Convocata per stamani, venerdì 26 marzo 2021, una seduta della ormai famosissima 4ª Commissione Risorse del Comune di Ragusa che doveva esaminare l’ Imu anno 2021, l’ Interpretazione autentica dell’art. 51 comma 3 del regolamento per l’applicazione dell’imposta unica comunale, l’Approvazione regolamento comunale per l’istituzione e la disciplina del canone unico patrimoniale, tariffe e classificazione delle strade.
Argomenti di una certa importanza che la commissione, orfana delle minoranze che disertano, per gli ormai noti motivi di protesta, avrebbe dovuto approvare con facilità e in breve tempo.
È mancato invece, il numero legale, la maggioranza non ha dato una grande prova, avvalorando l’importanza della protesta dei tre consiglieri di minoranza.
Non tanto per la sola determinante presenza che, già in altre occasioni è risultata essenziale per garantire il numero legale, in aula consiliare e in sala commissione, quanto più per i motivi che hanno indotto i tre consiglieri a chiedere le dimissioni della Presidente dell’organo consultivo.
Possiamo comprendere che, in questa particolare fase politica, la Presidente non abbia la serenità e la lucidità per una efficace conduzione dei lavori, ma quanto accaduto oggi in Commissione depone, decisamente, a suo sfavore, ancora una volta per quanto attiene al rispetto e all’applicazione del regolamento.
Le notizie in nostro possesso escono fuori dalla sala commissioni, saremo più precisi nelle prossime ore, fornendo anche i nomi dei protagonisti, come dovrà risultare dal verbale della seduta.
Ma quello che è trapelato è assai grave, perché, anche nell’attuale delicata situazione che riguarda la Commissione, la Presidente mostra di muoversi con indifferenza verso le regole, come se si trattasse della gestione di qualcosa di proprio
Si potrà chiamare leggerezza, si potrà chiamare superficialità, oppure inadeguatezza al ruolo come recitano le minoranze, sta di fatto che le dimissioni chieste dai tre consiglieri di minoranza dell’organo, sembrano, a questo punto, l’unica soluzione per riportare ordine nei lavori della commissione che, peraltro si occupa di cose importanti e non del colore dei cestini portarifiuti sulle spiagge.
Intanto la Presidente non tiene conto, assolutamente che le sedute sono pubbliche, non si preoccupa nemmeno di accertarsi se lo streaming è attivato.
Poi, ad un certo punto acconsente a sospendere la seduta perché un commissario chiede di poter avere il tempo di arrivare in ufficio, avendo problemi di collegamento con il telefonino che si stava scaricando.
Non è cosa contemplata dal regolamento sospendere una seduta per aspettare un componente, ma la mancanza del numero legale incombeva.
Numero legale che è mancato alla prima votazione, per cui, a quel momento, la seduta era da doversi considerare chiusa, come hanno poi sancito i dirigenti.
La cosa, per certi versi anche scandalosa, è che la presidente, imperterrita, come un rullo compressore, ha proseguito nell’esame del secondo punto all’ordine del giorno, tentando anche che si mettesse ai voti.
A questo punto, pare sia arrivato in videoconferenza il dirigente segretario generale facente funzioni, il dott. Lumiera, sicuramente chiamato e informato da qualcuno che aveva capito come le cose stessero andando per la strada sbagliata.
Il dott. Lumiera ha precisato ce la seduta era da considerarsi chiusa alla prima votazione, quando non c’era il numero legale, né si poteva continuare con il secondo punto, ancorché fosse ricostituito. E, in aggiunta, ha sottolineato alla Presidente della Commissione come, al momento della votazione, tutti i componenti devono essere presenti in audio e in video.
In ogni caso, esito negativo della seduta che viene invalidata dalla mancata presenza del blocco di maggioranza che, anche lasciato solo sul campo, a giocare la partita, non è nelle condizioni di ben figurare.
Di certo, con tutte le polemiche che ci sono sul terreno, l’ennesima dimostrazione di scarsa competenza sulla conduzione dei lavori mette in profonda crisi l’immagine della Presidente e della maggioranza tutta, in balia di un personaggio che è già messo in discussione da più parti e rischia la posizione proprio nel corso di una ennesima riunione di maggioranza che si sta svolgendo in queste ore, mentre scriviamo.
Minoranze che, intanto, sono state prese in contropiede, non arrivando a credere che si potesse pensare a tanto, dopo il comunicato diramato in mattinata, che recriminava sulle mancate risposte del Presidente del Consiglio e del dirigente Segretario Generale facente funzioni.
Ci sono consultazioni serrate e confronti, in questo momento per scegliere la strategia più opportuna da adottare, mentre anche nella maggioranza si fa strada l’opportunità di un passo indietro della Presidente della Commissione, la sola mossa di responsabilità che, a questo punto, potrebbe riportare ordine e serenità, per occuparsi dei veri problemi della città e dei cittadini
