Che non ci fosse un feeling politico, fra l’on.le Nello Dipasquale e Giovanni Iacono, attuale assessore della giunta Cassì. non era un mistero, diverse le occasioni nelle quali i due si sono punzecchiati, ma non si era arrivati allo scontro diretto.
L’occasione è stata quella di una intervista televisiva, negli studi di Teleiblea, condotta con l’on.le Dipasquale dal Direttore dell’emittente, Mario Papa. Come sempre, una intervista che ha voluto andare al nocciolo della questione, che ha offerto una visione chiara delle posizioni sulla delicata vicenda rifiuti.
L’onorevole, da tempo, non ha nascosto le sue grandi riserve per la scelta di non ampliare la quarta vasca a Cava dei Modicani.
L’attuale emergenza rifiuti, dovuta proprio all’impossibilità di scaricare il residuo del secco, neanche in altre discariche della Sicilia, fa intravedere tempi bui, fatti di aumenti della tariffa, per i ritardi della SRR e dei sindaci del comprensorio, tutti d’accordo nel non volere la discarica sul proprio territorio, scenario arricchito dai ritardi e dall’incapacità del governo Musumeci di venire a capo della questione rifiuti in tutta la Sicilia.
L’on.le Dipasquale ha ribadito che, già nel 2013, quando si decise di non allargare la quarta vasca, di mettere da parte l’ampliamento della discarica di Cava dei Modicani, aveva previsto che la scelta si sarebbe rivelata sbagliata e dannosa per la comunità ragusana.
Lui, da Sindaco, appena insediato, nel 2006, si preoccupò di ampliare subito la discarica, e, in effetti, questo accorgimento ci ha permesso di andare avanti fino ad ora, in seguito si preoccupò di presidiare l’ingresso della discarica per evitare che altri comuni, oltre a quelli montani del comprensorio, potessero scaricare a Cava dei Modicani, la sua veduta è stata solo quella di una città che doveva essere autonoma per scaricare i rifiuti, e lo poteva diventare, dopo l’avvio della differenziata, poi perfezionata dalla giunta Piccitto.
Circa 10 anni orsono, Di Pasquale aveva avviato la progettazione della quarta vasca, che avrebbe finanziato la Regione, in accordo con il dipartimento regionale dei rifiuti e preoccupandosi di inserire l’opera nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche.
Purtroppo per la città, sottolinea l’on.le Dipasquale, nel 2013 il consiglio comunale, con un emendamento a firma di Giovanni Iacono, votò per eliminare questa opera dal Piano Triennale.
Secondo Dipasquale occorre che ognuno si prenda le responsabilità della scelta, ora c’è un rimpallo delle responsabilità, ma allora fu chiaro chi non voleva la quarta vasca, Giovanni Iacono era Presidente del consiglio ma agì da consigliere comunale, trovando, con la sua autorevolezza nei confronti dei 5 Stelle, il consenso unanime dell’amministrazione e della maggioranza pentastellata.
Dal 2016, ogni anno, fino al 2018, i Sindaci della provincia, riuniti prima nell’ATO e poi nella SRR sono stati diffidati per identificare il sito della nuova discarica, ora sono stati, addirittura commissariati.
Nello Dipasquale, per sostenere la validità della sua scelta, ha precisato anche che la sua casa di campagna dista appena tre km dalla discarica, particolare che non lo ha influenzato, anche alla luce dell’evidenza che una discarica per l’indifferenziato trattato non è come le discariche di una volta, altamente inquinanti.
L’on.le Dipasquale non ha puntato il dito tanto contro i 5 Stelle che pure si sono sempre dichiarati contrari alla quarta vasca, anche nel maggio scorso il capogruppo 5 Stelle Firrrincieli presentò, con la firma dei componenti il suo gruppo, un Ordine del Giorno per impegnare il Sindaco ad opporsi, comunque, alla quarta vasca a Cava dei Modicani, riaffermando una posizione che nella giunta grillina era sostenuta dall’allora assessore all’ ambiente Claudio Conti, da sempre leader di Legambiente a Ragusa, che fino a pochi giorni fa ha ribadito le sue considerazioni sulla emergenza rifiuti, confermando la netta opposizione per la quarta vasca a Cava dei Modicani.
Per Dipasquale la scelta fu di Iacono e, oggi, se ne pagano le conseguenze, la città doveva, innanzitutto, restare autonoma, ne stiamo pagando le conseguenze con l’aumento delle tariffe del 30 %, a cui si aggiungono ora i costi del trasporto verso altre discariche.
Ancora il deputato regionale sostiene che questa situazione è irreversibile, nell’immediato non ci sono soluzioni, dobbiamo portare il rifiuto trattato in continente, sempre che troviamo discariche disponibili ad accogliere il nostro rifiuto.
“Siamo arrivati a questo – ha concluso Dipasquale – per una scelta assolutamente da me non condivisa, le colpe sono anche della Regione che doveva imporre la scelta di un sito, tutta la politica, sui rifiuti, è stata assente, situazione che si deve riprendere, per forza, anche le posizioni di chi non vuole la discarica sul proprio territorio sono sbagliate”
“Saremmo stati a posto fino, almeno al 2030, ora i sindaci, invece, dovranno trovare la soluzione, in fretta, identificando, al più presto, un sito idoneo.”
A margine della intervista dell’on.le Dipasquale, ci piace riportare alla memoria la posizione dei consiglieri Maurizio Tumino, Peppe Lo Destro e Giorgio Mirabella che nel 2015, prendendo spunto dall’introito, assai consistente, delle royalties, quasi trenta milioni, avevano sollecitato un utilizzo adeguato alle normative, dedicato all’ambiente, un introito che sembrava non essere apprezzato per la sua importanza dall’amministrazione 5 Stelle o, meglio, non considerato per le finalità alle quali era destinato per Legge.
Al tempo, Tumino, Lo Destro e Mirabella, allora consiglieri comunali di Forza Italia, sollecitarono il sindaco Piccitto a impiegare le somme per progettualità lungimiranti, fra le quali avevano identificato la esigenza di pensare alla quarta vasca di Cava dei Modicani, utilizzando una parte esigua del cospicuo introito delle royalties.
