Ormai è assodato che per avere incarichi e nomine di carattere politico occorre avere tessere e credenziali di appartenenza alle componenti politiche di altro colore.
A Ragusa abbiamo esempi eccellenti di esperti, consulenti e collaboratori, che hanno fatto campagna elettorale per altri sindaci ma sono stati scelti dal sindaco Cassì che ha dato loro incarichi di vario tipo, in virtù di competenze che, evidentemente, il primo cittadino, legittimamente e in piena autonomia, ritiene al di sopra di qualsivoglia appartenenza politica, precedente o attuale.
Allo stesso modo di Cassì la deve pensare il Presidente della Regione Musumeci che ha nominato portavoce della Presidenza l’ex europarlamentare del Partito Democratico, Michela Giuffrida.
57 anni, giornalista professionista, catanese cresciuta nel gruppo editoriale di Telecolor e Antenna Sicilia, lo stesso del quotidiano La Sicilia, la Giuffrida è stata corrispondente de La Repubblica e di Radio Capital.
Fino al 2019, anno nel quale non è stata riconfermata eurodeputata, ha militato nel fronte avverso a quello dell’area politica alla quale vorrebbe far capire di appartenere Musumeci, se non altro per la sua storia passata.
Il neoportavoce del Presidente della Regione è stata eurodeputata per il gruppo dei Socialisti democratici, dopo aver raccolto 91.893 preferenze nella lista dem, alla quale era approdata con il sostegno di Articolo 4, il movimento di Lino Leanza.
Nel 2019 si ricandida nelle liste del Partito Democratico ma non riesce a essere eletta, nonostante 52.431 preferenze.
La cosa sembra fare impressione a pochi, pochi i commenti anche se tutti i giornali mettono in risalto il suo passato di politico dem.
In fin dei conti quello che fa più impressione non è tanto la scelta dell’interessata, legittimata a sfruttare le sue indubbie competenze professionali, che le serviranno, peraltro, per vivere, quanto la scelta del Presidente Musumeci che va a pescare la figura professionale in campo avverso, come se mancassero, in Sicilia e in Italia, giornalisti di area di destra e di centro destra.
In effetti, oggi un autorevole quotidiano regionale parlava di un a certa confusione, a Roma come a Palermo, nella politica, con le questioni della crisi del governo nazionale e con il rimpastino della Regione, sempre opera dello stesso Musumeci che si è assoggettato ai capricci di Miccichè.
Questa della nomina della Giuffrida testimonia che, forse, non si tratta solo di confusione.
