di redazione
Incontro all’ASCOM con gli operatori economici, mentre i consiglieri renziani del PD presentano una interrogazione sulle politiche tributarie dell’amministrazione
Incontro partecipato quello, nella sede della sezione cittadina di Ragusa, promosso dall’Ascom e avente a oggetto le problematiche concernenti la Tarsu sulle superfici pertinenziali esterne delle attività produttive. Dopo un accurato confronto su quali le strategie migliori da adottare per alleviare il disagio nei confronti degli operatori economici, il presidente Salvo Ingallinera, ha dichiarato: “Stiamo esaminando le varie opzioni. Ci opporremo nelle opportune sedi, laddove riteniamo che ricorrano le condizioni per poterlo fare.
Stiamo studiando la questione su un piano più ampio con la speranza di riuscire ad addivenire a una soluzione globale.
Ricordiamo che la richiesta della Tarsu sulle aree pubbliche scaturisce dalla nuova anagrafe immobiliare tributaria predisposta dal Comune che costerà ai cittadini ragusani circa 6 milioni di euro nei prossimi cinque anni, di cui circa 3,5 milioni andranno alla azienda aggiudicatrice della gara per la formazione di detta anagrafe, sotto forma di aggio.
Si tratta, a nostro modo di vedere, di una scelta miope, operata dalle Amministrazioni comunali passate e da quella presente.
Infatti, l’aggio che sarà riconosciuto all’azienda è del 48% più Iva al raggiungimento di un accertato complessivo pari a sei milioni di euro”.
Sulla società che si occupa della realizzazione che si occupa della realizzazione di una anagrafe immobiliare, catastale, tributaria e territoriale per conto del Comune di Ragusa, I consiglieri comunali del Pd, Mario D’Asta e Mario Chiavola, hanno presentato una interrogazione al sindaco dopo avere visionato il contratto tra il comune e l’impresa Lamco risalente al 26 marzo del 2014 e avendo pure verificato l’appendice al contratto del 9 gennaio 2015 rispetto a cui potrebbero sorgere dubbi di legittimità, considerato che è stata apposta la firma del dirigente e non del segretario generale.
“L’operazione Lamco – precisano i due Dem – si traduce, intanto, come l’ennesimo colpo sferrato alla nostra economia locale che già di per sé viene martoriata dalle scelte di politica tributaria che vede continuamente i nostri artigiani, i nostri imprenditori, i nostri agricoltori, le nostre famiglie vessate da tre anni, da quando è presente questa amministrazione.
Peraltro, non si evince chiaramente dal contratto di affidamento (articolo 5) se il corrispettivo da versare alla ditta affidataria si riferisce all’accertato definitivo o all’effettivo introito (incasso) da parte del Comune.
Ecco perché vorremmo capire quando l’Amministrazione comunale ha intenzione di porre fine a questo salasso”.
I due consiglieri democratici, inoltre, chiariscono: “Tra l’altro, emerge che nonostante alla data di stipula del contratto ci fosse l’associazione temporanea formata dalla Lamco s.r.l. nella qualità di mandataria, l’Ags Italia come mandante e l’Aipa S.p.a. come mandante, nei mesi successivi si registra una modificazione nella composizione delle associazioni.
Nello specifico, al posto dell’Aipa, sembra essere subentrata la Mazal Global Solution. Vorremmo capire in quale data e con quale atto deliberativo è stata operata la sostituzione.
Infatti, presso il dipartimento delle Finanze, all’albo dei soggetti abilitati, risulta che l’Aipa e la Mazal sono state cancellate dall’albo stesso nella seduta del 13 maggio 2016, così come dal documento Mef Dipartimento delle Finanze (cancellazione pubblicata il 27 giugno 2016) e che le stesse imprese hanno presentato richiesta di ammissione alle procedure di amministrazione ai sensi dell’art.3 del D.L 40 del 2010, richiesta fino a oggi senza riscontro.
Sappiamo che uno dei presupposti fondamentali per potere svolgere tale tipo di attività è l’iscrizione all’albo in qualità di soggetto abilitato alla riscossione dei tributi, iscrizione che non si riscontra nella società mandataria, per cui si potrebbe evincere l’immediata risoluzione del presente contratto e il risarcimento dei danni causato all’Amministrazione comunale.
Chiediamo, dunque, al sindaco di verificare se quanto da noi denunciato trovi riscontro in documenti certificati.
Se così fosse, quanto operato come accertamento dalla Lamco risulterebbe privo di validità e legittimità e quindi senza efficacia alcuna.
Non possiamo, inoltre, non citare i fatti accaduti negli ultimi tempi, soprattutto a Marina di Ragusa, che hanno suscitato notevole clamore nell’opinione pubblica.
Non ci risulta, in proposito, rispetto cioè all’atteggiamento aggressivo da parte degli accertatori Lamco, che l’amministrazione abbia preso pubblica posizione e sia intervenuta direttamente per verificare quanto accaduto.
Né, per quanto ne sappiamo, il responsabile di progetto ha esercitato i compiti di vigilanza come da funzioni attribuitegli dal capitolato.
In questa fase viene messo in evidenza il modus operandi del personale impiegato, non adeguatamente formato, nei confronti dei cittadini ragusani con atteggiamenti arroganti, spavaldi, che spesso hanno portato gli stessi cittadini a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine creando, senza dubbio alcuno, irritazione, confusione, comportamenti al limite della violazione della privacy con il risultato di una complessiva e poca correttezza nei confronti dell’utenza”.
I consiglieri chiudono sostenendo che “se non si avranno risposte immediate, esaustive e chiarificatrici interesseremo prontamente della delicata questione impositiva organismi preposti a fare chiarezza, in modo che si possa fare piena luce su quanto sta accadendo in città perché non sono più tollerabili comportamenti arbitrari, unilaterali, poco chiari e ai limiti della legalità”.
