Ragusa: venti di guerra in Consiglio Comunale

di Cesare Pluchino
Sedute del civico consesso piatte e grigie, senza sfumature, ma le polemiche covano sotto la calma apparente

Il civico consesso si riunisce solo per ordini del giorno e atti d’indirizzo, la maggioranza non riesce a gestire bene nemmeno i suoi atti
Desolante il quadro di un Consiglio Comunale improduttivo, dedito quasi esclusivamente all’esame di ordini del giorno, mozioni e atti d’indirizzo. Presto, però, le variazioni di bilancio ravviveranno l’atmosfera.
La prima seduta del mese, quella del giorno 4 novembre, dopo una serie di comunicazioni di poca importanza, di alcuni consiglieri comunali, ha visto l’esame e l’approvazione, all’unanimità, della variante al PRG per la modifica al tracciato viario di collegamento tra l’istituto scolastico “Mariele Ventre” e la Via Colleoni. La variante approvata consentirà di potere realizzare una strada di collegamento tra Via Piccinini e via Colleoni creando in tal modo uno sbocco all’arteria di fronte alla Scuola “Mariele Ventre”. Della problematica, più volte, in Consiglio, si erano occupati i consiglieri Maurizio Tumino e Giuseppe Lo Destro.
E’ stato rimandato alla prima seduta utile, per giovedì 13 novembre, il punto relativo all’adesione al Consorzio nazionale per il car sharing, argomento che, in commissione Ambiente, aveva già sollevato non poche polemiche, con voci dissenzienti anche dei consiglieri Castro e Nicita.
E’ stata, altresì, ritirata la proposta di delibera per il Consiglio Comunale con la quale la Giunta chiedeva al Consiglio di esprimersi per la rivisitazione del decreto “Salva Italia”, con evidenti difficoltà di fornire idonee motivazioni per un atto che era stato portato in fretta in Commissione Ambiente, per permettere, in tempo, l’esame in Consiglio. Su questo punto c’è stata qualche polemica, provocata dai consiglieri d’opposizione, che non hanno mancato di far sentire la voce di un dissenso forte anche per l’O.d.G. del Presidente Iacono, oggetto del quarto punto della seduta.
Si trattava della materia riguardante la richiesta di rivisitazione delle norme in materia di estrazioni petrolifere e del gas previste nel decreto “Sblocca Italia” ed in particolare nell’art. 38.
Con l’Ordine del giorno approvato, unanimemente dai 16 consiglieri presenti, viene chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, di rivedere in particolare le norme del decreto “Sblocca Italia” in cui si prevede che tutte le procedure di Valutazione d’Impatto Ambientale per le attività di ricerca, prospezione ed estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi siano sottratte alle Regioni ed assegnate allo Stato in contrasto con quanto stabilito nel Titolo V della Costituzione.
Il documento è indirizzato anche ad altri rappresentanti istituzionali ed in particolare: alla deputazione nazionale siciliana affinché intervenga per modificare, in sede di conversione in legge del decreto, le norme in questione, al Commissario dello Stato perché valuti ai sensi dell’art. 30 dello Statuto Siciliano, l’incompatibilità delle norme con le prerogative proprie dello Statuto stesso, al Governatore della Regione Siciliana perché chieda al Governo ed al relatore del decreto legge “Sblocca Italia” di abrogare l’art. 38 del D.L. M133/2014 ed, in caso di conversione in legge del decreto stesso, di procedere all’impugnazione di detto articolo di fronte alla Corte Costituzionale previa convocazione urgente dell’Assemblea Regionale Siciliana.
L’approvazione dell’ordine del giorno è stata preceduta dall’intervento del Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono che ha illustrato le motivazioni che lo hanno spinto a presentare e portare all’attenzione del massimo consesso il documento che è stato a fine discussione, come detto, approvato.
“I nostri territori da diversi anni a questa parte – ha sostenuto Iacono – si stanno spendendo per sostenere uno sviluppo armonico non solo delle attività agricole e della pesca, spina dosale del nostro tessuto produttivo, ma anche con gli altri settori più direttamente connessi al turismo sostenibile, all’artigianato locale, al piccolo commercio, alla fruizione dei beni culturali ed ambientali di cui la nostra Isola è ricca. Inoltre nella 25^ seduta dell’ARS del 6 marzo 2013, con diverse mozioni, l’intera deputazione regionale ha suggellato un netto no all’avviso di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Masseria Frisella” presentato dalla società ENEL Longanesi, che interessava un vasto territorio della Valle del Belice. La stessa Regione – ha ancora detto Iacono – ha inoltre espresso parere contrario al progetto “Off-shore Ibleo” e lo scorso 19 settembre l’ANCI Sicilia ed alcuni comuni siciliani hanno aderito all’iniziativa promossa da Greenpeace, Legambiente e WWF che hanno presentato ricorso al TAR del Lazio contro il decreto 149/2014 emanato dal Ministero dell’Ambiente che sancisce la compatibilità ambientale del progetto “Off-shore Ibleo”.
Per capire meglio l’intera questione è bene sapere che con questa decisione politica calata dall’alto potremmo ritrovarci domani con delle trivellazioni fatte di fronte alle nostre coste e nelle campagne iblee prospicienti i nostri beni culturali Patrimonio Unesco, sulla base di una decisione assunta a Roma senza che i sindaci, i consigli comunali, abbiano avuto la possibilità di esprimere il proprio parere”.
Le opposizioni si sono mostrate contrarie all’approvazione: silenti i rappresentanti del PD e di Megafono, sono stati Mirabella, Tumino e Lo Destro a lanciare accuse di populismo e demagogia per argomenti su cui gravano decisioni non rivedibili del Governo, che saranno sottoposte a fiducia e che, per quanto riguarda la Sicilia, risentono anche degli accordi del Presidente della Regione che ha voluto sottostare ai diktat romani per tutelare i livelli occupazionali di Gela.
Per Tumino si perde troppo tempo con iniziative che la maggioranza non riesce nemmeno a sostenere bene, in Commissione e in aula, con votazioni che richiedono di chiamare a casa i consiglieri per raggiungere il minimo indispensabile, come nel caso di questa votazione.
Inutile per Tumino presentare emendamenti a Roma per un atto che sarà sottoposto alla fiducia, imbarazzante scagliarsi contro le trivellazioni e le ricerche petrolifere dopo aver incamerato le royalties e, cosa ancora più grave, non averle destinate alla salvaguardia del territorio.
Di diverso pare l’assessore Zanotto e il consigliere Ialacqua che ritengono essenziale denunciare il tentativo d’esproprio dei diritti garantiti dalla Costituzione. Riprendere anche l’iniziativa dell’ANCI vuol significare porre le basi di un contenzioso costituzionale. Occorre che le comunità locali decidano il proprio destino.
Sulla questione si è poi innescato l’O.d.G. di Forza Italia, all’Assemblea Regionale Siciliana, di cui si può leggere in altra parte del giornale, che impegna il governo dell’isola a ricorrere alla Corte Costituzionale.
Le polemiche sull’O.d.G., contro il decreto “Sblocca Italia” e contro le norme sulle perforazioni ai fini di ricerca, sono state solo l’antipasto di un crescendo continuato nella seduta ispettiva del giorno 11 novembre, poi nei lavori di commissione dedicati alle variazioni di bilancio e ancora nella seduta di giovedì 13 novembre, dominata, quest’ultima, dalle questioni relative alla mensa scolastica e all’adesione alla convenzione per il Car sharing, tutti argomenti di cui ci occuperemo singolarmente in altri spazi del giornale.
Possiamo già anticipare che nell’ordine del giorno della seduta di martedì 18 novembre è stato inserito, prioritariamente, al primo punto la discussione sulle variazioni di bilancio, che si presume sarà abbastanza calda e per cui si prevedono particolari strategie delle opposizioni.

 

Ultimi Articoli