La riapertura è anche della politica, bagarre a Ragusa su urbanistica e rifiuti

La fine del lokdown, il profumo della zona gialla pronta a trasformarsi in zona bianca, i sentori delle prossime consultazioni elettorali hanno creato, di fatto, un clima di ripresa.
Su Ragusa, invero, la macchina politica non si è mai fermata, sia pure a scartamento ridotto e le questioni urbanistica, per il Parco Agricolo Urbano, la cui variante è stata bocciata, e rifiuti, per l’emergenza determinata dal progressivo esaurirsi delle discariche in Sicilia, tengono banco nel dibattito politico.
Protagonisti, per ambedue i temi all’ordine del giorno, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, con i rispettivi gruppi consiliari impegnati in una campagna contro l’amministrazione Cassì, a suon di comunicati congiunti, richieste di dimissioni dell’assessore, e iniziative autonome.
Parliamo, prima di urbanistica, e, in proposito, rileviamo come ci sia, da tempo, una linea comune, fra i gruppi consiliari PD e 5 Stelle, che ha portato, come ultimo atto, alla richiesta di dimissioni per l’assessore Giuffrida.
Questa linea comune continua, ancora stamane, con un comunicato congiunto dei due gruppi, sul tema rifiuti, ma è stata interrotta, ieri, dalla conferenza stampa indetta dal PD, con il vertice della segreteria cittadina, con invito del capogruppo Chiavola PD.
Una conferenza stampa atipicamente tenuta in sala commissioni, a Palazzo dell’Aquila, non nella sede del partito, della quale il gruppo 5 Stelle non era stato informato, né, tantomeno, invitato.
Mettendo da parte questo particolare, ancorché significativo per quanto attiene alla richiesta di dimissioni congiunta, veniamo ad analizzare i contenuti dell’incontro con la stampa sulla questione bocciatura della variante per il Parco Agricolo Urbano.
Introdotto l’argomento, solo formalmente, dal ‘padrone di casa’, il capogruppo Chiavola, è stato il segretario cittadino del PD, Peppe Calabrese, a illustrare la posizione del partito.
Critiche all’amministrazione incentrate sulla mancata attuazione del PRG , i cui vincoli sono scaduti dal 2011, e, in particolare, denuncia delle false dichiarazioni, diffuse tramite comunicato stampa del 30 marzo scorso, che davano per approvata la variante al PRG anche per il parco agricolo urbano.
Sulla bocciatura per la variante, è stato sottolineato come la bocciatura riguardi, nello specifico, il comparto riguardante il costituendo Parco Agricolo Urbano, mentre le parti riguardanti la zona di San Luigi, le zone di edilizia PEEP e i piani di recupero sono stati approvati.
Secondo Calabrese, l’amministrazione ha mentito, o in buona fede per non aver saputo leggere il decreto regionale, o in malafede, cercando di mistificare la realtà.
La variante, secondo Calabrese, è stata bocciata in quanto mera riproposizione della stessa presentata, in precedenza, dall’amministrazione 5 Stelle e parimenti bocciata: per l’estensione dell’area, occorreva prima procedere all’approvazione del nuovo PRG, nel quale inserire questa variante.
L’amministrazione attuale ha invece ritenuto sufficiente presentare solo uno schema di massima del nuovo PRG che, non contendo le norme tecniche di attuazione , le NTA, non permette di sostenere l’approvazione della variante.
L’accusa principale del PD si concentra, quindi, sulla mancata predisposizione e approvazione del nuovo PRG, strumento indispensabile per la tutela e lo sviluppo del territorio.
Mancanza che trascina anche l’assenza dei Piani particolareggiati del centro storico, altra grave carenza della città, che rimane bloccata nel suo sviluppo urbanistico e, quindi, anche economico.
Per Calabrese c’è una vacatio totale in materia urbanistica, un assessore, del quale si chiedono le dimissioni, che sarebbe inadeguato per i temi cardine che interessano il territorio.
Ancora, per il segretario cittadino del PD sono risibili le giustificazioni del sindaco sull’avere ripreso atti della vecchia amministrazione, a difesa del territorio, azione resa vana dal non aver tenuto conto dei richiami della regione. Un sindaco che non può giustificare tre anni di immobilismo sulla materia PRG
Opinabili, poi, le valutazioni dell’amministrazione sulla richiesta di risarcimento da parte del privato, con l’impegno a vigilare perché eventuali accordi e compensazioni non determinino danno per la collettività.
In ultimo affrontata la questione della relazione dell’avvocatura, allegata alla delibera che ha deciso per il ricorso al TAR, la solita ed ennesima leggerezza degli uffici che ha allegato all’atto una relazione che, giustamente come ha detto il sindaco, per i suoi contenuti, doveva essere solo a beneficio dei componenti la giunta come elemento consultivo. Ma citata in delibera, come allegato, deve essere resa disponibile per il consigliere comunale che la chiede, cosa che è stata, invece, negata, almeno in un primo tempo, al consigliere Chiavola.
All’incontro, per il Partito Democratico, ha partecipato anche l’arch. Cucuzzella, componente della segreteria del partito, esperto in materia, già componente del Consiglio Regionale dell’Urbanistica, che ha rimarcato la disponibilità offerta all’amministrazione, ma per la quale non è stato dato riscontro, per una collaborazione mirata alla soluzione dei problemi sul tappeto.
L’architetto ha insistito sulle scelte dell’amministrazione che si sono rivelate del tutto errate, grave la mancata adozione di un nuovo PRG, dopo tre anni dall’insediamento, PRG per il quale ci sono già le direttive generali approvate dal consiglio comunale, particolare rilevato anche dal decreto regionale che ha bocciato la variante.
In pratica, la città si trova esposta ad una edificazione incontrollata sulle aree in questione, per la quale l’amministrazione è obbligata a rilasciare le autorizzazioni, una volta decaduti i vincoli. Si tratta di zona D, dove è consentita l’edificazione di insediamenti produttivi e commerciali.
Sull’area, un tempo, erano state concesse le autorizzazioni per la costruzione del terzo centro commerciale di Ragusa, verosimilmente oggi, vista la crisi dei centri commerciali, si propenderà per la costruzione di diversi insediamenti di tipo produttivo e commerciale, a macchia di leopardo, in caso di mancato accoglimento del ricorso al TAR.
Ignote, comunque, le reali intenzioni dei proprietari dei terreni, in particolare della società che avrebbe inoltrato richiesta di risarcimento, richiesta della quale non si conoscono i contenuti e sulle quali nessuno si pronuncia.
Ma anche sul punto si dovrebbe fare chiarezza, tutta la vicenda riguardante la società è immersa nelle nebbie, autorizzazione del 2006, lavori mai partiti, nonostante tre proroghe concesse fino al 2013, poi richieste di restituzione delle aree concesse in perequazione e dei costi sostenuti per gli oneri di urbanizzazione, molti dei quali, per due milioni di euro, erano stati compensati per la costruzione di strade e opere del sottosuolo.
Cosa rivendichi, oggi, il privato e su quali presupposti, non è dato sapere, intanto alcune aree in perequazione sono state già utilizzate dal Comune, come quella concessa per la costruzione del Centro Feliciano Rossitto, mentre si può notare come sono state rilasciate autorizzazioni per costruzioni, nelle zone interessate, che hanno visto, proprio in questo periodo, l’inizio dei lavori.

Ultimi Articoli