Cresce la preoccupazione per una emergenza igienico sanitaria ormai alle porte, in nottata, riprese da un giornale online di Modica, notizie su uno spiraglio di conferimento a Gela e di trasferimento dei rifiuti fuori dalla regione, forse in Campania.
Ma non ci sono conferme, sono solo anticipazioni che qualche sindaco della provincia, edotto sugli sviluppi delle trattative.
L’emergenza comunicazione di Palazzo dell’Aquila, più grave di quella dei rifiuti, fa il resto.
Il persistere di una grave situazione di emergenza che impedisce la raccolta dei rifiuti dalle abitazioni private rischia di determinare una grave crisi che può sfociare in vera e propria emergenza igienico sanitaria.
Inevitabile rilevare come i cittadini hanno già dentro casa l’indifferenziato di venerdì scorso, quindi un accumulo di due settimane, oltre alla plastica, al vetro e alla carta non ritirati nei giorni scorsi.
Qualcuno avrà spazio per accantonare qualche altro sacchetto, ma la città è destinata ad essere invasa dai rifiuti che, grazie a dio, non mancano già in diverse zone della città, abbandonati, in maniera indiscriminata, in tempi normali, da cittadini senza scrupoli.
Al riguardo, sarebbe interessante capire cosa sta facendo la polizia municipale per arginare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti per strada, non vorremmo che la gente è tenuta a conservare l’immondizia in casa ma chi se ne frega delle disposizioni non è perseguito come si dovrebbe, condizione che, di fatto, autorizzerebbe chiunque a lasciare i rifiuti dove crede, quanto meno dove ci sono accumuli di sacchetti.
Se telecamere ci sono, rileviamo gli incivili ed esponiamoli al pubblico ludibrio.
Da palazzo non arrivano notizie, la pubblicazione dell’articolo del giornale dei Modica è delle 5,30, al momento in cui scriviamo, le ore 12.30, nessuna comunicazione.
La responsabilità, come ha tenuto a sottolineare in consiglio comunale, non è solo del sindaco Cassì che ha voluto sottolineare come lui sia il Presidente di un CdA formato da sindaci della provincia, ugualmente interessati alla questione.
E da tutti, Presidente e altri sindaci, vorremmo capire cosa intendono fare, se chiedere di aprire subito una discarica, naturalmente condivisa, sul territorio, o preferiscono far viaggiare i rifiuti, naturalmente pagando.
Se la politica regionale non ha le capacità per venire a capo della situazione, anche il nuovo assessore non sembra all’altezza, mentre il Presidente è occupato a rifare la poltrona al pupillo costretto alle dimissioni, sono i nostri sindaci a dover trovare soluzioni, nell’immediato.
Sotto gli ombrelloni potranno discettare di discariche, di differenziata, di protezione dell’ambiente e del territorio, di politiche ambientali, ma dovranno, prima di tutto, trovare dove svuotare i mastelli.
Qualcuno, nel frattempo, potrebbe spiegare alla collettività come mai il 13 maggio, ormai in piena emergenza, la SRR ha indetto una “consultazione preliminare di mercato propedeutica all’eventuale esperimento di una procedura di gara per l’individuazione di un impianto di trattamento smaltimento anche al di fuori del territorio della Regione e/o individuazione di operatori economici cui conferire la frazione umida avente codice EER 19 12 12 proveniente da trattamento meccanico dell’impianto di c.da Cava dei Modicani e impianto di smaltimento cui conferire la frazione biostabilizzata proveniente dal trattamento meccanico biologico codice EER 19 05 01 con IRDP previsto dalla norma per un quantitativo giornaliero, a regime, pari a 30/35 ton”,, una procedura, con scadenza 20 maggio, che, alla luce dei fatti, sembra un po’ tardiva e, per le cui responsabilità sono coinvolti tutti i sindaci del CdA che dovrebbero vigilare e avere contezza su questo genere di adempimenti.
Perché qualcuno non tenta di spiegare alla collettività questo e altri passaggi di una questione che presenta, sempre più aspetti nebulosi ?
