Non è che il nuovo governo piaccia a molti, tanti esponenti politici sono scontenti e non tutti si sforzano di nascondere la delusione.
Molte sono delusioni di carattere territoriale, se possiamo usare questo termine, non si vedono ministri vicini al territorio, ma la delusione è per una rosa dei ministri politici che ha lasciato l’amaro in bocca.
Non è che si possano fare salti di gioia per i tecnici, uomini e donne di comprovata esperienza e competenza, ma occorrerà vedere sul campo cosa riusciranno a fare, non sempre l’esperienza e la competenza si trasformano in soluzioni per la delega ricevuta.
Ma la delusione più grande è per gli uomini del PD e dei 5 Stelle che hanno perso molti timoni del comando.
Se nel PD, al momento, le scelte su tre capicorrente hanno messo a tacere eventuali recriminazioni, questo non accade nei 5 Stelle.
Intanto, si sa già che un 40 % degli iscritti non è d’accordo nel sostenere Draghi, addirittura Di Batista se ne è andato, anche senza sbattere la porta, si prevedono altri esodi, addirittura circolerebbe voce, in queste ore, di una lettera a Crimi per rifare la votazione sulla piattaforma Rousseau, ma sarà una fake.
Di certo, il clima non è sereno, si aspetterà forse la geografia di viceministri e sottosegretari, ma non si attendono grandi cose.
In Sicilia, i deputati del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana non hanno avuto peli sulla lingua ad esprimere il proprio dissenso: “Sicilia dimenticata, non era questo il governo che ci aspettavamo”, hanno detto, aggiungendo: “Non era certo questo il governo che ci aspettavamo e che ci si aspettava soprattutto in Sicilia. Siamo delusi sia dal nome dei ministri, che dalla loro provenienza geografica.
La Sicilia è stata totalmente dimenticata, e in questo momento storico, con la programmazione del recovery fund, questo può essere devastante, contribuendo ad allargare ancora di più il gap tra Nord e Sud.
Se fossimo al posto dei parlamentari siciliani a Roma non voteremmo la fiducia a questo governo Draghi”.
“La Sicilia – afferma il capogruppo Giovanni Di Caro – è sempre stata una roccaforte per il Movimento 5 stelle, non essere rappresentata nell’esecutivo è uno schiaffo per i nostri cittadini, che non meritavano.
Inoltre, abbiamo ceduto ministeri chiave e capisaldi dell’azione politica del MoVimento, primo fra tutti il Ministero del Lavoro”.
In effetti, vedersi rappresentati solo da 4 Ministri, dei quali due senza portafoglio, non consente eccessivi entusiasmi ma quelli che ora piangono dovevano alzare la voce quando il Movimento ha deciso le strategie e ha accettato di farsi rappresentare da gente come Crimi per le consultazioni o ha difeso, strenuamente, per questioni di principio, ministri come Bonafede o Azzolina.
Ora, magari, si aspetterà se Cancelleri verrà riconfermato nel ruolo di vice, ma la sua sola presenza non potrà modificare, vista anche l’esperienza recente, le attenzioni per la nostra isola e per il nostro territorio in particolare.
Ci sarà anche da verificare se Maria Lucia Lorefice sarà confermata Presidente di Commissione, qualcuno potrà aspirare, solo a livello personale, di fare parte dello staff di qualche ministro ma, abbiamo visto, anche nel precedente governo, la nostra isola e il nostro territorio sono stati puntualmente ignorati dai cosiddetti big del Movimento.
Molti vedono una imminente scissione fra i 5 Stelle ma, a ben guardare, una formazione ridotta già al 15 %, secondo i sondaggi, ha ben poco da scindere, è già scissa di suo.
Viene spontaneo chiedersi che posizione hanno i 5 Stelle della nostra città e della nostra provincia. Già da tempo ci si chiedeva chi fossero i referenti politici, Cancelleri, Di Maio, la Lorefice, Giarrusso, la Campo, ma anche di questi ci si interrogava sui ‘padrini politici’.
E i consiglieri comunali ? Firrincilei, Tringali, Antoci, Federico, Gurrieri, il modicano Medica, a chi rispondono? E l’ex sindaco Piccitto tiene ancora contatti con qualche pezzo grosso o ha capito anche lui che il tempo dei 5 Stelle è passato ?
Sarebbe bello capirne di più !
