Una nota degli esponenti della Lega di Sicilia per rivolgere un appello al Presidente della Regione per intensificare i controlli di sicurezza sanitaria:
“Il fatto che la Sicilia sia diventata zona gialla è sicuramente una cosa che ci soddisfa e pone le condizioni per far ripartire interi settori economici.
Le indicazioni del comitato tecnico scientifico e il numero dei contagi in aumento ancora ieri in Sicilia ci dicono però che dobbiamo impegnarci ancora di più con responsabilità e buonsenso affinché questo colore non inganni il nostro modo di comportarci; meglio pensarci oggi che pagarne le conseguenze fra qualche settimana.
Il nostro appello è al Presidente della Regione, Nello Musumeci e al governo nazionale affinché in questa fase vengano intensificati i controlli.
Siamo ancora in piena emergenza e per non ritrovarci nelle stesse condizioni di qualche settimana fa con ospedali pieni, pronto soccorso saturi, lunghe file di ambulanze occorre un piano regionale di sicurezza rigido affidandosi a tutte le forze in campo e valutando anche la possibilità di stilare protocolli con istituti di vigilanza privati e associazioni di volontariato per vigilare sulla corretta osservanza delle prescrizioni previste e del rispetto delle regole.
Controlli nelle vie dello shopping, nei luoghi di ritrovo, nei supermercati, nei bar e ristoranti per dare la possibilità a questi ultimi di lavorare in tranquillità, ai cittadini di muoversi in sicurezza e scongiurare ogni tipo di assembramento.
I controlli più rigidi potrebbero portare anche alla riapertura dei bar e ristoranti di sera fino alle 22 e dare così maggiore serenità ai lavoratori del settore in grande difficoltà.
Evitare che la curva torni a salire significa anche responsabilità dei cittadini perché il rischio è ancora alto e perché la terza ondata potrebbe essere ancora più devastante delle prime due. Se si vuole arginare la pandemia, ognuno ci metta del suo!”
Nino Minardo (deputato Lega)
Fabio Cantarella (Vicesegretario Lega Sicilia)
Antonio Catalfamo (capogruppo Lega ARS)
Roma, 2 dicembre 2020
