Incontro pubblico organizzato dal gruppo facebook ‘Abbattiamo il Mostro’

di redazione
Si cerca di trovare sostegno all’idea di demolire il palazzo INA di piazza San Giovanni

Gli stessi promotori del gruppo facebook non si aspettavano tante adesioni in così poco tempo: dall’inizio del mese di agosto, oltre tremila le persone che fanno parte del gruppo, ancorchè un numero non meglio precisabile, come avviene spesso sul social, come è capitato anche a chi scrive, si è trovato iscritto senza sapere nemmeno di cosa si trattasse.
Innegabile, però, la partecipazione di un gran numero di ragusani, anche residenti fuori città, da anni, per lavoro, che non ci pensano due volte a chiedere la demolizione del ‘mostro’.
Da subito si è sentita l’esigenza di condividere, di presenza, la finalità del gruppo e concordare le mosse per andare avanti in un progetto nel quale molti credono.
La tendenza comune è quella di eliminare il palazzo, pochissimi sono per la ricostruzione di un immobile che richiami quello di una volta, insistente sulla piazza, molti auspicano la realizzazione di uno spazio aperto, con verde, per dare un nuovo volto alla piazza e valorizzare la Cattedrale e il suo sagrato.
Naturalmente le posizioni sono diverse, c’è anche chi, addirittura, sogna l’abbattimento del palazzo del Banco di Sicilia, altro obbrobrio urbanistico della politica democristiana anni ’60, qualcuno, timidamente, mette in guardia da posizioni avventate che, al momento, non sembrano tenere conto dei costi, della reale possibilità, per l’ente comunale di disfarsi di un immobile comunque importante, fra l’altro, di recente, ‘riempito’ con alcuni uffici distaccati del tribunale, con relative non indifferenti spese di riadattamento.
Per altri, la preoccupazione è quella di aprire un altro cantiere, dopo quelli di via Roma e del parcheggio di piazza Poste, che, nelle more del completamento dei lavori, potrebbe decretare la definitiva ‘morte’ del tessuto commerciale della zona.
I promotori, autopromossi amministratori del gruppo facebook, non sembrano preoccuparsi di qualche opinione contraria e marciano spediti verso l’obiettivo prefissato.
Per giovedì 29 settembre è stato fissato un incontro aperto al pubblico, presso la Sala Avis; autonomamente i promotori hanno deciso di chiamare a relazionare sulla materia l’on. Giorgio Chessari che parlerà su “Palazzo Ina, una storia lunga 50 anni”, e l’arch. Colosi, già Dirigente dell’Urbanistica del Comune, che illustrerà alcune iniziative progettuali che volevano alleggerire il prospetto del ‘mostro’.
Si parlerà anche, a cura di uno dei promotori, di identità della città e dei cittadini e della necessità di una riqualificazione sociale del quartiere, intendendo lo spazio urbano che va da piazza Cappuccini alla Rotonda di via Roma.
In un’anteprima rilasciata alla carta stampata, l’on.le Giorgio Chessari ha richiamato il clima nel quale fu autorizzata la costruzione del palazzo, contro il parere contrario della Soprintendenza e in netto contrasto con le normative vigenti, senza però nominare, da politico vissuto, i sindaci e gli amministratori che permisero lo scempio e le irregolarità per tirarlo su.
Un po’ come per i fondi residui della Legge su Ibla che non si trovano, dei quali tutti, ormai conoscono buona parte della destinazione, guardandosi bene, però, dal fare trasparenza sui fatti o meglio sui misfatti
Motivo per cui la scelta dei due relatori, uomini a vario titolo e in varie epoche ‘del Comune’, non è sembrata, a molti, appropriata.
Per il resto, al di là della inevitabile ‘filosofia da salotto’ di cui molti faranno sfoggio, c’è da verificare la compatibilità economica e amministrativa del progetto di demolizione, per rendere operative gli obiettivi che sembrano di non pochi cittadini.
Non si pensi, però, e non si sostenga che l’abbattimento del mostro possa contribuire a lenire le problematiche sociali, economiche e di degrado del centro storico e della piazza in particolare, affondando le stesse in origini di tipo assai diverso che nulla hanno a che fare con lo scempio urbanistico perpetrato nei decenni passati.

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