4ª Commissione Risorse, i consiglieri di minoranza non demordono e pretendono risposte

Chi propendeva per l’ipotesi che i tre consiglieri di minoranza della 4ª Commissione Risorse del Comune di Ragusa, blanditi dagli appelli in Consiglio comunale, fossero tentati di rivedere la protesta, sono smentiti, stamane, dall’ennesimo comunicato congiunto che, nei fatti, è una nota congiunta PD-5 Stelle.
Se i tentativi di fare rientrare la protesta erano finalizzati ad ottenere le presenze nella prossima seduta della Commissione, sembra siano andati a vuoto, la maggioranza dovrà sopportare ancora questa azione di protesta che, si deve dire, è assai forte politicamente.
Purtroppo, oggi la politica è spesso scaduta ad accessorio della vita pubblica, manca anche l’autorevolezza di partiti e di relativi dirigenti che dovrebbero appoggiare e sostenere simili iniziative, ma possiamo constatare che non manca ai tre consiglieri la necessaria aggressività per far emergere la realtà.
Perché in fondo, forti anche solo del verbale della seduta, i tre sanno di avere ragione, nulla è mai stato così chiaro e sono irretiti dai tentativi di minimizzare quanto accaduto, con la massima attenzione a non ammettere che la Presidente ha violato il regolamento.
Inutile girarci attorno: il Presidente non ha, fra le sue prerogative, quelle di sostituire, arbitrariamente e di sua iniziativa, un componente che ritiene assente.
I tre consiglieri, pensiamo, vogliono solo questa ammissione, tutto il resto è fuffa, l’errore, la leggerezza, la buona fede, la regolarità della seduta, sono valutazioni successive, se necessarie, quello che ha lasciato smarriti anche gli osservatori esterni è la caparbietà, prima di tutto del Segretario Generale facente funzioni e del Presidente del Consiglio, di non rispondere verbalmente e per iscritto, all’unica semplice domanda posta dai tre consiglieri.
Arriverà mai questa risposta, e da chi eventualmente ? Non lo sappiamo, possiamo dire solo che da indiscrezioni interne alla maggioranza, la difesa ostinata della Presidente della 4ª Commissione non è solo finalizzata alla sua tutela e al ruolo che riveste, ma, piuttosto, tende a non far esplodere aspettative e aspirazioni, all’interno del gruppo, per la presidenza dell’importante organo consultivo.
Poi c’è quel profumo di attaccamento alla poltroncina che non manca mai, perché basterebbe alzarsi e rimettere la carica, se ci fosse la certezza della incondizionata fiducia nella considerazione del gruppo e degli amministratori che sostiene, che, a ben guardare, non si stanno strappando i capelli a difendere la Presidente.
Anzi, pare che in una delle tante riunioni di maggioranza, di questi giorni, non siano emerse solo posizioni di assolta difesa del suo operato.
C’è anche l’altro aspetto, non indifferente, della posizione del consigliere sostituito, acclarata dalle sue dichiarazioni che risultano a verbale e dal suo successivo, prolungato ed esplicativo silenzio sulla vicenda, particolare non da poco che dovrebbe far riflettere chi fornisce risposte e valutazioni su quanto accaduto.

Questa la nota odierna, di oggi venerdì 26 marzo 2021, dei consiglieri Sergio Firrincieli, Mario Chiavola e Alessandro Antoci, componenti di minoranza della 4ª Commissione Risorse:

QUESTIONI POLITICHE NON DI POCO CONTO SUL CASO DELLA IV COMMISSIONE AL COMUNE DI RAGUSA: I CONSIGLIERI FIRRINCIELI, ANTOCI E CHIAVOLA STIGMATIZZANO CHI INTENDE MINIMIZZARE LA VICENDA

Per Sergio Firrincieli, Alessandro Antoci e Mario Chiavola ci sono sul tavolo questioni non di poco conto. Delusi per le risposte che non considerano il tema, i tre consiglieri componenti di minoranza della 4ª Commissione al Comune di Ragusa affidano a una ennesima nota congiunta alcune riflessioni.

“Siamo stati indecisi – dicono – se affidare a un nuovo comunicato le nostre sensazioni dopo la seduta di Consiglio comunale che ha visto molti esponenti dell’amministrazione, della maggioranza e anche dell’apparato amministrativo di Palazzo, tornare sull’argomento 4ª Commissione del 4 marzo scorso. Indecisi e delusi perché riteniamo di portare avanti solo una azione politica, una protesta che non trova interlocutori validi dal punto di vista politico. Dovremmo esser soddisfatti delle numerose e reiterate richieste di rientro in commissione, siamo invece delusi perché non troviamo risposte politiche”.

“Minimizzare, derubricare, ridurre a distrazione o leggerezza un gesto nel dirigere una Commissione consiliare – aggiungono – non è una risposta politica, tutti i consiglieri e gli attori di Palazzo fanno, devono fare politica, eccezion fatta, forse, per il dirigente. Abbiamo già evidenziato come non è possibile accogliere la richiesta del presidente del Consiglio di ripensare la nostra posizione, se si sostiene che l’episodio possa attribuirsi alla normale dialettica politica. Ora ci perviene la nota di risposta del dirigente segretario generale, a seguito della richiesta inoltrata in conferenza dei capigruppo del 16 marzo scorso e consideriamo i contenuti non rispondenti al quesito posto”.

“Come ha avuto modo di specificare Sergio Firrincieli, nella conferenza in questione – precisano ancora i tre – non si è posto il tema della legittimità della seduta di commissione, ancorché secondo noi inficiata dalla presenza di un componente che, per disposizione arbitraria e autonoma della presidente, come lei stessa ha dichiarato in commissione stessa, sostituiva un collega.
Quando arriva il commissario sostituito, che specifica, sempre come da verbale, di non avere chiesto alcuna sostituzione, le discussioni successive non sono dialettica interna al gruppo ma questioni che attengono a tutta la Commissione, minoranze comprese.
Ci sono autorevoli pareri sui limiti dell’azione del presidente della Commissione, normati dall’apposito regolamento: il non rispondere all’unica richiesta avanzata e glissare su un altro aspetto non considerato, rivela l’imbarazzo per non poter ammettere la palese violazione del regolamento che, forse, invalida l’apertura della seduta. Quanto alle considerazioni “sulla necessità di assumere in tempi brevi una scelta di funzionalità della Commissione stessa” è di tutta evidenza che non è compito del presidente, né ha consentito di mantenere un numero legale che già esisteva. A meno che non si legittimi l’azione per assicurare il numero legale con i componenti di maggioranza, anche per stroncare una possibile ed eventuale mossa tattica o strategia di un consigliere assente.
Questo avremmo voluto sapere, se la sostituzione di un componente, da parte del presidente è prevista e, a questo punto, se è prevista anche per i motivi summenzionati. Ininfluenti, per quanto detto, i comportamenti del consigliere assente e intervenuto, come pure quello del sostituto, ancorché non abbia partecipato alla votazione e si sia allontanato, se non si considera la legittimità o meno della seduta. Ci lascia assai perplessi la considerazione, con il richiamo al regolamento, sul consigliere sostituto che avrebbe avuto diritto di voto”.

“La quaestio, per noi consiglieri – concludono i tre – è solo se è legittimo il comportamento del presidente che sostituisce, di sua iniziativa un consigliere assente; chiediamo, se per caso il consigliere assente avesse voluto provocare, con la sua assenza, l’abbandono della seduta da parte dei consiglieri di m

inoranza per far cadere il numero legale, se il presidente di Commissione ha, tra le sue prerogative, quella di provvedere a stroncare tale tentativo. Ci sembrano quesiti molto chiari e comprensibili. Ci permettiamo, inoltre, avanzare queste ipotesi dal momento che, mentre la presidente è pure arrivata a presentare le sue scuse in Consiglio comunale, il consigliere assente, dopo le dichiarazioni, una volta intervenuto nella seduta, nulla ha più detto in merito alla questione, la possibilità di esternare una sola parola a difesa dell’operato del presidente non lo ha nemmeno sfiorato, segno evidente che, forse, l’assenza era strategica. Riteniamo non siano questioni di poco conto, dal punto di vista politico”.

Registrazione streaming seduta del 4 marzo : https://www.youtube.com/watch?v=feM1uXj_P84

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