di Cesare Pluchino
Unità d’intenti nello sfregio al Movimento 5 Stelle e all’amministrazione Piccitto, ma subito si cerca di affermare le rispettive identità con una serie di comunicati diversi
Senza dubbio significativa la battuta d’arresto della maggioranza consiliare di Palazzo dell’Aquila, battuta, per la prima volta, dalle opposizioni unite.
Tre ordini del giorno, sulla riduzione della pressione fiscale, unificati, in maniera rocambolesca e sottoscritti dai 14 consiglieri che costituiscono la schiera delle opposizioni alla giunta Piccitto.
Un’unione che, ove fosse destinata a durare e a sfornare atti a favore della città, determinerebbe la fine, teorica se non addirittura pratica, della giunta pentastellata al Comune di Ragusa.
Una alleanza, sia pure temporanea, fino alla fine del mandato di Piccitto, che non mostra certo i requisiti di solidità occorrenti, troppi aspiranti alla candidatura di sindaco della città, troppe idee diverse impossibili per fare sintesi, troppe ambizioni sparse per guardare al futuro con serenità.
In ogni caso, una unione che già dopo dodici ore dalla prima fortunata esibizione, mostra i suoi limiti per la smania di evidenziare le singole identità.
Si doveva uscire con un nuovo marchio, del tipo ‘Opposizioni associate’ oppure ‘Opposizioni e partners’ , invece siamo qui a leggere, finora, 4 comunicati che su 14 consiglieri sono anche troppi per fare festa.
Il più veloce è stato il gruppo di Maurizio Tumino, all’interno del gruppo misto, che ha esaltato la capacità di fare sintesi per un documento a favore della città, riassunto di quelli presentati per attenzione al disagio sociale generato dall’imposizione di nuove tasse.
A seguire Sonia Migliore e Manuela Nicita che hanno badato ad esaltare la batosta per il Movimento 5 Stelle, ricordando, anche eccessivamente, l’iniziativa della raccolta delle firme per la riduzione delle tasse portata avanti con il Laboratorio Politico 2.0, iniziativa, in verità, di non grandissima eco in città.
Iniziativa ricordata unitamente ad un atto di indirizzo bocciato dalla maggioranza e all’ordine del giorno che è stato unificato a quello di Tumino e a quello di D’Asta sulla stessa materia.
Polemiche in risposta alla questione del gettone di presenza e alle sedute rinviate per mancanza del numero legale, argomenti che hanno sconvolto le menti dei componenti le opposizioni, per opposte motivazioni, perché fra le opposizioni ci sono elementi che nemmeno considerano gettoni di presenza e permessi di lavoro, e si sentono ingiustamente coinvolti, accanto a elementi che vivono sullo studio del calendario per ottimizzare ricavi, orari delle sedute di commissione e permessi di lavoro.
L’eterna discussione su chi deve assicurare il numero legale lascia il tempo che trova, piuttosto sono ora le opposizioni a doversi preoccupare di rinsaldare le fila.
In ogni caso, uno scarica barile che, come tanti altri atteggiamenti all’interno del Consiglio Comunale, ha finito di stancare la città e rende auspicabile un corposo ricambio nella compagine del civico consesso.
Non potevano mancare i consiglieri renziani del Partito Democratico, ormai veri professionisti del comunicato stampa, che, si deve dire per onestà intellettuale, non hanno fatto cenno al loro Ordine del Giorno.
Si sono limitati a giudicare una farsa le mosse e le strategie dei cinque stelle, parlando della unica grande verità, la paralisi dell’attività consiliare per le beghe interne del gruppo.
Di certo, le opposizioni non possono negare i numerosi abbandoni dell’aula per far mancare il numero legale, ma è anche vero che questo deve essere mantenuto dalla maggioranza, se ha interesse a lavorare per la città ed è consapevole del ruolo che deve assolvere.
Il Movimento Città ha un approccio meno personalistico con le vicende che affliggono il Movimento 5 Stelle e ne traccia un parallelo con le vicende romane che hanno attirato, oltremodo, i riflettori della cronaca e del commento politico.
Un comunicato che ripercorre le filippiche pronunciate in aula, nel tempo, dal proprio rappresentante in Consiglio Comunale, che mette in rilievo il programma e le promesse elettorali disattesi, uniti alla eccezionale pressione fiscale, che ha caratterizzato l’amministrazione a marchio non 5 Stelle ma Piccitto – Martorana, assieme ad un utilizzo disinvolto delle royalties.
Anche il Movimento Città restituisce al mittente le accuse per la mancanza del numero legale e stigmatizza la disinvoltura di alcuni consiglieri che non considerano nella giusta maniera l’importanza del ruolo.
Un richiamo alle critiche interne del Movimento, dai dissidenti ai consiglieri che a vario titolo si scagliano contro il sindaco Piccitto, conclude la nota che vuole mettere in rilievo le incapacità del truppone pentastellato.
La ideale cornice all’impresa della serata sarebbe stato un comunicato unitario che doveva mettere in rilievo il grosso scivolone della maggioranza, risultata inesistente per il conclamato menefreghismo di alcuni consiglieri e mascherata opportunamente da protesta, tramite abbandono dell’aula.
Particolare che molti delle opposizioni non hanno colto appieno e non hanno saputo trasferire all’opinione pubblica, tempestivamente, invece, informata dal comunicato del gruppo consiliare 5 stelle, meglio sarebbe dire dei consiglieri pensanti della ‘santissima trinità’, Agosta, Stevanato e Tringali.
I comunicati delle opposizioni solo propaganda politica per un atto che vale solo per la prima vittoria formale delle minoranze.
Per il resto solo apparenza e miraggi, perché le opposizioni, consapevoli dell’occasione, dovevano rendere più concreto e corposo il documento.
Si parla genericamente di misure di spending review, non si indicano consistenza dei tagli e loro destinazione, lasciando ampi poteri di scelta all’amministrazione che già potrebbe disattendere gli impegni assegnati.
Ancora più lacunosa la riduzione delle tasse locali, per le quali si sarebbero potuti indicare chiare percentuali e identificazione dei tributi da alleggerire, con precise agevolazioni per utenze disagiate.
Misure che, se va bene, verranno adottate nel bilancio 2017, l’ultimo della gestione Piccitto, che potrebbero, altresì tornare utili all’amministrazione attuale per la campagna elettorale, e vai a dire poi agli elettori che un alleggerimento finale della pressione fiscale deriva dall’ordine del giorno del colpo di mano delle opposizioni, di venti mesi prima.
Se è il primo vagito di opposizioni unite, considerata la situazione del gruppo dei cinque stelle, si può parlare di una promettente stagione politica per la città. Se si tratta, invece, di una sveltina serale di fine estate il bene comune e gli interessi della città possono ancora aspettare.
