A dirla tutta, la delusione serpeggiava alla fine della conferenza stampa per la presentazione del masterplan per l’area dell’ex scalo merci.
Non c’era l‘archistar, non c’erano nemmeno dei rendering per mostrare come sarà trasformato tutto il sito, in delle tavole intellegibili per i profani l’area suddivisa fra stazione dei bus, area attrezzata a verde, area mercatale, ingresso attuale, strada di collegamento con via Archimede, percorsi pedonali per collegare via Scalo Merci e piazza del popolo, nulla di più, un progetto che per vivere nella sua interezza ha bisogno della stazione riqualificata della metropolitana di superficie, possibilmente del Palazzo Tumino interamente fruito.
Non si è potuto comprender, comunque la differenza del progetto del grand architetto, delsuo staff di eccellenza, rispetto a quello che poteva essere il progetto di un architetto normale.
A sopperire, l’entusiasmo del Sindaco Pepe Cassì che ha fatto, come sempre, vedere vivi la stazione, i binari, tutta l’area dello scalo merci, i collegamenti con le aree limitrofe, il Palazzo Tumino dove, se guardavi attraverso le vetrata, vedevi gente al lavoro o a pranzo o sul banco degli imputati di quello che sarà il nuovo tribunale della città.
Ad ascoltare Cassì, qualcuno un giorno, andrà a Palazzo Tumino per cercare un ristorante o entrerà all’ex scalo merci per approvvigionarsi di prodotti dell’agroalimentare.
Affiancato da tre ingegneri, l’assessore Giuffrida e l’ingegnere capo Alberghina, con l’ing, Corallo, abbiamo capito perché non c’è un atteggiamento favorevole da parte degli architetti che, prima di tutto, non hanno visto di buon grado l’affidamento diretto. Presenti anche il Presidente del Consiglio, Ilardo, il capogruppo di maggioranza, Tumino e la presidente della Commissione Cultura, Iacono, il Sindaco ha voluto ribadire ai giornalisti presenti, pochi per la verità in considerazione della presentazione, la storia dell’acquisizione dell’area dello scalo merci.
Subito dopo l’insediamento l’idea di concorrere alla acquisizione dello spazio fino ad allora dimenticato, abbandonato, vuoto nella sua grande estensione di 15.000 mq.
Dopo interlocuzioni con la città e gli ordini professionali, l’incarico all’architetto di fama internazionale Maria Giuseppina Grasso Cannizzo che si è avvalsa, a sua volta, di un staff di livello per un progetto definito molto interessante.
Il sindaco ha rivendicato la scelta giunta comunque a seguito di una fase di consultazione e confronto con altri professionisti ed esperti, perché crede che sia dovere e responsabilità di chi amministra ascoltare tanti per poi scegliere la soluzione ritenuta più idonea.
Il masterplan ricevuto nasce dalle indicazioni dell’Amministrazione e dalle linee guida emerse nelle consultazioni pubbliche, parte dalla storia di questo luogo, e segue un principio ben chiaro: non riempire il “vuoto” di volumi ma di possibilità.
Una parte dell’area sarà destinata alla realizzazione della nuova stazione dei bus, adatta alle ambizioni turistiche di Ragusa, dotata di copertura e di tutti i servizi.
Avere una stazione dei bus in stretto collegamento con la stazione dei treni permetterà di creare una interconnessione diretta con il trasporto ferroviario e con la metropolitana di superficie il cui iter progettuale prosegue a cura di RFI, che stima di giungere all’appalto dei lavori entro l’anno.
L’altra parte sarà dedicata alla socialità con un’ampia area verde attrezzata e con l’edificio con la caratteristica pensilina convertito in un mercato coperto, ispirato a quelli di tante città europee, o comunque in uno spazio commerciale. L’aspetto estetico del luogo sarà preservato, così come sarà conservato il binario centrale, significativa testimonianza del passato.
Il turista che arriverà a Ragusa, in bus come in treno, potrà quindi prendere da qui un mezzo per spostarsi in città o, con una breve passeggiata di poche centinaia di metri, raggiungere la Vallata S. Domenica, spostandosi tra Centro superiore e Ibla a piedi in un contesto naturalistico unico.
In questa visione d’insieme, si inserisce l’obiettivo di dare una funzione all’adiacente Palazzo Tumino, che dovrebbe contenere la cittadella giudiziaria della intera provincia di Ragusa.
Un luogo dove ricollocare tanti uffici sparsi per la città, comodo da raggiungere e in cui inserire attività commerciali che possano contribuire a rilanciare questa parte del centro.
I lavori in corso di riqualificazione di Piazza del Popolo, che a breve saranno svelati, contribuiranno a questo grande obiettivo.
Allo Scalo merci si accederà da via Archimede tramite una strada da realizzare proprio di fronte alla chiesa della Sacra famiglia; da Piazza del Popolo, per mezzo di un sottopasso che permetterà di superare i binari ferroviari; da via Scalo merci, tramite scale e ascensori.
Proprio via Scalo Merci subirà un importante allargamento a sbalzo sullo Scalo merci, che sarà arricchito con del verde.
Saranno avviati entro l’anno i lavori del primo di due stralci, finanziato con i 4,3 milioni di euro assegnati dal Bando per le periferie, che servirà a rendere l’area subito viva e fruita, includendo le opere di connessione al tessuto urbano circostante e realizzando gli spazi di socializzazione sia nell’area verde all’aperto, sia nell’area mercatale chiusa.
L’Assessore Giuffrida e l’ing. Alberghina si sono soffermati sui particolari tecnici, soprattutto relativi alle connessioni con via Archimede, tramite una comoda strada di collegamento, con la via Scalo Merci, con la piazza del Popolo, spiegando l’utilizzo delle somme del primo stralcio provenienti dai 18 milioni del Bando per le periferie, sui tempi di realizzazione dei progetti, nonché sulle opere di complemento della metroferrovia a Ibla, al Carmine, a Cisternzzi, tutte cose che hanno innescato un processo economico virtuoso che già vede 1,5 milioni di incarichi professionali.
Cantieri che saranno aperti fr la fine del 2021 e il 2022, mentre va avanti il progetto di RFI per la metroferrovia.
Per il secondo stralcio dei lavori, si spera nei fondi del recovery plan o in quelli della programmazione europea 21/27, o nelle somme del fondo sviluppo e coesione, grazie ad una progettualità avanzata consentita dalla efficienza degli uffici tecnici del Comune
