena di punzecchiare il primo cittadino come capro espiatorio di una piccola situazione imbarazzante per la città, ma certo non gravissima, una ‘perla’ che nessuno, pare dal 2002, dai vertici comunali all’ultimo impiegato, per passare dai tanti cittadini titolari di documento di identità comunale, è riuscito mai a rilevare. E dire che persone di ‘cultura’ a Modica non ne mancano.
Una questione che, ci si aspettava, il Comune risolvesse con un comunicato che annunciasse il ritiro delle marche incriminate, possibilmente con la disponibilità a rinnovare gratuitamente il documento per quanti non avessero potuto sopportare di tenere in tasca un refuso di quel genere.
Lascia, invece di stucco, la reazione del sindaco di Modica che minimizza la questione che sarebbe solo ‘un millimetro di errore’, un errore che si perpetua dal 2002, quando fu stampata la nuova matrice, quindi addebitabile ad altri amministratori.
Complimenti per l’occhio di falco che ha trovato l’errore, complimenti per gli avversari politici che vogliono sparare a zero sull’amministrazione, solo sarcasmo per l’estensore di un articolo che avrebbe sollevato il caso, un anonimo cacciatore di scoop estivi.
Addirittura il consiglio, per i modicani, di conservare la marca da bollo che potrebbe diventare da collezione, come il Gronchi rosa o le 500 lire d’argento con le bandiere delle Caravelle al contrario.
Questo è quello chi ci offre oggi la politica, questi sono i sindaci che abbiamo.
Ma i modicani non debbono disperare, perché, come si può rilevare dalla foto, a Milano esiste uno stampato dove viene richiesta la firma del defunto.
