Ciclone sulla sanità regionale, dati positivi COVID alterati dall’assessorato

Un ciclone travolge la sanità regionale, tre arresti e sette indagati, fra cui l’assessore regionale Razza, si paventa che lo scandalo possa allargarsi e toccare altri personaggi eccellenti, fino ad arrivare al vertice della regione.
Sembra che siano stati alterati i dati sui positivi Covid, da parte dell’assessorato, prima di trasmetterli a Roma, per evitare che larghe porzioni del territorio, o tutta la Sicilia, diventassero zona rossa, più verosimilmente per evitare che venissero a galla le deficienze del sistema sanitario regionale.
Da più parti c’è un richiamo garantista che ricorda come, fino all’ultimo grado di giudizio si debba considerare ogni indagato come innocente, ma, per il momento l’assessore Razza ha presentato le sue dimissioni e c’è un diluvio di commenti non del tutto garantisti.
In ogni caso, ci sono delle responsabilità politiche non di poco conto, in un settore dove le critiche sono sempre state all’ordine del giorno.
Agli arresti domiciliari è finita la dirigente generale del Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) Maria Letizia Di Liberti, il braccio operativo di Razza e di tutta la Regione nel controllo dell’epidemia in Sicilia.
È stata omessa la verità, non è stato consentito alla autorità, ai medici, ai cittadini, di rendersi conto, ognuno per le proprie competenze di rendersi conto della gravità della situazione
Razza e la dirigente avrebbero manomesso i dati, ci sono falsi documentati e intercettazioni da dive emergono gli interventi diretti dell’assessore.
Anche per il Tribunale di Trapani, che ha portato avanti l’indagine su un laboratorio di analisi, indagini dalle quali, per caso, si è arrivati scoprire il letamaio in oggetto, si tratta di un disegno squisitamente politico, pere cedere alle pressioni del mondo economico, senza preoccuparsi della salute pubblica, facendo credere che il sistema sanitario poteva eventualmente, con la sua efficienza, sopperire alle criticità.
Al momento le indagini sono ancora in sviluppo, non è escluso il coinvolgimento di altri personaggi eccellenti.

L’assessore Razza ha sottolineato come l’epidemia è sempre stata monitorata con cura, con decisioni che, talvolta hanno anticipato quelle nazionali. Ma per evitare che il governo possa essere coinvolto in polemiche inevitabili chiede al Presidente Musumeci di accettare le dimissioni.

Diverse le reazioni, appresso quelle degli esponenti del Movimento 5 Stelle.

Il capogruppo M5S all’Ars Giovani Di Caro e l’intero gruppo parlamentare 5 stelle a palazzo dei Normanni affermano: “Gravissime, se confermate, le notizie su bufera assessorato Sanità. Sulla salute dei cittadini non si può barare, Inevitabile che Razza si dimetta”.
“Se confermate le notizie sulla bufera che ha investito i vertici dell’assessorato alla Salute, assessore Razza compreso, sarebbero di una gravità inaudita. L’eventuale falsificazione dei dati sui contagiati dal Covid per non fare scattare la zona rossa, come ipotizzato dalla magistratura, potrebbe aver avuto conseguenze nefaste sui cittadini, è ciò, ovviamente, sarebbe intollerabile. La notizia riportata dalla stampa dell’intercettazione dell’assessore alla Sanità, che parlerebbe con una sua dirigente della spalmatura su più giorni dei dati sui morti, se confermata, sarebbe gravissima: Razza si dimetta, è inevitabile”.

“Sulla corrispondenza dei dati sui contagi rilevati con quelli reali, come sui posti letto attivati per le terapie intensive – affermano i deputati – abbiamo sempre sollevato dubbi e chiesto dettagliate notizie, che non ci sono mai state comunicate”.
Di Caro aggiunge : “Le dimissioni di Razza non bastano, lo scandalo sui dati dei contagiati dal Covid, che secondo la magistratura sarebbero stati taroccati per evitare la zona rossa, travolge i vertici dell’assessorato alla Sanità: i siciliani pretendono chiarezza, Musumeci venga a riferire al Parlamento prima possibile”.
“Mentre la Regione viene investita da uno scandalo di una portata incredibile come quello svelato dai magistrati – afferma Di Caro – ci sembra assurdo che l’Aula vada avanti su una finanziaria per tantissimi versi inutile e sganciata dai bisogni dei siciliani senza fare quasi riferimento alle vicende terribili svelate dalle intercettazioni, che parlano di alterazioni dei dati che potrebbero aver provocato gravissimi danni sulla salute dei siciliani. Anche Musumeci faccia mea culpa, visto che è lui il commissario per l’emergenza Covid in Sicilia”.

Anche la deputata del MoVimento 5 Stelle, Marialucia Lorefice, presidente della commissione Affari Sociali e Sanità della Camera, è intervenuta sull’argomento: “Il quadro che sta emergendo in queste ore in Sicilia, se confermato, sarebbe molto grave, prima di tutto perché lederebbe profondamente il patto tra Stato e cittadini e quello fra istituzioni”.
“Da oltre un anno – aggiunge – il Paese sta facendo grandi sacrifici per fronteggiare la pandemia. Sarebbe perciò incredibile se qualcuno avesse pensato di giocare con la vita delle persone, arrivando addirittura a chiedere di ‘spalmare un poco’ il numero dei morti da Covid-19 da comunicare all’Istituto superiore di sanità.

Anche Piero Gurrieri, candidato sindaco di Vittoria per il Movimento 5 Stelle, ha esternato le sue considerazioni : “Pensare, anche solo per un attimo, che Il destino di centinaia di migliaia di ristoratori, commercianti e siciliani sia stato e sia ancora nelle mani di gente che potrebbe averne condizionato le vite alterando i dati reali, mi fa profondamente schifo”.
“Secondo i pm, avrebbero alterato il numero dei positivi al virus e trasmesso dati falsi a Roma in modo da condizionare i provvedimenti sul “colore” della Regione.
“Non sarei proprio sincero se dicessi di essere sorpreso” ha chiosato Gurrieri, “che in questo tourbillon di numeri e di continua polemica politica nei confronti del governo Conte, potesse esserci qualcosa di sospetto, ma in questo caso la realtà supera la fantasia.”
Pare evidente, ha concluso Gurrieri, che, al di là delle responsabilità penali, che hanno natura personale, ci sono quelle politiche, delle quali dovrà rispondere il governo regionale.

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