In un momento nel quale l’amministrazione Cassì sembra vivere l’attimo del rilancio dell’attività amministrativa, dopo due anni e mezzo di fase progettuale e programmatica, grazie ad una pioggia di finanziamenti che arrivano, o dovrebbero arrivare, resi possibili, è doveroso dirlo, dalla forte attività di progettazione degli uffici alle opere pubbliche, si avverte, nell’area, l’agitazione di diverse forze politiche di minoranza, e non solo.
Alla vivacità del Partito Democratico, che batte sui temi dell’urbanistica e delle opere pubbliche, a quella dei 5 Stelle attenti alle diverse istanze che arrivano dai cittadini, sui temi più svariati, si aggiunge oggi una forma di distanziamento politico che non è di minoranza ma fa parte dell’area politica di riferimento della maggioranza Cassì.
È la consigliera comunale Maria Malfa, eletta in consiglio comunale come espressione della maggioranza in quota della componente Ciccio Barone, a dichiarare l’abbandono del gruppo PeppeCassìSindaco per andare al gruppo misto, non potendo essere costituito il gruppo Lega che non si presentò alle elezioni comunali.
La nota di Maria Malfa, già da qualche tempo affiliata alla Lega di salvini, è dai toni politici forti e sarà destinata a lasciare il segno, ben oltre il semplice dato politico di assottigliamento, di una unità, almeno per ora, della maggioranza consiliare:
Questa la dichiarazione di Maria Malfa, consigliere comunale Ragusa :
“Una parte della città aveva creduto, in tempo di elezioni, che la candidatura del sindaco Cassi potesse rappresentare un elemento di novità nel panorama politico Ragusano. Aveva preferito affidare la guida della città a chi per la prima volta, senza esperienza e senza alcuna conoscenza della macchina amministrativa, si era proposto come l’uomo nuovo capace di offrire soluzioni ai diversi problemi della città.
Personalmente ero rimasta affascinata dalla idea che finalmente a Ragusa si potesse dare una svolta.
Ma fin dai primissimi giorni successivi all’insediamento del Sindaco mi sono dovuta ricredere.
Ho avuto modo di constatare che nulla era cambiato e che quanto dichiarato nella fase pre elettorale in termini di visione della città, di prospettiva, di crescita, di sviluppo economico, di aiuto alle fasce più deboli, di rilancio dell’economia, era evidentemente solo un pretesto per ingannare gli elettori.
Nulla, ma proprio nulla, è stato fatto rispetto a quel che si era detto: in via Roma, ad esempio, nonostante le diverse ripetute sollecitazioni in quasi tre anni non si è riusciti a fare nulla, neppure a cambiare una lampadina. Eppure, di chiacchiere se ne sono fatte tante !!!
Per queste ragioni, con amarezza, per essere stata anche io illusa dalle sirene della novità, abbandono la maggioranza.
La Lega di Salvini che io, allo stato, rappresento in consiglio comunale, manterrà posizioni di distinguo nette rispetto all’amministrazione del sindaco Cassi e dei suoi sodali.
È tempo di voltare pagina.
Passo quindi al Gruppo consigliare Misto.
La decisione largamente condivisa da coloro che mi sostengono mi offre l’opportunità di continuare a lavorare per il bene del nostro territorio”.
Maria Malfa
Consigliere comunale Ragusa
Non ci sono molte chiavi di lettura nella mossa di Maria Malfa che non nasconde, anzi evidenzia, l’appoggio dei vertici del suo partito.
Vertici, ci riferiamo alle persone e non alla sigla politica, che, si può dire, sostennero la candidatura Cassì, conquistando, indirettamente, anche uno scranno in consiglio comunale.
Altre formazioni politiche, senza alcun consigliere in dote, hanno ottenuto un assessorato, ci sono assessori senza consiglieri e senza risultati della loro attività, che sopravvivono, nessuna attenzione sembra aver voluto riservare il sindaco alla consistenza crescente di consensi della Lega e all’autorevolezza dei suoi esponenti di vertice, meno che mai tenendo conto della forza elettorale di Maria Malfa che fu, già all’inizio, bistrattata dal suo stesso gruppo di maggioranza, con il disconoscimento dell’accordo che la voleva alla Presidenza del Consiglio.
Maggioranza, quindi, in sofferenza, 14 i componenti su 24, a due sole unità dal numero legale necessario per le sedute del civico consesso, situazione non preoccupante per le modifiche recenti al regolamento del civico consesso, anche perché non è desueto pensare a sostegni da parte di elementi delle minoranze, da tempo smaniosi di ‘collaborare’ con la maggioranza, ma di certo indicativa di un nuovo ordine della geografia politica cittadina.
