Tagliati alberi nell’area ver e tra via Calipari e via Craxi, a Ragusa, in una zona laterale di viale delle Americhe,
il segretario cittadino e il Responsabile Ambiente del PD di Ragusa, Peppe Calabrese e Toti Battaglia, lanciano l’allarme per quello che sarebbe uno scempio, ma lo stesso Battaglia ammette che potrebbe trattarsi di alberi ammalati o che andavano abbattuti.
E in effetti, dal Comune, ancor in forma non ufficiale, asseriscono che si tratta di quelle piante con radici ad andamento orizzontale che devono essere sostituite da piante con apparato radicale più adatto, peraltro il taglio si è reso necessario per la presenza di alcuni rami pericolanti.
Nello stesso comunicato, quelli del PD lamentano che nessuno dell’amministrazione comunale si è preoccupato di comunicare questa decisione, di informare la città su quanto stava per accadere, né se e come si intende ripristinare l’area.
In questi casi, però, quando si presumono già i motivi degli interventi, basterebbe accertarsi, per altre aree a verde la riqualificazione non è stata annunciata e nessuno ha protestato.
E’ da verificare se il Comune o l’assessorato competente sono tenuti a dare comunicazione preventiva degli interventi, cosa che non sembra necessaria o, addirittura obbligatoria, casomai opportuna.
In ogni caso, l’attività del settore verde pubblico è stata sempre ampiamente documentata, proprio relativamente agli alberi c’è stato un lavoro attento e sono state documentate le scelte e le strategie, anche e soprattutto in relazione a determinate tipologie di alberi che, per le loro caratteristiche, si prestano a provocare danni alla pavimentazione stradale e ai marciapiedi.
Gridare allo scempio sembra poi esagerato perché sembra poco verosimile che ci possano essere assessori, dirigenti e funzionari che decidano di tagliare alberi senza motivo.
Occorrerebbe dimostrare errori di valutazione per le scelte fatte e agire di conseguenza su base scientifica.
Ci sarebbe poi da mettere a punto una strategia precisa sulla manutenzione delle aree a verde, con scelte condivise, anche tramite una consultazione popolare cittadina, perché tutti parlano del verde pubblico, da quello della villa di Ibla alle zone periferiche, ma non sembra chi si possano trovare facilmente le risorse economiche per mantenere una grande estensione di verde pubblico, come in poche altre città d’Italia.
