L’amministrazione comunale di Ragusa risponde all’ennesimo attacco sulla questione royalties

di redazione
Forse, ormai imbarazzante, per l’assessore Martorana, replicare ai renziani del consiglio comunale, questa volta una risposta corale della giunta

Anche in una nota sulle dimissioni del consigliere Dipasquale, del Movimento 5 Stelle, i democratici D’Asta e Chiavola non hanno voluto evitare di attaccare l’amministrazione Piccitto, con un preciso riferimento all’utilizzo delle royalties.
Questo il passaggio della nota dei due renziani del consiglio comunale di Ragusa sulla questione tanto criticata:
“Non solo il grillino Dipasquale ha abbandonato l’esperienza di consigliere comunale, ma lo ha fatto in aperta rottura con i vertici del suo movimento che gestiscono l’ente di palazzo dell’Aquila, parlando di errori che sono stati commessi, gli errori che, da tempo, sottolineiamo anche noi dall’opposizione dopo avere constatato che l’unica preoccupazione del sindaco e della sua Giunta è quella di tartassare i ragusani, noncurante del drenaggio finanziario che arriva nelle casse comunali grazie alle royalties, spalmate nei vari capitoli di bilancio come se nulla fosse, creando scompensi non di poco conto ai danni delle tasche dei cittadini.”
Non tarda ad arrivare una nota di replica, questa volta non diramata dall’assessore competente, Stefano Martorana, evidentemente ormai imbarazzato nel rintuzzare accuse e critiche dei due consiglieri.
Il comunicato è dell’amministrazione, anche se non è difficile notare la stessa impronta nello stile della replica; questo il testo integrale della replica:
“Se prima nutrivamo dubbi sul quadro clinico del Pd, affetto da patologia autoassolutoria diffusa, aggravata da smemoratezza collettiva, ora, leggendo le dichiarazioni dei consiglieri D’Asta e Chiavola, abbiamo la certezza che la situazione è ancora più complessa.
A parte termini quali “patema d’animo”, che ci impongono di invitarli immediatamente a rilassarsi un po’, preoccupa soprattutto la continua ed evidente contraddizione nel trattare, a distanza di pochi mesi o settimane, le medesime problematiche.
E’ il caso della solita, ennesima, questione royalties. Il refrain, è il solito: secondo i due consiglieri l’unico obiettivo dell’Amministrazione è quello di “tartassare i ragusani, noncurante del drenaggio finanziario che arriva nelle casse comunali grazie alle royalties, spalmate nei vari capitoli di bilancio come se nulla fosse, creando scompensi non di poco conto ai danni delle tasche dei cittadini”.
Ed una premessa: quando nel 2014 l’Amministrazione Comunale non aveva introdotto la Tasi, gli stessi che oggi si lamentano, avevano rivolto ampie critiche nei confronti di questa scelta. Poi è arrivato il momento del drastico taglio ai trasferimenti degli enti locali da parte di Stato e Regione, nonché, come nel caso delle bollette idriche, la scelta, sempre dello Stato, di imporre la copertura dei costi a totale carico dei cittadini. Mosse, come abbiamo avuto modo di ribadire più volte, da Robin Hood al contrario. 
Tornando alla questione royalties, una volta per tutte, è bene fare chiarezza in questo senso, con un esempio. Quale padre di famiglia potrebbe mai accettare il fatto di prelevare i risparmi accumulati dal proprio figlio per iscriversi all’Università, magari frutto di qualche piccolo impegno estivo, per coprire le spese essenziali della propria famiglia, quali magari l’affitto, o le bollette, o la spesa mensile di famiglia per i generi alimentari? L’Amministrazione Comunale ha fatto proprio il contrario, ovvero ha evitato di coprire i costi per le spese obbligatorie con introiti straordinari quali le royalties.
Ed ora, secondo i consiglieri comunali del Pd, peraltro in totale contrasto con la linea seguita da qualche esponente democratico a livello regionale, dovremmo fare l’esatto contrario.
Proprio come se il padre di famiglia del precedente esempio, sottraesse i risparmi per l’università al proprio figlio.
Non commentiamo gli altri rilievi che vengono mossi al Movimento 5 Stelle, ed alla maggioranza, perché riteniamo che, una volta per tutte, sia prioritario per i democratici ritagliarsi un momento per stabilire una linea unanime di pensiero, evitando così cattive figure.
Capiamo lo spirito di solidarietà nell’occuparsi dei problemi degli altri, ma forse sarebbe meglio, magari con un congresso, occuparsi prima dei propri, almeno per parlare con una sola voce.
Sulle dichiarazioni del consigliere comunale del Movimento Civico Ibleo, Gianluca Morando, come direbbero gli scettici, in assenza di ulteriori informazioni sul gruppo stesso e sulla sua attuale collocazione politica, preferiamo astenerci da qualsiasi commento o giudizio”.

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