Approvate le graduatorie del secondo bando “Sto a Ragusa”

Un nome copiato da iniziative regionali, ‘Resto al sud’ e ‘Resto al sud Sicilia’, con tanto di immagine grafica di livello, che per la nostra città è rimasto nel quasi totale anonimato, anche per la scelta di corredare le iniziative con un marchio e logotipo adeguati.
Un primo bando che ha visto il sorgere di 5 nuove attività che non si sanno nemmeno quali sono, se non per caso per qualcuno di esse, in ogni caso, nelle zone di pertinenza, nessun segnale specifico di rivitalizzazione del centro storico.
Del resto, il bando non prevede particolarità per settori che possano rivitalizzare il centro senza distinzione di orari, così che il movimento creato, quando c’è, è limitato a determinati orari.
Certo, se la iniziativa va vista come sostegno alle imprese che vogliono aprire in centro storico è un altro discorso, ma la rivitalizzazione del centro storico passa per altre strategie

Intanto, con determina dirigenziale del Settore sviluppo economico n. 6012 del 15.12.2020 sono state approvate le graduatorie del bando “STO A RAGUSA 2020”, che prevede un finanziamento a fondo perduto di euro 8.000,00 a fronte di un investimento di almeno €15.000,00, sempre per progetti di sviluppo imprenditoriale per incrementare l’occupazione e rivitalizzare il centro storico, per questa edizione allargato al quadrilatero che ha compreso Piazza del Popolo, Viale Ten. Lena, Viale del Fante, Via Palermo, Via SS. Salvatore, via M. Leggio, via Ecce Homo, via S. Vito, via Pennavaria, Piazza Cappuccini e Via Leonardo Da Vinci.

Due, in particolare, le tipologie di beneficiari previsti dal bando: nuove potenziali imprese o imprese già esistenti che intendevano insediarsi nel centro storico e/o ampliare il loro business e, ancora, proprietari degli immobili sfitti disposti ad offrire in locazione i loro locali a fronte di un contributo di euro 500,00 una tantum, a condizione della stipula di un nuovo contratto di locazione concordato per un alloggio precedentemente sfitto, o locato per finalità commerciali e artigiane e pubblici esercizi.
Dieci le domande presentate, otto quelle ammesse, che prevedono prevalentemente l’apertura di attività di bar, bistrot, enoteche.
Ci saranno 10 giorni per presentare le proprie osservazioni alla graduatoria approvata.

L’assessore allo sviluppo economico, Giovanna Licitra, mostra entusiasmo per questa iniziativa che, del resto, ha mostrato i suoi riscontri, dichiarando in una nota diffusa tramite l’Ufficio Stampa del Comune:
“Si esitano i risultati della seconda edizione del progetto di “Sto a Ragusa 2020” che, nonostante le difficoltà del periodo di crisi economica generata dalla pandemia, ha visto un’ottima partecipazione di nuove imprese e, altresì, la partecipazione di un proprietario di immobili sfitti che, a fronte di un esiguo contributo, ha messo a disposizione, in pieno centro, un luogo che sarà aperto e vitale con un esercizio pubblico al servizio della cittadinanza.
Già la prima edizione di “Sto a Ragusa 2019” ha dato vita a cinque progetti imprenditoriali sia di nuova apertura che di ampliamento lungo l’asse che da Viale Tenente Lena arrivava sino alla Rotonda Maria Occhipinti in fondo alla via Roma.
Con la seconda edizione si sono quasi raddoppiati i progetti finanziabili.
Confido- aggiunge l’assessore – che futuri interventi di finanziamento da parte del Comune di Ragusa, uniti ai bandi delle misure 6.2, ambiti 1 e 2, del GAL Terra Barocca di cui il Comune di Ragusa è socio partner, ancora in corso di pubblicazione, e ad altri che verranno pubblicati, potrebbero costituire uno stimolo anche per i giovani ragusani che vogliono rimanere nella terra di origine o ritornare dopo gli studi per aiutare la comunità a crescere e svilupparsi.”

Per l’assessore Licitra “l’obiettivo di sviluppo imprenditoriale e occupazionale perseguito dall’Assessorato allo Sviluppo Economico con il progetto “Sto a Ragusa”, unito all’obiettivo che persegue l’Amministrazione tutta con varie iniziative per la rivitalizzazione del Centro storico, sta producendo i risultati attesi ed incoraggia a prevedere una terza edizione del progetto i cui contenuti potrebbero tener conto di nuovi ambiti urbani e di nuove tipologie di attività ed iniziative, suggerite anche dal difficile momento che sta riguardando negativamente il mondo del lavoro.”

Su questo occorrerà prestare grande attenzione, perché il comprendere nuovi ambiti urbani, già toccati da questo secondo bando, sposta il baricentro dell’iniziativa, decisamente, verso l’ambito di sostegno alle imprese, dimenticando quello che, secondo noi, doveva essere il sostegno alle imprese per rivitalizzare il centro storico superiore.

Nelle strategie dell’amministrazione tese a sviluppare altri progetti ed iniziative di riqualificazione all’interno del centro storico, l’assessore vede la creazione di 20 orti urbani e 2 frutteti all’interno della vallata Santa Domenica, subito sotto via Natalelli, iniziativa sviluppata all’interno di Ecomuseo Carat che spera possano presto essere assegnati ai tanti cittadini che hanno risposto all’avviso dell’Assessorato Sviluppo Economico e che sono stati ammessi in graduatoria per coltivare gli orti per il consumo personale seminando prodotti orticoli ed alberi di frutta.
Non comprendiamo perché l’assessore spera, forse anche gli orti urbani sono caduti nelle maglie della burocrazia di palazzo.
L’assessore Licitra ci parla anche del progetto per la locazione degli immobili di Via del Mercato e di Carmine Putie, i cui avvisi pubblici scadranno entro la fine di questo mese di dicembre, laddove molti hanno perso le speranza per quella idea che possa sbloccare due iniziative che costituiscono, fino ad ora, un grave flop dell’amministrazione.
In conclusine della nota, prende il sopravvento la retorica della comunicazione e vengono citati altri progetti che “l’Amministrazione comunale, con in testa il Sindaco Cassì, sta portando avanti”, l’illuminazione e la libera fruibilità della vallata Santa Domenica, la riqualificazione e lo sviluppo dello scalo merci e del City, la riqualificazione di Piazza del Popolo, tutti progetti che sarebbe opportuno non nominare fino alla loro totale definizione, perché, a vario titolo, impantanati, senza apparenti motivi, nelle lentezze tipiche di questa amministrazione.
Sappiamo che i presupposti per un efficace rilancio dello sviluppo economico e della rivitalizzazione del centro storico ci sono, anche in termini economici, per i sostanziosi fondi che arriveranno da più parti, ma, ormai giunti al giro di boa del mandato, non è più tempo di programmi, di proclami, di progetti e di utopie.

Ultimi Articoli