Non poteva mancare il comunicato delle minoranze della 4ª Commissione ‘Risorse’

Salta la seduta della 4ª Commissione ‘Risorse’ e l’azione di protesta dei tre componenti di minoranza dell’organo consultivo assume maggiore valenza politica alla luce della situazione di stallo venutasi a creare.
In condizioni politiche normali, queste cose si sarebbero risolte con una sola telefonata fra i leader di partito.
Cassì di partiti non vuol sentir parlare, i tre consiglieri di minoranza, evidentemente ben consigliati, tengono duro e la loro tattica fa scuola anche in provincia: le minoranze, a Modica, hanno abbandonato in blocco la seduta del Consiglio Comunale, subito dopo l’inizio, per protesta contro l’amministrazione e la maggioranza.
Firrincieli, Chiavola e Antoci non avevano avuto occasioni per eccellere nella loro azione di opposizione, solo ordinaria amministrazione, inaspettatamente hanno ricevuto un ‘regalo’ che viene costantemente alimentato, come se avessero ricevuto una torta e mentre la finiscono ne ricevono un’altra dal gusto diverso.
Chi scrive pensa che alla fine, di questo passo, arriverà anche il liquore, ma di quelli pregiati, a livello del miglior passito di Pantelleria o di un Duca d’Alba della Riserva.

La mancanza del numero legale nella seduta di ieri, 28 aprile, della Commissione ha mostrato l’incapacità della maggioranza di fare fronte comune di fronte all’azione di protesta, per come si sono svolti i fatti è lecito propendere per una azione premeditata di qualcuno che vuole mettere in difficoltà, intanto, la stessa maggioranza.
“Vicenda grottesca che assume sempre più i contorni di una farsa politica con il capocomico relegato in un angolo e incapace a rientrare in scena” la definiscono gli aventiniani che si stanno rifacendo degli sfottò e delle bacchettate ricevute in tre anni da alcuni componenti della maggioranza.
I consiglieri pentastellati Sergio Firrincieli (capogruppo) e Alessandro Antoci e il capogruppo del PD Mario Chiavola, restano fermi sulla propria posizione, e non potrebbe essere diversamente perché ogni minimo cedimento, a questo punto, significherebbe perdere la faccia, non solo politicamente.
“Abbiamo chiesto – sottolineano i tre – considerato che la presidente Occhipinti continua ad ostinarsi a non ammettere l’errore, mentre il sindaco ha liquidato la faccenda in maniera approssimativa, che il segretario generale possa esprimersi ufficialmente sulla vicenda e chiarire finalmente chi ha ragione e chi ha torto.”
E aggiungono: “Fino a quando questa fase di stallo proseguirà, continueremo nella nostra azione che sta generando qualche problema di troppo in seno alla maggioranza che non riesce a racimolare i numeri per garantire il numero legale in seno alla commissione che, guarda caso, per la seconda volta consecutiva non si è potuta tenere. Noi diciamo che è stato violato il regolamento e che qualcuno deve assumersene la paternità politica. Fino a quando questo non accadrà, continueremo a disertare i lavori della IV commissione”.

Ci permettiamo commentare che l’azione non è di ostruzionismo politico come, avventatamente la giudicano gli stessi protagonisti, non si rendono conto o, meglio, fanno finta di non rendersi conto che sta facendo affiorare tensioni, ambizioni, pretese e regolamenti di conti che l’inaspettata mareggiata ha fatto venire a galla

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